Urine scure al risveglio? Non ignorarle e vai subito dal medico: ecco il motivo


Perchè le urine possono essere scure al risveglio? C’è un motivo ed è bene non trascurarlo, ma consultare il medico.
L’emoglobinuria parossistica notturna (EPN) è una malattia ematologica rara e complessa che coinvolge le cellule staminali ematopoietiche del midollo osseo, causando una distruzione prematura dei globuli rossi attraverso un meccanismo di emolisi intravascolare. Il nome deriva dalla caratteristica presenza di emoglobina nelle urine (emoglobinuria), particolarmente evidente al risveglio mattutino, sebbene l’emolisi possa manifestarsi in qualsiasi momento della giornata. L’EPN interessa principalmente adulti tra i 30 e i 45 anni, con incidenza simile tra uomini e donne.
L’EPN è causata da una mutazione acquisita del gene PIG-A, localizzato sul cromosoma X, che compromette la sintesi dell’ancora glicolipidica glicosil-fosfatidil-inositolo (GPI). Questa molecola è essenziale per l’ancoraggio di proteine di superficie cellulare come CD55 e CD59, fondamentali per proteggere le cellule ematiche dall’attacco del sistema del complemento, una componente del sistema immunitario.
Nei soggetti affetti, la mutazione impedisce la formazione di queste ancore GPI, determinando l’assenza di CD55 e CD59 sulla superficie di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Di conseguenza, il sistema del complemento riconosce erroneamente queste cellule come estranee e ne provoca la distruzione prematura, con conseguente emolisi intravascolare. Questo processo chronicizza l’anemia emolitica e provoca la liberazione di emoglobina libera nel circolo sanguigno, che viene poi filtrata dai reni ed escreta nelle urine, causando l’omonima emoglobinuria.
Inoltre, la mutazione interessa anche le cellule progenitrici di piastrine e globuli bianchi, aumentando il rischio di trombosi e di infezioni per compromissione immunitaria, rispettivamente.

L’EPN si presenta con un quadro clinico variegato che può includere:
L’esordio può essere insidioso, con episodi parossistici di emolisi che si scatenano a seguito di stress fisici o infezioni. La presenza di urine scure al mattino è segno tipico ma non costante, osservabile in circa un quarto dei pazienti.
Prima dell’avvento degli inibitori del complemento, l’aspettativa di vita per i pazienti con EPN era limitata, con una sopravvivenza media di 10-22 anni dalla diagnosi, principalmente a causa di complicanze trombotiche. Oggi, grazie alle terapie disponibili, la sopravvivenza si avvicina a quella della popolazione generale, con un miglioramento sostanziale della qualità di vita.
Un ulteriore supporto alla gestione quotidiana della malattia è offerto da strumenti digitali come la app Ekiva, lanciata recentemente per consentire ai pazienti di monitorare sintomi, terapie e appuntamenti medici, facilitando la comunicazione con il team sanitario e promuovendo l’aderenza terapeutica. L’EPN rimane una malattia complessa e multifattoriale, che richiede un approccio diagnostico e terapeutico multidisciplinare, con un’attenzione costante all’evoluzione clinica e all’innovazione farmacologica.

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