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Michelle Obama: First Lady e icona di stile

E' trascorsa una settimana dalla rielezione di Barack Obama come presidente degli Stati Uniti d'America. Sua moglie Michelle è consacrata a icona di stile, ma è anche entrata nel cuore degli americani con la sua spontaneità, la dua determinazione e il suo sorriso contagioso. Scopriamo qualcosa in più su di lei.

La vittoria di Obama alle presidenziali 2012: il ritornello è banale e scontato e sono tanti i commentatori che non hanno resistito : “dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna”.

Nel caso di Obama però la grande donna la troviamo accanto a lui.

Sì, perchè Michelle LaVaughn Robinson Obama non è certo il tipo di donna che rimane dietro a suo marito.

Ci sono molti modi di essere una First-Lady: c’è chi si limita a restare una figura silenziosa e composta dietro al marito, sventolando la manina al pubblico nelle occasioni formali e poi c’è chi, come Michelle, scende in campo, si mette in gioco, si fa amare, diventa cuore pulsante della Casa Bianca.

È la stessa donna che ha saputo conquistare il cuore degli Stati Uniti d’America, come le ha riconosciuto il marito subito dopo la vittoria in una memorabile dichiarazione d’amore che ogni donna vorrebbe sentirsi fare in diretta planetaria:

“Non sarei l’uomo che sono adesso, senza la donna che ha accettato di sposarmi vent’anni fa. Lasciatemelo dire pubblicamente: Michelle, non ti ho mai amato di più. Non sono sono mai stato così orgoglioso nel vedere che anche tutto il resto dell’America si è innamorato di te come First Lady”

È la stessa donna che “ricicla” gli abiti d’alta moda riutilizzandoli in molteplici occasioni, che porta avanti la campagna “Lets Move!” per la lotta all’obesità e ha cominciato a coltivare un orto biologico nel giardino della Casa Bianca. L’abbiamo vista al fianco del marito costantemente ed instancabilmente (a patto che Barack smettesse di fumare ovviamente), l’ha incoraggiato e gli ha dato forza per andare avanti, per sostenere la pressione emotiva e mediatica a cui inevitabilmente era sottoposto.

Dopo le lauree in due dei più prestigiosi atenei americani, (Princeton e Harvard), Michelle inizia a lavorare presso uno studio legale. In quegli anni incontrerà Barack Obama che in più occasioni ha raccontato il loro primo appuntamento al cinema per vedere il film di Spike Lee “Do the right thing” e il loro primo bacio dopo aver mangiato un gelato al cioccolato.

Si sono sposati nel 1992 e hanno avuto due figlie Malia Ann (1998) e Natasha (2001). Una storia normale quindi, di due ragazzi normali, cresciuti in famiglie della working-class, che incarnano perfettamente il sogno Americano: con il duro lavoro, il sacrificio e la dedizione si può concretizzare la bellezza del proprio futuro.

Ed è proprio questo che ci piace degli Obama: la loro normalità, la loro spontaneità, la concretezza dei loro sorrisi e delle loro dimostrazioni di affetto sincero anche in pubblico. Le è stato chiesto di autodescriversi in poche parole: “Prima di tutto sono la mamma di Sasha e Malia” è stata la sua serena risposta.

È passata una settimana esatta dall’Election Day, in cui Michelle ha indossato un abito al ginocchio color borgogna dello stilista Micheal Kors abbinato ad un coprispalle nero.

Michelle lo aveva già indossato in altre occasioni e tutti hanno subito parlato di “abito riciclato”. La verità è che anche il guardaroba della First Lady si adatta ai tempi di crisi.

I suoi abiti, come quelli delle sue figlie, vengono dall’estro degli stilisti americani ma anche, e soprattutto, dalle grandi catene low-cost come Zara. Il risultato è uno stile elegante ma anche molto easy, abiti stile anni ’50, sbracciati e con ampie gonne, a tinta unita o con stampe, che sanno risaltare la sua fisicità robusta e tonica, e poi blazer e cardigan colorati, ma anche magnifici abiti da red carpet.

Inutile dire che è una delle poche donne che riesce ad indossare splendidamente il giallo canarino senza sortire l’effetto “bottiglia di limoncello”.

Insomma, noi la promuoviamo a pienissimi voti ed è proprio il caso di dirlo: “Yes, She can!”

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