La domanda è di quelle a cui l’umanità cerca una risposta da sempre: esistono forme di vita intelligente su altri pianeti?

Insomma, gli alieni, protagonisti di tanti film di fantascienza, da Independence Day a Segnali dal futuro, esistono davvero o sono una leggenda metropolitana, al pari dei famigerati coccodrilli nelle fogne di New York? Si è discusso a lungo dell’Area 51, la struttura militare americana con sede in Nevada, che sarebbe stata a lungo protetta dal segreto proprio per celare gli esperimenti compiuti dai medici militari USA sui corpi recuperati di extraterrestri, soprattutto dopo il famoso incidente di Roswell del 1947: in quell’occasione, infatti, sempre secondo i teorici, proprio un oggetto volante non identificato si sarebbe schiantato sul suolo del Nuovo Messico.

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Che crediate o no alla presenza degli alieni, chi sembra crederci è proprio il governo americano: un articolo pubblicato dal New York Times, infatti, ha raccolto le testimonianze di ex membri del Congresso o del Pentagono, che hanno raccontato di un vero e proprio piano di studi messo a punto dal Dipartimento della Difesa per indagare sugli avvistamenti di oggetti non identificati.

Advanced Aerospace Threat Identification Program, ovvero “programma avanzato per le identificazioni delle minacce aeree”, questo il nome del progetto condotto tra il 2007 e il 2012, fortemente voluto dal senatore democratico del Nevada, Harry Reid, e approvato anche da altri due senatori, il Repubblicano dell’Alaska Ted Stevens, morto nel 2010, e il Democratico delle Hawaii Daniel K. Inouye, venuto a mancare nel 2012.

Per questo piano all’insegna della massima riservatezza, il Pentagono ha sborsato la cifra di 22 milioni di dollari all’anno (pari a circa 19 milioni di euro), un nonnulla se paragonati ai 600 miliardi di dollari complessivi messi sul tavolo dal Dipartimento della Difesa.

Scopo del programma era, come è naturale immaginare, “vigilare” su tutti gli avvistamenti di velivoli sospetti; Reid ha deciso di attribuire i finanziamenti alla società guidata dall’imprenditore Robert Bigelow, suo amico di lunga data. E qualcosa sarebbe effettivamente successo, come spiegato all’interno della gallery in riferimento a un episodio avvenuto nel 2004 a San Diego, in California.

Va detto che non è la prima volta che le forze armate americane si interessano agli oggetti volanti non identificati: già nel 1952, infatti, era stato lanciato il Project Blue Book, che, fino al 1969, ha registrato oltre 12 mila avvistamenti, fra i quali un centinaio è rimasto tuttora inspiegabile.

Ad oggi l’Advanced Aerospace Threat Identification Program è stato smantellato , ma alcuni fonti estremamente vicine al programma hanno assicurato che, in realtà, a essere terminati sono esclusivamente i finanziamenti; non è detto, insomma, che qualcuno, al Pentagono, non stia ancora indagando sui presunti fenomeni paranormali del cielo.

Infatti Luis Elizondo ha guidato il progetto fino all’ottobre del 2017. Secondo l’uomo, a essere sospesi sono stati solo i finanziamenti, non le indagini. Elizondo ha dichiarato di essere uscito dal programma per l’eccesso di segretezza a cui la sua attività era sottoposta, e per la carenza di fondi: “Perché non impieghiamo più tempo ed energie su queste questioni?”, ha scritto in una lettera indirizzata al Segretario della Difesa James Mattis. Elizondo, inoltre, nella lettera di dimissioni ha espresso la sua frustrazione sui limiti imposti al programma, il quale “rimane di fondamentale importanza per il bene delle forze armate e dell’intera nazione”.

Inutile dire che la cosa ci affascini in maniera davvero particolare; saremo dunque davvero vicini agli “incontri ravvicinati del terzo tipo”?

Gli alieni esistono davvero: cosa dice il Pentagono sugli UFO
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