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7 Posti di Bologna che Non Tutti Conoscono Ma Che Devi Assolutamente Visitare

Se hai in programma di visitare Bologna e vuoi qualche suggerimento originale che potresti non trovare in tutte le guide turistiche, eccoti un elenco di 7 cose che non puoi assolutamente perderti di Bologna, 7 luoghi originali e suggestivi che devi assolutamente visitare.
luoghi da visitare a Bologna
fonte: web

Ci sono almeno due modi per visitare Bologna: si può scegliere di seguire gli itinerari dalle guide, come fa la maggior parte dei turisti, e godersi tutta la bellezza del centro storico, delle Due Torri, della Basilica di San Petronio e di Piazza Maggiore. Oppure si può andare alla ricerca delle tante curiosità e bellezze che Bologna nasconde tra i suoi vicoli ed i suoi portici, troppo spesso ignorati anche da chi ci è nato o da chi ci vive da anni.

Se siete in procinto di fare un viaggio a Bologna, vogliamo proporvi una specie di guida turistica alternativa per integrare quella più classica, consigliandovi 7 cose che dovete assolutamente vedere a Bologna, luoghi magari meno conosciuti, ma davvero assolutamente imperdibili.

1. Villa Ghigi ed i parchi di Bologna

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fonte: fondazionevillaghigi.it

Uno dei particolari più belli di Bologna è la presenza di tantissimi parchi, ville e zone verdi, non solo nelle immediate vicinanze della città, ma anche all’interno del centro storico e della cerchia delle mura. Si tratta molto spesso di parchi annessi a grandi ville che in passato erano di proprietà di famiglie della nobiltà locale, che nella maggior parte dei casi sono diventate di proprietà del Comune, o di Fondazioni private che li mettono a disposizione della cittadinanza, quindi possono essere liberamente visitati.

Uno dei parchi più belli e forse  meno conosciuto rispetto ad altri è il Parco di Villa Ghigi, un parco grandissimo, di quasi 28 ettari, che si trova subito fuori Porta San Mamolo, e dove fare delle lunghe passeggiate tra aree coltivate ed aree naturali, approfittando anche di bellissimi panorami sulla città. È possibile entrare nel parco solo a piedi, magari in occasione delle visite guidate organizzate dalla Fondazione Villa Ghigi.

2. Il Cimitero monumentale della Certosa

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fonte: commons.wikimedia.org

Volete fare un giro turistico davvero fuori dal comune? Vi suggeriamo allora di andare a visitare il Cimitero Monumentale della Certosa, uno dei luoghi più belli e suggestivi della città. Il cimitero è stato fondato all’inizio dell’Ottocento, ed oltre ad ospitare le tombe di alcuni personaggi famosi come il poeta Giosuè Carducci, il pittore Giorgio Morandi, ed il cantante Lucio Dalla, presenta opere d’arte bellissime e panorami suggestivi che in passato hanno affascinato anche poeti e artisti come Lord Byron e Charles Dickens.

Negli ultimi anni il cimitero monumentale della Certosa è al centro di eventi ed iniziative culturali organizzate dal Comune, proprio per cercare di evidenziare il grande patrimonio artistico e la grande bellezza di questo luogo.

3. Bologna città d’acqua

Fonte: Web
Fonte: Web

La storia di Bologna è strettamente legata alla presenza dell’acqua, che ha rappresentato nei secoli una delle maggiori fonti di ricchezza per la città. Negli ultimi anni, si sono moltiplicate le iniziative culturali, le manifestazioni ed i percorsi turistici dedicati alla scoperta di Bologna come una vera e propria città d’acqua: se state per visitare Bologna, vi suggeriamo di dare un’occhiata al sito dell’Associazione degli Amici delle Vie d’Acqua e dei sotterranei di Bologna (amicidelleacque.org), che periodicamente organizza suggestive visite guidate anche nei suggestivi canali sotterranei che, come il Torrente Aposa, scorrono sotto le vie della città.

4. I Sette Segreti di Bologna: le frecce, il Nettuno, la Piccola Venezia

i sette segreti di bologna fontana del nettuno
fonte: web

Una leggenda, che pare sia stata inventata da una guida turistica spagnola, racconta dell’esistenza, nel centro storico di Bologna, di sette segreti, sette particolari nascosti che possono essere notati solo da un occhio attento, o da chi sa esattamente dove andarli a cercare. Esistono moltissime versioni dei sette segreti, che a volte diventano anche otto oppure dieci: questa è la più diffusa e conosciuta

Il primo segreto è quello delle tre frecce: tre briganti stavano dando la caccia ad un ricco signore quando all’improvviso una donna nuda si affacciò alla finestra del porticato, distraendoli mentre scagliavano le loro frecce. Le tre frecce si conficcarono nel soffitto in legno del portico di Corte Isolani in Strada Maggiore, dove si trovano ancora.

Il secondo segreto è di quelli che fanno un po’ arrossire e riguarda la statua del Nettuno realizzata dal Giambologna che si trova nell’omonima piazza. Guardando la statua dalla scalinata della Sala Borsa, non potrete fare a meno di notare la virilità eccessiva della statua, ma procedendo verso la Piazza, vi accorgerete che in realtà si tratta semplicemente del suo dito: lo scultore decise di prendersi una piccola rivincita sul cardinale che aveva commissionato l’opera, e che gli aveva chiesto di ridurre il più possibile le dimensioni delle parti intime del Nettuno.

Il terzo segreto è quello della finestrella che si trova in via Piella, dalla quale è possibile vedere la Piccola Venezia, cioè un tratto del canale Aposa che scorre attraverso le abitazioni, creando uno scorcio estremamente suggestivo.

5. I Sette Segreti di Bologna: il voltone del Podestà, il vaso rotto, le due scritte misteriose

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fonte: bologna40125.altervista.org

Il quarto segreto è quello del Voltone del Palazzo del Podestà: posizionandosi nei due angoli opposti della volta, è possibile parlarsi senza che chi si trova nel centro o in qualsiasi altro punto riesca a sentire quello che si dice. Secondo la leggenda, questo sistema veniva utilizzato per permettere ai lebbrosi di confessarsi senza rischiare il contagio.

Il quinto segreto è quello del vaso rotto che si trova in cima alla Torre degli Asinelli, e che sembra sia stato messo proprio in quel punto per simboleggiare la capacità di Bologna nella risoluzione dei conflitti.

Il sesto ed il settimo segreto riguardano due scritte nascoste nel centro storico della città. La prima si trova sul soffitto del portico all’angolo tra via Indipendenza e via Rizzoli, e recita “Panis Vita, Canabis Protectio, Vinum Laetitia”, con un riferimento alla grande ricchezza portata alla città dal commercio della canapa durante il medioevo, e non da altro tipo di commercio di dubbia legalità. La seconda scritta, “Panum Resis”, è la più misteriosa, pare si trovi incisa in una delle cattedre più antiche dell’Università, e vorrebbe simboleggiare l’importanza della cultura nella vita di ogni uomo.

6. Le torri di Bologna: non 2 ma… 24!

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fonte: guideinbologna.it

Bologna è famosa per le sue due torri, la Garisenda e la Torre degli Asinelli, vero e proprio simbolo della città. Quello che molti non sanno è che nel centro di Bologna nel XII secolo erano addirittura presenti 100 torri, e che oggi ne sono rimaste 24, molte delle quali possono essere visitate, per poter vedere da tante prospettive diverse la splendida visuale della città vista dall’alto. Sul sito di bolognawelcometra i tanti itinerari urbani suggeriti ne trovate anche uno appositamente dedicato alle torri, il vero e proprio simbolo della città medioevale.

7. La casa museo di Lucio Dalla

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fonte: web

Dopo la morte di Lucio Dalla, amatissimo da tutti i bolognesi che erano abituati a vederlo passeggiare per il centro storico, o seduto al tavolino di un bar a bere il caffè e leggere il giornale, la città ha spesso organizzato eventi per ricordare il cantante, la sua musica e la sua vita. La casa in cui Lucio Dalla ha vissuto per molti anni si trova in pieno centro, in Piazza dei Celestini, ed è facilmente individuabile grazie alla sua immagine stilizzata sul muro accanto alla finestra.

Se state per andare a visitare Bologna, fate una ricerca su internet: se siete fortunati, o se vi recate nel capoluogo emiliano nel periodo in cui si celebra l’anniversario della morte del cantante, potreste avere la fortuna di visitare la sua casa, che periodicamente viene aperta al pubblico come un vero e proprio museo.

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