Autoerotismo femminile e serie tv: è stato davvero sdoganato?

Autoerotismo femminile e serie tv: è stato davvero sdoganato?
Fonte HBO
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“It’s pink! For girls!”: l’autoerotismo femminile entra nell’immaginario delle serie tv il 2 agosto 1998 con le fattezze di un vibratore rosa, il Rabbit Pearl della Vibratex protagonista di una puntata della prima stagione di Sex and the City (il titolo originale è The Turtle and the Hare, tradotto in italiano con il più eloquente Autoerotismo).

Episodio rivoluzionario perché andato in onda più di 20 anni fa, quando l’idea che una donna potesse darsi del piacere da sola non era ancora dato così per scontato; tanto più che a rimanere dipendente dal coniglio rosa non era la spudorata Samantha, dai cassetti pieni di vibratori, né la razionale Miranda, ma la romantica Charlotte, da sempre in attesa del principe azzurro.

Molto è cambiato in questi due decenni: i sex toys sono più diffusi (ormai dotati di porte USB e app) e le conversazioni sul sesso sono molto più aperte. In termini di masturbazione femminile, insomma, abbiamo fatto molta strada visto che nell’immaginario collettivo è sempre stato normale per un uomo masturbarsi (per bisogno o per impulso), ma una donna che si tocca è stata per anni tradizionalmente considerata una pervertita e una ipersessuale.

Tuttavia, l’autoerotismo femminile può spesso essere totalmente travisato nei film e nelle serie tv: per troppo tempo, il piacere femminile è stato rappresentato sullo schermo attraverso il prisma dello sguardo maschile, secondo la fantasia sessuale di un regista uomo.

Per secoli la rappresentazione della sessualità è stata appannaggi di pittori che hanno dipinto nudi femminili conturbanti, in pose dolcemente contratte con mani appoggiate sull’inguine. Sullo schermo, d’altro canto, tutt’ora la donna mentre si masturba si contorce e geme nel momento stesso in cui la sua mano entra in contatto con la sua vulva, senza neanche bisogno di raggiungere la clitoride.

Eppure, i tempi stanno cambiando e non solo sullo schermo: la World Association for Sexual Health ha sottolineato l’importanza della masturbazione nello sviluppo psicosessuale individuale sia maschile che femminile, come forma di conoscenza e di educazione al piacere, nell’ottica del benessere sessuale individuale e di coppia. Toccarsi, insomma, non solo non fa crescere i peli sulle mani e non rende ciechi, ma è una buona pratica. Toccarsi fino a raggiungere “un culmine, una liberazione… potrebbe aiutare”, parola del duca di Hastings, protagonista della serie tv Bridgerton.

Perché "Bridgerton", la prima serie Netflix di Shonda Rhimes ci farà impazzire

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Articolo originale pubblicato il 7 Gennaio 2021

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