"Bones And All" e la fame insaziabile di amore e di morte dei cannibali di Luca Guadagnino

Il regista italiano porta al cinema la storia di due adolescenti uniti da un appetito implacabile non solo di carne umana ma anche di fuga dal mondo e di accettazione del proprio modo di essere.

Come è difficile voler essere normali; come è difficile accettare di essere diversi; come è difficile dover scegliere – quando se ne ha la possibilità – tra un’esistenza irregimentata e una vita libera ma ai margini: Bones And All, diretto da Luca Guadagnino, è molto lontano dall’essere un film horror sul cannibalismo; è, piuttosto, un film di formazione, che segue i suoi due protagonisti, Maren e Lee (interpretati da Taylor Russell e Timothée Chalamet), mentre vanno scoprendo chi sono, cosa temono e come vogliono essere, in quel perenne equilibrio tra il dover essere al mondo e mantenere la propria identità.

Io non devo scordare che il cielo fu in me“, scriveva negli anni Venti del secolo scorso Antonia Pozzi, morta suicida a 26 anni. Poeta amata da Guadagnino (non a caso, è un suo libro di poesie che legge Elio Perlman in Chiamami col tuo nome, ed è a lei che è dedicato il bellissimo Antonia, diretto da Ferdinando Cito Filomarino e prodotto dallo stesso Guadagnino), seppe raccontare in splendidi versi i tormenti della giovinezza, quando più cocente è la disperazione “perché non c’è vivo che la sua vita non senta avvelenata dall’odore della morte“.

Maren avverte quell’odore di morte, non riesce a credere che non sia “un crimine essere buoni con sé stessi“, come canta Lee sulle note di Lick it up dei Kiss, quando il suo sé è così diverso da come dovrebbe essere secondo tutto ciò che la circonda e la rifiuta (sempre Lee le griderà da lì a poco, in uno dei momenti più belli del film “Come osi renderla più difficile di come è?“): età preziosa e balorda la sua. Salvarsi significa uniformarsi, come impone loro quel rito di passaggio da cui sono decisi a sfuggire, correndo a bordo di un pick up dietro al sogno, e all’illusione, di potersi cibare della vita fino all’osso.

Bones And All
Taylor Russell e Timothée Chalamet in “Bones And All” (Credit: Yannis Drakoulidis / Metro Goldwyn Mayer Pictures)

Perché vedere Bones And All

Ferocia, solitudine, rabbia e tenerezza, una fame di vita e d’amore che solo l’età giovane conosce con quell’intensità straziante così ben tratteggiata da Luca Guadagnino, capace di mescolare con grazia il genere sentimentale e quello horror attraverso un’immedesimazione intima e profondamente umana a Maren e Lee, i due antropofagi protagonisti di Bones And All.

Entrambi sono affamati di vita come il diciassettenne Elio Perlman – il protagonista di Chiamami col tuo nome col volto di Timothée Chalamet – relegato nella campagna lombarda, dove il segno dell’uomo è presente a ogni piè sospinto. Maren ed Elio, d’altronde, adolescenti degli anni Ottanta, lei ai margini della società statunitense in procinto di essere sconvolta dall’amministrazione Reagan, lui figlio della privilegiata e cosmopolita upperclass ebrea, hanno più di un tratto in comune, a partire dall’amore per il pianoforte e per la lettura.

Parenti alla lontana di Mickey e Mallory Knox, la coppia di Natural Born Killers, diretto da Oliver Stone, che seminava morte nel 1994 sulla Route 666, Maren e Lee vivono un decennio prima, in un mondo altrettanto inospitale, in lande desolate e sotto cieli infiniti.

La prima foto di Timothée Chalamet nei panni di Willy Wonka

Ci siamo spostati con tutta la troupe nello stesso modo in cui i personaggi si spostano per l’America. Abbiamo girato in cinque Stati partendo dal Maryland e dirigendoci a Ovest verso l’Ohio, il Nebraska, l’Indiana e il Kentucky. Eravamo costantemente in movimento e abbiamo girato interamente in location reali”, spiega Guadagnino nelle note di regia.

Allo spettatore, il privilegio di accompagnarli on the road, lungo i 130 minuti di terra e di sangue, lacrime e saliva, umori di un’umanità derelitta che ci racconta noi stessi in un’immagine speculare, eppure mai deformata, fino al cuore degli Stati Uniti e, in fondo, di noi stessi, sulle note dei Joy Division, New Order e Kiss (selezionate dallo sceneggiatore Dave Kajganich, che ha dichiarato: “Ho trovato una scatola di cassette di quando ero un adolescente e ho inserito nella sceneggiatura quelle che mi facevano piangere o sorridere”).

Sono attratto da coloro che, forse per scelta, non sono al centro dei giochi. Per me, Bones and All è la storia di due persone che sono costrette a vivere ai margini della società – dice ancora il regista – Non l’ho mai visto come spaventoso. Volevo che le persone amassero questi personaggi, li comprendessero, tifassero per loro e non li giudicassero. Il mio desiderio è che il pubblico veda in Maren e Lee il riflesso cinematografico di tutte le possibilità che fanno parte di noi in quanto esseri umani”.

Difficile non sentirsi vicini a questi ultimi così belli e così maledetti; difficile non parteggiare per loro e sperare che alla fine, davvero esista un posto dove possano essere felici così come sono.

Bones And All
Mark Rylance in “Bones And All” (Credit: Yannis Drakoulidis / Metro Goldwyn Mayer Pictures)

Scheda del film diretto da Luca Guadagnino

Tratto dal romanzo omonimo di Camille DeAngelis, uscito nel 2015 (e pubblicato in Italia da Mondadori nel 2022), Bones And All è diretto da Luca Guadagnino con Taylor Russell, Timothée Chalamet (nominato dall’Academy come migliore attore per Chiamami col tuo nome) e Mark Rylance.

Viaggio sulle strade del Midwest, il film di Guadagnino racconta la storia d’amore di Maren e Lee, agli inizi degli anni Ottanta. Entrambi alla ricerca della propria identità, i due condividono un appetito feroce e devastante, che li allontana dal resto del mondo.

Con Guadagnino, alcuni dei suoi collaboratori più assidui, come David Kajganich, sceneggiatore anche di A Bigger Splash e Suspiria, remake del classico degli horror di Dario Argento del 1977, lo scenografo Elliot Hostetter, che aveva lavorato alla scenografia della serie tv We Are Who We Are del regista italiano, e la costumista Giulia Piersanti, al quinto film insieme (dopo A Bigger Splash, Chiamami col tuo nome, Suspiria e We Are Who We Are). Le musiche originali della bellissima colonna sonora sono di Trent Reznor e Atticus Ross (due Oscar: nel 2011 per la colonna sonora di The Social Network e nel 2021 di Soul). L’autore della fotografia è Arseni Khatchaturan.

Nel cast, anche Chloë Sevigny, Michael Stuhlbarg, André Holland, David Gordon-Green, Jessica Harper e Jake Horowitz.

Dopo il successo ottenuto alla 79esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove Bones And All ha ottenuto il Premio Marcello Mastroianni alla protagonista, l’attrice Taylor Russell, e il Leone d’argento alla regia a Luca Guadagnino, esce al cinema in Italia il 23 novembre 2022, distribuito da Vision Distribution.

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