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Galleria: “Come As You Are”: le donne che hanno imparato ad accettarsi così come sono

“Come As You Are”: le donne che hanno imparato ad accettarsi così come sono

"Come As You Are": le donne che hanno imparato ad accettarsi così come sono
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Chili di troppo, peli, macchie cutanee, magrezza eccessiva. Ci sono delle cose che la società non accetta e che sono stravaganti rispetto ai canoni della bellezza. Ma dobbiamo essere per forza tutte perfette? Parla di questo la mostra Come As You Are – sì, come nella celeberrima canzone dei Nirvana – realizzato dalle 23 artiste del collettivo Girls e curata da Laetitia Duveau. Naturalmente non si tratta dell’apologia di modelli poco salutari – ricordiamo che l’obesità è una malattia e va curata per esempio, così come la magrezza indotta da un disturbo alimentare – ma di auto-accettazione delle donne, dell’evitare di rincorrere modelli irraggiungibili, come le modelle sulle copertine patinate. Se ne parla in un articolo di Vice che riporta le dichiarazioni della curatrice.

Cosa significa essere bella?

Ci insegnano da quando siamo piccole a competere – dice Duveau su Come As You Are – e se non puoi competere resti indietro. Quindi inizia la spirale discendente, in cui pensi di non essere buona abbastanza, di non sembrare buona abbastanza. Voglio sfidare questo. Così ho deciso di curare una mostra che dà voce a un’ampia schiera di artiste con differenti istanze intorno all’immagine del proprio corpo e storie differenti che trattano sul modo in cui queste istanze vengono risolte.