‘Ultimina’: storia di una donna sposa a 17 anni e di mariti padroni nell’Italia che fu

Dal racconto di una anziana contadina, il ritratto della società patriarcale, violenta e arrogante, che per secoli ha considerato mogli e figlie individui non dotati di autonomia ma proprietà privata dei maschi di famiglia.

C’era la legge seria” è una frase che torna spesso nel raccontare di Ultimina, protagonista del documentario di Jacopo Quadri. Una vita di lavoro, iniziata portando le pecore al pascolo a 5 anni e proseguita con la gestione di un negozio e poi con la cura dell’orto casalingo, due soli anni scolastici, Ultima Capecchi, che oggi ha 86 anni, con l’efficacia e l’autenticità di chi non è viziato da pose e tendenze, spiega con una sincerità semplice e terribile insieme cosa è stato il patriarcato nella società contadina del primo Novecento del nostro Paese; quel patriarcato che dettava regole ferree e inappellabili: una legge seria, appunto.

Generazioni di donne sono andate in spose, giovanissime, a uomini di cui divenivano proprietà, mariti padroni disposti a disertare la guerra (la Grande Guerra, nello specifico del racconto di Ultimina) per picchiare la moglie sospettata di tradimento, maschi soliti appagarsi sessualmente portando in casa altre donne, nella quieta accettazione domestica.

Ultimina, moglie a 17 anni, dopo essere stata costretta dal padre a pasturare il gregge invece che studiare, accompagnata alle feste dal fratello maggiore, che decideva con chi poteva ballare o meno, nel 1949 è già una donna emancipata rispetto a sua suocera: “a me nessuno si è mai permesso di mettermi le mani addosso“, dice con un sorriso all’obiettivo della macchina da presa. Per Cristina, invece, la madre del suo Goito, non è andata così. Come non è andata per tante come lei che non erano considerate individui autonomi.

Lunga e accidentata è stata la strada dell’empowerment, una strada ancora lontana dall’essere giunta a compimento. Basta scorrere qualche data: il suffragio femminile risale al 1945, il delitto d’onore e il matrimonio riparatore sono stati aboliti nel 1981, la Convenzione di Istanbul (che tra le tante cose, precisa che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani) è stata votata in Italia nel 2013.

Stuoli di contadine bambine sono state per secoli violate, vendute, sopraffatte, mantenute in uno stadio di semi-analfabetismo perché non conoscessero altre possibilità all’infuori di quella che stavano vivendo. Ora, le giovani che decidono di lasciare la vita cittadina e il lavoro ottenuto dopo tanti anni di studio vanno aumentando: donne che armate di coraggio e determinazione tornano a gestire campi agricoli, greggi, vigneti, forti di quanto hanno imparato sui libri e delle conquiste, spesso silenziose, ottenute dalle loro bisnonne e dalle loro nonne. Ricordarle significa restare vigili, affinché nessuna sia “corchiata” nell’approvazione silente di chi sta intorno senza intervenire.

Ultimina

Perché vedere Ultimina

Cammina Ultimina; cammina da quando a 5 anni, con calzettoni e ruvidissima maglia di lana di pecora, attraversava la campagna da sola con le pecore. Ora del gregge si occupa a distanza, quando lo vede pascolare intorno a casa; eppure continua a camminare: per andare al cimitero, a salutare il marito e gli altri morti, e al suo orto, dove coltiva fagiolini e finocchi a seconda della stagione.

Discreta, la macchina da presa di Jacopo Quadri, di nuovo alle prese con un documentario sulla vita nella campagna maremmana (dopo Lorello e Brunello del 2017), raccoglie la sua testimonianza, pacata, con l’aiuto delle tante fotografie che hanno segnato la sua vita. Ne è uscito il profilo di una donna forte e autentica, tratteggiato con una delicatezza che è un piccolo miracolo di sensibilità.

Scheda del film

Jacopo Quadri firma il ritratto di Ultima Capecchi, una donna di 86 anni che vive sola vicino a Sovana, in provincia di Grosseto, isolata nella campagna della Maremma. Sesta di sette figli, ha attraversato il Novecento senza smettere mai di lavorare.

Greta De Lazzaris, alla fotografia, e Nicolò Tettamanti, al suono, sono i due collaboratori di Quadri che segue, in silenzio, la giornata di Ultimina e i suoi racconti.

Il regista è celebre per i suoi lavori al montaggio (tra le sue collaborazioni celebri, quelle con Bernardo Bertolucci, Mario Martone, Gianfranco Rosi, Marco Bechis, Paolo Virzì, Zhang Yuan, Apichatpong Weerasethakul, per citarne alcuni),

Vincitore del Premio Corso Salani al Trieste Film Festival 2021, Ultimina è stato presentato in concorso all’International Documentary Film Festival IDFA di Amsterdam.

Il film è disponibile in esclusiva su MioCinema.

Articolo originale pubblicato il 13 Aprile 2021

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