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C'era una volta Maya (studentesse universitarie con ironia)

Maya una ragazza alle prese con il mondo e...con gli esami!
www.cinquequotidiano.it
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Maya oltre ad essere una ragazza socialmente impegnata, è una studentessa universitaria.

Come per tutte le sue colleghe, qualche giorno prima di un esame la sua vita muta totalmente. Si sveglia alle 6:00 con tanto di brocca di caffè a portata di mano e studia, studia come una matta sottolineando con colori fosforescenti che accecherebbero anche un pipistrello fin quando non si ritrova a fissare un punto nel vuoto con la bocca aperta e gli occhi sbarrati e comprende che è il momento di fare pausa.

Il fidanzato Davide è terrorizzato da lei; quando la invita ad uscire per bere un drink o mangiare una pizza si sente rispondere prima con una sonora e isterica risata da strega malefica e poi con un lamentoso: “Senti, ma come credi che faccia a svegliarmi presto se la sera mi fai fare tardi?! Ho degli impegni e vanno mantenuti!” (Ovviamente la lagna andrà avanti per ore ma Davide intelligentemente si scollega dal mondo continuandola a guardare, annuendo e pensando campionato di calcio e alle partite che si disputeranno nel weekend).

Anche la madre di Maya guarda la figlia con titubanza e preoccupazione non sapendo nemmeno se chiederle cosa desideri mangiare per pranzo in quanto la ragazza se interrotta durante le sue continue litanie potrebbe carbonizzarla soltanto con lo sguardo. L’unica presenza che non infastidisce Maya è la sua cagnolina Joey che fedele come solo un cane sa essere la fissa per ore con i suoi occhi a palla color nocciola ascoltando con apparente interesse tutto ciò che la sua padrona dice.

Arriva inevitabilmente il giorno prima dell’esame. Maya si guarda allo specchio e scopre con  non poca sorpresa di avere il monociglio alla Elio ed un baffetto da far invidia ai Tre Moschettieri. Così si arma di cera e pinzetta e strappa via tutto, massacrandosi il viso per eliminare invisibili punti neri.

Il giorno dell’esame giunge inesorabilmente come una botta dietro la nuca.

Maya ha le palpitazioni e tanto di sindrome da colon irritabile. Parla a monosillabi e scappa almeno tre volte al bagno prima di prendere la strada per l’Università.

Seduta tra i banchi mentre aspetta il suo turno sente il suo intestino contorcersi così forte come se una serie di ballerini di tip tap invisibili le stessero ballando sulla pancia ma si trattiene bloccando la comunicazione col mondo e respirando come una donna durante il travaglio.

Maya è leggendaria. Tutti i suoi colleghi conoscono il suo temperamento e sanno che nei momenti che precedono un esame non devono farle domande a meno che non desiderino morire fulminati.

Infatti una volta accadde che insultò pesantemente una ragazza che l’aveva agitata poco prima di uno scritto ansimando come un cane e trasmettendole un’ansia assurda. Maya l’aveva guardata dritto negli occhi argomentando una serie di vocaboli irripetibili (talvolta sconosciuti) invitandola molto poco gentilmente ad abbandonare l’aula e a non farsi più vedere per il resto della giornata.
Il momento più tremendo da affrontare per Maya è sicuramente quello in cui sa che sarà la prossima a dover essere esaminata e con una serie di tic nervoso-compulsivi aspetta impazientemente il suo turno friggendo sulla sedia, facendo ballare l’intera fila di sedie e assumendo sulle gote un colorito acceso come le fiamme dell’inferno.
Il momento in cui chiamano il suo nome però si alza decisa, si dirige con passo scattante “sul patibolo” (cercando di non inciampare tra gli zaini dei colleghi) e mostra il meglio di se come ha sempre fatto.

Una volta terminato l’esame, amici, parenti e soprattutto il povero Davide tirano un sospiro di sollievo facendo il conto alla rovescia per vedere quanti giorni di “tranquillità” mancano prima che Maya riprenda a studiare godendosi i momenti di “normalità” ed allegria che lei è in grado di regalare quando è in fase di “riposo da libro”.