Lingue straniere: studiarle con un po' d'alcol - Roba da Donne

Perché un po' di alcol aiuta a parlare meglio le lingue straniere e altre strategie

Predisporsi allo studio delle lingue straniere può essere difficile, soprattutto per una questione di pronuncia, ma un po' di alcol può aiutare: ecco cosa dice uno studio.

Premessa: questo articolo non vuole certo essere un invito a bere indiscriminatamente: l’alcolismo è una dipendenza seria. Si tratta semplicemente di riportare i risultati di uno studio curioso, che sembra aver confermato ciò che in molti hanno probabilmente già sperimentato nella propria vita.

Imparare le lingue straniere, in particolare quando non si è più giovanissimi, può essere un’impresa molto dura. Eppure è necessaria in molti casi: i cambiamenti dell’economia globale ci richiedono di aggiornarci continuamente e questo significa conoscere e scoprire Paesi differenti, anche molto lontani dal nostro.

Lingue come il cinese, l’arabo e il russo sono diventate delle materie importanti per chi lavora in molti campi, dal commercio al turismo, fino alla finanza, alla scuola e così via.

Cosa può aiutare nell’apprendimento delle lingue straniere? Giusto un po’ d’alcol.

Non è uno scherzo, lo dice uno studio dal titolo Dutch courage? Effects of acute alcohol consumption on self-ratings and observer ratings of foreign language skills a firma Fritz Renner, Inge Kersbergen, Matt Field, Jessica Werthmann, pubblicato dal Journal of Psychopharmacology.

Lo studio parte dal presupposto che, secondo una credenza popolare, un drink possa migliorare le capacità sociali e quindi anche la capacità di parlare una lingua, in particolare dal punto di vista della pronuncia. Così questi studiosi hanno pensato di mettere in correlazione l’effetto del consumo di bevande alcoliche con il rendimento percepito sull’apprendimento delle lingue straniere da parte degli studenti. Sono state quindi reclutate 50 persone di madrelingua tedesca per far apprendere loro l’olandese: a caso, tra loro, sono state fornite bevande a bassa dose d’alcol oppure una bevanda di controllo analcolica.

I partecipanti al test hanno quindi preso parte a una discussione in olandese, che è stata registrata per essere sottoposta alla valutazione di due madrelingua olandesi, che non conoscevano le premesse della ricerca. Inoltre, i volontari hanno anche partecipato a un’autovalutazione. Stando ai risultati, i soggetti che hanno consumato alcolici hanno ottenuto valutazioni migliori nel loro apprendimento dell’olandese – soprattutto appunto per quanto riguarda la pronuncia – rispetto a quelli che hanno bevuto solo analcolici.

Questo accade perché l’alcol aiuta a sciogliersi, a svuotare la propria mente per recuperare conoscenze che si avevano e metterle in correlazione con nuove conoscenze. Ma naturalmente bere alcolici non può essere la sola attività che permette di ottenere questi risultati.

Sfogliamo la gallery per scoprire quali altre attività decisamente più salutari ci consentano di scioglierci e quindi apprendere in maniera facilitata, nello studio delle lingue e in altre materie.

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