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Galleria: Perché George Michael prima di morire disse: “La vita è stata una perdita di tempo”

Perché George Michael prima di morire disse: "La vita è stata una perdita di tempo"

La vita di George Michael nel documentario Freedom: ecco cosa dice il cantante.

George Michael se n’è andato a Natale del 2016. È stato il suo “last Christmas”, che a differenza di quello che cantava nella canzone degli Wham non è stato lo scorso Natale, ma il suo ultimo. Non possiamo trascurare il fatto che un artista del genere ci manchi, ci manca molto. Tutti i fan però possono rivedere Freedom (rilasciato per la prima volta dal britannico Channel 4 e disponibile in Italia on demand su Sky Arte), il documentario voluto dallo stesso Michael e realizzato prima di morire e che fa emergere il modo in cui il cantante si sentisse tradito dalla sua stessa esistenza per il fatto di aver perduto due persone molto importanti. Nel film si ascoltano le parole di George Michael e di come considerasse la vita una perdita di tempo.

Spero – dice Michael nelle ultime scene, come riporta il Corriere della Sera – che le persone pensino a me come a qualcuno che aveva una sua integrità e che mi ricordino così, ma è molto improbabile. Penso sia stata tutta una perdita di tempo e di energie.

Non si può certo trascurare di come Michael abbia affrontato molte situazioni difficili nel corso della sua carriera – resta agli annali il suo arresto per atti osceni, dopo che nel 1998 un poliziotto della buoncostume lo accusò di avergli fatto proposte sessuali in un bagno pubblico, storia che divenne il mood del suo video Outside e che figura in un verso della canzone The Dope Show di Marilyn Manson. Ma, controversie a parte, i grandi dolori nella vita del cantante furono ben altri: la morte dell’ex compagno Anselmo Feleppa e della propria mamma Lesley.

George Michael e Feleppa si incontrarono nel 1991 a Rio de Janeiro, il cantante era lì per un’esibizione prestigiosa. Il compagno aiutò l’artista ad accettarsi e poi a fare coming out, ma Feleppa dopo sei mesi scoprì di aver contratto l’Hiv, morendo poi nel 1993 a causa di un’emorragia cerebrale. Dopo di lui Michael ebbe altri compagni, come per esempio Fadi Fawaz, che fu il suo ultimo amore e lo trovò esanime quel tragico giorno di Natale. Ma il rapporto con Feleppa per Michael rappresentò moltissimo, tanto che nel documentario il cantante dice

Ero terrorizzato all’idea di perderlo, era il mio salvatore e mi aveva cambiato la vita. Ero al pranzo di Natale a casa mia in Inghilterra, con tutta la mia famiglia riunita, in attesa di sapere se il mio compagno, di cui nessuno dei presenti sapeva nulla, fosse malato terminale e quindi se lo fossi potenzialmente anche io. Quando me lo ha confessato ero devastato e l’ho presa molto, molto male.

Dopo soli sei mesi dalla morte di Feleppa, Michael fu funestato da un’altra orribile notizia: la madre aveva un cancro all’ultimo stadio. Lesley è morta nel 1997 facendo sprofondare l’artista in un’enorme depressione. In pochi anni quindi il cantante perse due persone care, carissime, a seguito di due malattie devastanti. La sua morte per arresto cardiaco assume durante Freedom dei contorni romantici: in altri tempi lo avremmo chiamato «crepacuore», anche se oggi ovviamente è chiaro che per ogni morte ci sono delle ragioni medico-scientifiche alla base: è innegabile quanto dolore il cantante abbia affrontato nei suoi 53 anni di vita. Oggi Michael e la sua mamma Lesley riposano insieme, uno accanto all’altro nel cimitero di Highgate.

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