Thinx slip, le mutandine assorbenti per il ciclo - Roba da Donne

Perché gli slip assorbenti per il ciclo Thinx sono (forse) dannosi per la salute

Thinx finisce nei guai: secondo una ricerca, i famosi slip lavabili adatti per il ciclo mestruale conterrebbero sostanze tossiche molto pericolose.

Brutte notizie per le amanti di Thinx, il brand che ha ideato le mutande assorbenti, lavabili in lavatrice, pensate apposta per fronteggiare il flusso mestruale.

Pare proprio che i fantastici slip, realizzati dalle sorelle Radha e Miki Agrawal con l’amica Antonia Dunbar, che ci permettevano di non dover essere schiave di assorbenti o coppette mestruali, danneggerebbero la salute contenendo sostanze chimiche tossiche. È quanto emerge da una ricerca portata avanti dallo scienziato nucleare dell’Università di Notre Dame Graham Peaslee, che ricerca proprio la presenza di sostanze chimiche nei prodotti di largo consumo.

Esaminando sia gli slip Thinx che quelli di un altro brand – Lunapads – Peaslee ha scoperto che i primi contengono sostanze pericolose: in particolare, la linea principale di biancheria intima mestruale di Thinx conterrebbe 3.264 parti per milione di sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), un gruppo di prodotti chimici che potrebbero essere collegati a problemi di fertilità e persino allo sviluppo del cancro, mentre la linea BTWN – pensata per adolescenti – ne conterrebbe 2.053 parti per milione. I prodotti Lunapads, invece, ne sarebbero privi.

La giornalista Jessian Choy ha riportato i risultati della ricerca in un articolo su  Sierra Magazine, sostenendo che i livelli di PFAS nei prodotti Thinx indicherebbero che “sono stati fabbricati intenzionalmente con queste sostanze”. Occorre però fare una precisazione: sebbene l’esposizione al PFAS sia considerata rischiosa per la salute, secondo l’Istituto nazionale di scienze della salute ambientale queste sostanze sono “ampiamente utilizzate per realizzare vari tipi di prodotti di uso quotidiano”, come prodotti da cucina antiaderenti, vernici e tessuti idrorepellenti.

Ma a contestare i risultato di Peaslee è soprattutto Thinx: in una dichiarazione a The Cut il CEO di Thinx, Maria Molland, ha affermato che l’impegno del marchio per “la salute e la sicurezza dei clienti è la nostra priorità numero 1”, e a supporto di quanto l’azienda sia impegnata a tutelare entrambe ha incluso recenti test di laboratorio, condotti da terze parti, che non rilevano la presenza di alcuna sostanza incriminata indicano nella biancheria intima mestruale di Thinx. Molland ha però voluto comunque aggiungere che, anche qualora venisse rilevata una qualsiasi sostanza chimica tossica nei loro prodotti, Thinx si impegnerà per “rimuoverli rapidamente”.

Sarà sufficiente per convincere la clientela a non abbandonare gli ormai celebri slip mestruali?

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