A 5 anni assume marijuana per sopravvivere - Roba da Donne

A 5 anni assume marijuana per sopravvivere

David, un bambino di 5 anni, è affetto da un disturbo molto raro che gli causa crisi di epilessia che potrebbero rivelarsi potenzialmente fatali. I farmaci che con gli altri funzionano per lui non vanno bene e danno scarsissimi risultati. Un derivato della cannabis però gli permette di stare bene, non fosse che lo stato vuole renderla illegale.

La lista di medicinali che Jayden David, bambino di 5 anni, ha provato nella speranza di contrastare la sua rara forma di epilessia è lunghissima ma tutti hanno avuto su di lui effetti collaterali quasi sempre devastanti con spasmi muscolari e convulsioni. Il padre racconta al Los Angeles Time che il figlio era come in catalessi e non riusciva neppure a dormire a causa di questa malattia. Diagnosticatagli all’età di due anni come sindrome di Dravet, un disordine potenzialmente pericoloso per la vita.

I genitori erano parecchio disperati, o almeno sino a quando hanno intravisto la luce alla fine del tunnel con il cannabidiolo (CBD), un componente non psicoattivo della cannabis con effetti antidolorifici e anticonvulsionanti. Questo derivato della cannabis sativa, non resituisce i tipici effetti della marijuana e ciò ha reso possibile la somministrazione anche ad un bambino di 5 anni che, grazie al trattamento, ora riesce a vivere come tutti gli altri bambini.

Tutto bene quindi, dove sta il problema? Purtroppo il Dipartimento di Giustizia Statunitense ha annunciato recentemente un giro di vite nel confronto dei programmi sperimentali basati sull’uso di derivati di cannabis…e nel mirino del distretto è finito anche l’Oakland Harborside Health Center, il più grande dispensario di marijuana medica d’America, ovvero l’istituto che ha permesso a Jayden di vivere una vita normale.

Il papà del bambino, che si dichiara al settimo cielo per i progressi ottenuti con questa cura, ha detto che tenterà di opporsi a questa decisione che rischierebbe di trasformarsi in un passo indietro per la scienza. Noi gli auguriamo di riuscirci e di poter continuare a curare il figlio!

La discussione continua nel gruppo privato!

Articolo originale pubblicato il 19 Settembre 2012

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