"Being My Mom", quando da figlia ti rendi conto che tua madre è "solo" una donna

Il legame tra una madre e sua figlia segna il debutto alla regia di Jasmine Trinca: il suo cortometraggio è stato selezionato per aprire, fuori concorso, la 27esima edizione dello Sguardi Altrove Film Festival

Tanta tenerezza e un pizzico di ironia sono la cifra scelta da Jasmine Trinca per affrontare il cortometraggio Being My Mom, che segna il suo debutto alla regia; il titolo è stato selezionato per aprire fuori concorso la nuova edizione dello Sguardi Altrove Film Festival, di cui Roba Da Donne è uno dei media partner, che da 27 anni getta una luce sul mondo femminile indagato attraverso gli occhi delle donne.

In calendario dal 23 al 31 ottobre 2020 sulla piattaforma streaming di MyMovies e in presenza al Teatro Franco Parenti e all’Anteo Palazzo del Cinema di Milano, la manifestazione prevede una programmazione di oltre 60 film e numerosi appuntamenti con il pubblico (creati ad hoc per rispondere alle nuove modalità digital di partecipazione e visione, richieste dall’emergenza Covid).

Being My Mom è uno dei 9 titoli, tra fiction e documentari, di #FrameItalia, la vetrina dedicata al cinema italiano, sia a regia femminile che maschile, che attraverso linguaggi e formati diversi propone una visione trasversale su alcuni temi cruciali, come il sempre attuale rapporto madre-figlia.

Il legame messo in scena da Trinca vede la bambina protagonista costretta a invertire i ruoli, diventando ora protettiva, ora autoritaria come fosse il genitore tra le due. La osserva con i suoi enormi occhi e si carica sulle spalle la responsabilità che sente su di sé di rispondere a una domanda di affetto disperata che, probabilmente, non troverà mai soddisfazione. Eppure insieme, madre e figlia trascinano come possono il fardello che condividono e trovano nei piccoli gesti un senso al loro esistere, chiedendo e dando amore ognuna come sa fare, perdonandosi l’un l’altra per le proprie manchevolezze. Perché in fondo – forse – il più grande atto d’amore nei confronti della propria madre è riconoscerle il suo essere anche una donna, al di là del ruolo di genitore, con debolezze e fragilità.

Nel dettaglio, Being My Mom è in programma venerdì 23 ottobre, ore 20:30, durante la serata di inaugurazione all’Anteo Palazzo del Cinema di Milano. A seguire, in anteprima italiana c’è la commedia drammatica dell’esordiente Eliza Schroeder, Love Sarah”, una riflessione sull’amore filiale con Celia Imrie e Bill Paterson.

A questo link è possibile acquistare l’accredito e vedere il film: tramite piattaforma Mymovies

Alba Rohrwacher e Maayane Conti in Being My Mom (Courtesy Press Office)

Perché vedere Being My Mom

Il legame madre-figlia è il fil rouge che guida il debutto dietro la macchina da presa di Jasmine Trinca, dedicato al suo rapporto con la madre affetta da sclerosi multipla e scomparsa quando l’attrice era poco più che trentenne (ed era diventata a sua volta mamma): un lavoro intimista fatto di sguardi e piccoli gesti.

Nei 12 minuti, senza dialoghi, il corto segue in una Roma deserta una madre e una figlia che camminano senza sosta, trascinando una grande valigia: “una passeggiata metaforica sulle strade luminose e oscure della maternità e di ogni figliolanza“. La Capitale sa essere irreale nelle giornate di solleone quando, deserta, è attraversata solo da qualche sparuto refolo di aria. In cima al Gianicolo, dove il Cannone spara un colpo a salve alle dodici in punto sin dal dal 1847, e poi giù sul Ponte S’Angelo fino al Tevere dove ancora si scorge Triumphs and Laments il murales di William Kentridge per risalire dalle parti di Piazza Farnese e arrivare alla Fontana del Mascherone.

Le due sembrano cercarsi e sfuggirsi, “ribaltando continuamente i loro ruoli naturali, scambiandosi in qualche modo i ruoli di madre e figlia“, ha spiegato la regista.

Trinca aveva pensato in un primo momento di interpretare il personaggio ispirato alla sua stessa madre, ma ha poi affidato la parte ad Alba Rohrwacher, “una Buster Keaton con la sensualità di una pantera“.

A prestarle il corpo con cui fa rivivere il ricordo della propria madre, Alba Rohrwacher, attrice pluripremiata e molto amata dal cinema autoriale di casa nostra (non ultimo Daniele Lucchetti che le ha riservato il ruolo di Vanda da giovane in Lacci, adattamento del romanzo di Domenico Starnone).

Nota d’encomio alla piccola Maayane Conti che a suo agio davanti all’obiettivo regala al corto alcuni dei momenti più toccanti grazie alle sue intense espressioni e alla sua voce, con cui il lavoro si chiude, che intona la filastrocca in francese À la claire fontaine, resa celebre da Louis Malle e dal suo Arrivederci ragazzi (Leone d’oro a Venezia nel 1987).

Una scena di Being My Mom diretto da Jasmine Trinca (Courtesy Press Office)

La scheda del film di Jasmine Trinca

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2020, nella sezione Orizzonti, il cortometraggio Being My Mom è scritto (insieme a Francesca Manieri, sceneggiatrice vincitrice del Premio Nora Ephron al Tribeca Film Festival 2015 per Vergine giurata) e diretto da Jasmine Trinca; è interpretato da Alba Rohrwacher e Maayane Conti e prodotto da Olivia Musini.

Scelta a 19 anni (dopo 2.500 provini) da Nanni Moretti per interpretare un ruolo nel film La stanza del figlio, Palma d’oro al Festival di Cannes 2001, Jasmine Trinca per il ruolo della figlia di Laura Morante ha vinto il Ciak d’oro alla migliore attrice non protagonista, il Globo d’oro alla miglior attrice esordiente della Stampa Estera e il Premio Guglielmo Biraghi ai Nastri d’argento 2001.

L’attrice, classe ’81 e all’attivo una trentina di film, ha vinto nella sua carriera 2 David di Donatello, 4 Nastri d’argento, 2 Globi d’oro, 2 Ciak d’oro, il Premio Marcello Mastroianni alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il premio Gian Maria Volontè e il premio Un Certain Regard come miglior attrice.

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