"Normal People" e quella parità di genere così lontana a venire

È ancora lunga la strada da percorrere per un rapporto uomo-donna davvero paritario, eppure molte giovani autrici contemporanee hanno iniziato a creare storie dove è solo nella cooperazione tra maschile e femminile che si raggiunge un mondo sinceramente "femminista".

Paritaria, di vicendevole supporto, viatico per la crescita personale: non una relazione amorosa di un film di fantascienza, ma il legame tra Marianne e Connell, i due protagonisti di Normal People, romanzo-evento di Sally Rooney che dopo aver dominato a lungo le classifiche dei libri più venduti si appresta a conquistare anche il pubblico delle serie tv con l’adattamento prodotto dalla Element Pictures per BBC Three e Hulu.

Può davvero un amore che nasce clandestino tra i banchi di scuola trasformarsi in quel processo necessario e straziante che annulla la persona che eri per diventare la persona che sarai? Così pare a guardare quello vagheggiato tra le pagine della giovanissima scrittrice irlandese (classe ’91), capace di dar vita non tanto all’ennesimo personaggio femminile inquieto e ribelle, ma di regalare un ritratto maschile in grado – in fondo – di rappacificare con l’intero genere.

Bello ma fragile, forte e mai macho, Connell sbaglia e si pente, non conosce competizione, è abbastanza sicuro di sé da non dover schiacciare gli altri nel trovare la propria ragion d’essere: la figura indispensabile affinché sia davvero parità tra uomo e donna. A “farlo” – ça va sans dire – una donna, sua madre. E anche qui ci avventuriamo abbastanza nei sentieri del fantastico, almeno dalle nostre parti. Per fare un uomo ci vuole una donna presente e affettuosa sì, ma mai ossessiva e invadente.

Nelle favole di oggi, dunque, non c’è più un principe azzurro che accorre a salvare la principessa del caso, ora addormentata ora intenta a rifare letti o pulire pavimenti, ma una madre (meglio ancora se ragazza-madre) che salva le donne di domani insegnando il rispetto per l’altro e il senso del dovere alla loro progenie.

E allora poco importa che Marianne sia la milionesima donna fallata, che non ha paura di sperimentare a letto ma neanche di restare sola: è solo insieme a Connell che può trovare sé stessa e il senso del loro amore.

A Charles Perrault e ai Fratelli Grimm si devono – loro malgrado – molte delle tare e dei pregiudizi che continuano ad avvelenare il rapporto uomo-donna. A molte delle autrici contemporanee (a suo modo è quanto fa anche Naomi Alderman in Ragazze elettriche) va dato atto, invece, di creare nuovi universi di riferimento dove è la cooperazione tra i sessi a rendere immaginabile un mondo migliore, che sia a livello planetario o semplicemente racchiuso tra le mura domestiche.

Una scena di Normal People

Scheda tecnica della serie tv

Trasmessa dalla BBC Three in aprile, la serie tv Normal People è disponibile sul canale online per 10 mesi e a pagamento negli Stati Uniti sul canale Hulu. Ancora non è stata rilasciata la data precisa in cui sarà trasmessa in Italia da StarzPlay, piattaforma on demand disponibile come canale di Apple TV e in versione app sia per iOS e Android.

La miniserie tratta dal romanzo omonimo di Sally Rooney di cui sono state vendute più di un milione di copie dalla sua uscita nel 2018 (edito in Italia da Einaudi), è diretta da Leonard Abrahamson, già regista di Room (che gli è vaso una nomination agli Oscar come miglior regista), e da Hettie McDonald, mentre la stessa Rooney ha collaborato alla sceneggiatura insieme ad Alice Birch e Mark O’Rowe.

Persone normali

Nel liceo di Carricklea, nella contea di Sligo a ovest dell’Irlanda, Connell è bello, socievole ed è il giocatore di football più amato della scuola. Marianne è solitaria, orgogliosa e decisamente poco popolare. Tra di loro scoppia un’attrazione potente che tengono nascosta ai compagni di liceo. Un anno dopo, entrati entrambi al Trinity College, Marianne trova finalmente la sua dimensione, mentre Connell si sente perso. Anche a Dublino i due non faranno che prendersi e lasciarsi, impossibilitati a fare uno a meno dell’altra e viceversa.

A prestare il volto ai due protagonisti, sono Daisy Edgar-Jones, vista anche nella serie War of the Worlds, e Paul Mescal che arriva dalla scena teatrale irlandesi.

Daisy Edgar-Jones e Paul Mescal sono i due protagonisti della serie tv Normal People

Perché vedere Normal People

Se si è amato Normal People, secondo romanzo di Sally Rooney, è difficile non si rimanga inchiodati davanti ai dodici episodi dell’adattamento per il piccolo schermo: fedele ai diciotto capitoli in cui si dipana il suo originale, la miniserie segue i due protagonisti, Marianne e Connell dal gennaio 2011 al febbraio 2015, dai banchi di scuola a Sligo, contea rurale dell’Irlanda dell’ovest, fino al Trinity College a Dublino.

Perfetti Daisy Edgar-Jones e Paul Mescal nel prestarsi a interpretare la complessità dei due protagonisti, supportati dai dialoghi sempre pungenti e spumeggianti e dal lavoro egregio della costumista Lorna Marie Mugan che li caratterizza in modo preciso e discreto.

Alla chimica tra di loro e alla delicatezza dei due registi nel trattare le tante scene di sesso che costellano la serie si ascrive molto del successo di questo Normal People che nasce come uno dei tanti teen drama di cui è inflazionato il panorama televisivo e si trasforma di puntata in puntata in un’esplorazione non gratuita dell’erotismo, del potere e del desiderio di amare ed essere amati.

Non a caso, la produzione si è rivolta a un professionista sempre più ricercato nel settore dell’intrattenimento: un coordinatore dell’intimità. È stata Ita O’Brien a coordinare queste fasi sul set, parlando ora con il regista ora con gli interpreti, ascoltando le loro preoccupazioni e stabilendo i movimenti prima di girare per evitare che gli attori si sentissero costretti o lasciati a elaborare da soli le coreografie delle scene di sesso.

A fare da cornice, una colonna sonora indie ricercata e mai banale (meritano almeno una segnalazione le bellissime Horn di Nick Drake ed Angeles di Elliot Smith).

Chi si aspetta un capolavoro resterà con grandi probabilità deluso (come delusi si resta ad avvicinarsi al libro della Rooney credendo di trovare la “Jane Austin delle millennial”), eppure Normal People ha il merito di raccontare con sincerità una storia d’amore – per alcuni versi banale – tra due giovanissimi che tentano a tutti i costi di trasformarsi in persone “normali” e di trovare insieme un loro modo di essere nel mondo.

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