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Galleria: Come si vive a Slab City, l'”ultimo posto libero della terra” senza leggi e tecnologia

Come si vive a Slab City, l'"ultimo posto libero della terra" senza leggi e tecnologia

Sembra una cittadina da film, ma in realtà Slab City è l'ultimo posto libero della terra: niente tecnologia né leggi per i suoi abitanti, che sono nomadi, hippie, ma anche curiosi che desiderano vivere davvero la vita particolare di questa comunità californiana.

Chi dice che l’anarchia è una splendida utopia dovrebbe, forse, fare un salto a Slab City. In questo luogo che ha il nome che sembra preso direttamente da un film di Tarantino o da un fumetto di Frank Miller non esistono leggi, non esiste tecnologia.

Non è un modo di dire, è tutto vero: l’accampamento di Slab City, o The Slabs, si trova nel sud est della California, a una manciata di chilometri dalla città di Niland, nei pressi del Lago Salton, famoso per la sua spiaggia fatta di ossa, e comprende roulotte, camper, autobus in disuso.

Sembra davvero tutto molto cinematografico, assomiglia vagamente a una coloratissima città fantasma, ma la realtà di Slab City è tutt’altro che impalpabile, ed è fatta di nomadi, hippie contemporanei, o semplicemente persone eccentriche che, per un periodo all’anno, trascorrono il proprio tempo lì, in quel luogo nato laddove un tempo sorgeva una base militare attiva durante la Seconda Guerra Mondiale, negli Anni Cinquanta.

Perché le persone stazionano solo per un certo tempo? Perché d’estate le temperature nella zona possono raggiungere livelli davvero poco piacevoli da sopportare, mentre in inverno lo stesso clima caldo rappresenta invece un’ottima ragione per stanziarsi nel villaggio. Si passa così dai circa 4000 residenti delle stagioni fredde agli appena 150 che rimangono sfidando anche i 48 gradi dell’estate. Tanti sono, infatti, i coraggiosi che hanno scelto di vivere in maniera permanente a The Slabs,  adattandosi nelle vecchie strutture abbandonate, nelle baracche in legno o nei caravan, e che per questo vengono chiamati Slabbers.

In pieno deserto, racconta La Stampa, non esiste elettricità, non ci sono tubature per l’acqua fresca e di scarico, niente acqua dolce: gli abitanti utilizzano dei pannelli solari, un sistema di gestione dei rifiuti inventato da loro, mentre per lavarsi c’è una doccia in comune, che altro non è se non una cisterna riempita d’acqua da una fonte distante circa novanta metri. Se pensate che Slab City sia un posto senza cultura, però, vi sbagliate: infatti ci sono anche una biblioteca della comunità, un campo da golf, un giardino con sculture, due aree dedicate alla musica e diversi club.

Avendo trovato il suo piccolo negli anni Ottanta, diventando un vero e proprio villaggio capace di offrire uno stile di vita alternativo anche per molti pensionati, TPI racconta che The Slabs mette a disposizione anche due abitazioni prenotabili su Airbnb, la piattaforma online che aiuta a offrire e a trovare un alloggio di qualsiasi tipo, in tutto il mondo e durante tutto l’anno. Insomma, contro la tecnologia, ma fino a un certo punto!

Ovviamente, nella comunità libera e senza regole di Slab City non esistono neppure le leggi, né qualcuno che le faccia rispettare: come fare allora per dirimere le controversie, inevitabili, tra i residenti? Certamente non mancano le sparatorie o gli episodi in cui un camper “rivale” viene bruciato, ma gli abitanti garantiscono che questi regolamenti di conti da Far West siano in realtà piuttosto sporadici, e che la vita della congregazione sia pacifica e ben lontana dal trambusto della società moderna.

Anche gli Slabbers hanno il loro membro più famoso: si tratta di Leonard Knight, il creatore della Salvation Mountain, una montagna interamente dipinta che si trova proprio nei pressi di Slab City. Knight ha vissuto nel suo furgone e ha lavorato alla sua opera d’arte, che segna l’ingresso a Slab City, per oltre vent’anni, rimanendo anche dopo la sua morte un vero e proprio mito e cittadino onorario del posto.

Slab City è un posto talmente mitico da essere stato citato sia nel libro di Jon Krakauer Nelle terre estreme, che nel film del 2007 Into the Wild- Nelle terre selvagge, a cui peraltro presero parte alcuni veri abitanti dell’accampamento.

 Ecco come si vive veramente a Slab City.

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