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8 modi in cui quando fai acquisti rischi di mettere a repentaglio la tua vita

Quando facciamo acquisti siamo davvero sicuri rispetto alla qualità di ciò che compriamo? Ma soprattutto: abbiamo davvero coscienza dei rischi che possono derivare da acquisti superficiali che ci sembrano apparentemente innocui. Ecco a cosa dobbiamo davvero prestare attenzione per evitare guai, anche seri, per la nostra salute.

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Ognuno di noi adotta diversi criteri di scelta in fase di acquisto di prodotti.

Per alcuni, pochi invero, la qualità è l’unico requisito richiesto, a prescindere dal costo o da altri fattori; per altri è fondamentale che tale caratteristica sia rapportata a un prezzo adeguato; c’è chi pretende prodotti sostenibili ed etici e chi sceglie, sempre e comunque, il prezzo più basso.

Ma quando facciamo shopping, per piacere o per necessità, sappiamo sempre esattamente cosa stiamo acquistando?
Soprattutto quando ci facciamo guidare dalla sola logica del prezzo più economico, abbiamo idea di cosa ci portiamo in casa e quali rischi possono derivare da acquisti superficiali che riteniamo, a torto, apparentemente innocui?

In realtà alcuni prodotti comperati e introdotti nelle nostre case a cuor leggero possono essere davvero pericolosi e costituire un rischio molto grave per la nostra salute o per quella di chi amiamo.
Cosa? Dite che stiamo esagerando? Provate allora a considerare questo elenco:

8 pericoli in cui rischi di incorrere facendo acquisti con superficialità

Fra i rischi più importanti che riguardano i nostri acquisti, siano essi capi di vestiario, scarpe, giocattoli o elettrodomestici, questi sono indubbiamente quelli a cui dobbiamo prestare particolare attenzione, perché possono davvero portare a problematiche serie per la nostra salute.

  1. Presenza di sostanze tossiche o pericolose – Rischio di patologie respiratorie e dermatologiche fino a sviluppi cancerogeni, a seguito di una lunga esposizione alla sostanza.
  2. Principi attivi irritanti, allergizzanti o dannosi per la pelle – Rischio di sviluppare dermatiti o reazioni allergiche.
  3. Prodotti realizzati con materiali scadenti o presenti in diversa proporzione rispetto a quanto dichiarato – I rischi sono i medesimi di cui sopra, oltre la possibilità di un’usura precoce o di rotture che possono creare incidenti durante l’utilizzo.
  4. Prodotti infiammabili – Non parliamo solo di prodotti evidentemente a rischio infiammabilità, ma anche di molti prodotti tessili: si stima infatti che ogni anno da 200 a 400 persone si ustionino anche in maniera grave per via di abiti che prendono fuoco. I tessuti di fibre sintetiche come polyestere o polyamide, e naturali – seta, lana – difficilmente si infiammano, mentre il rischio aumenta in presenza di cellulosa (cotone) o viscosa. Perciò controllate sempre l’etichetta.
  5. Elettrodomestici a rischio surriscaldamento o cortocircuito – Il surriscaldamento o il cortocircuito di frigo, lavatrici o forni può avere conseguenze anche molto serie, rischiando di sviluppare incendi. Per questo spesso viene consigliato di spegnerli prima di uscire di casa o comunque quando non li si usa.
  6. Rischio rottura precoce con conseguenti rischi in fase di utilizzo – Un prodotto di qualità scadente potrebbe rompersi o guastarsi dopo poco tempo, senza che ce ne accorgiamo. Continuando a usarlo, quindi, potremmo imbatterci in pericoli davvero seri per salute. Pensiamo ad esempio agli elettrodomestici malfunzionanti o senza la corretta messa in sicurezza del flusso di corrente che li alimenta.
  7. Giocattoli con coloranti tossici -Alcuni giocattoli possono contenere ftalati, sostanze chimiche che ammorbidiscono la plastica ma che alcune evidenze scientifiche hanno dimostrato essere dannosi a livello del fegato e dei reni, o essere realizzati con materiali non atossici.
    Il grado di tossicità di un giocattolo può causare persino problemi a carico dell’apparato riproduttivo.
  8. Giocattoli con pezzi soggetti a rottura e di scarsa qualità – Il rischio è che dei pezzi, staccandosi, possano essere ingoiati dal bambino causandone il soffocamento. Per questo, è anche importante controllare l’integrità del prodotto e
    che un adulto monitori il bambino durante il gioco.

Sai cosa stai comprando?

Come possiamo difenderci da tutti questi pericoli nascosti? In un mercato sempre più globale e in continua evoluzione sono proprio le informazioni sui prodotti ad attestare e garantirne la conformità alle norme di legge, ragion per cui cui i produttori e i distributori e retailer dovrebbero assicurare ai consumatori l’accesso a tutte le informazioni necessarie per capire che il prodotto ottemperi un preciso obbligo legislativo.

Peccato che siano ancora molti quelli che ignorano o non tengono sufficientemente in considerazione l’importanza della trasparenza delle informazioni, così come tanti sono i consumatori che non pretendono chiarezza.

Del resto, anche chi la vorrebbe spesso non ha ben chiaro come ottenerla e cosa fare per tutelare la propria salute e quella dei propri cari in fase di acquisti.
Quindi? Cosa fare?

Un aiuto valido e competente viene dal sito Prodottisicuri.it, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzato da Unioncamere, e dove possono essere reperite tutte le informazioni necessarie in maniera molto chiara e netta, ovvero senza lasciare in sospeso dubbi e risposte sbagliate.
Di seguito abbiamo provato a fare una sintesi di alcune nozioni principali e importanti, nonché spesso ignorate, che riguardano alcune categorie di prodotti più a rischio.

A cosa fare attenzione quando acquisti…

Vestiti e prodotti tessili

Di fronte a un  prodotto tessile, dove per tessile si intende “che sia composto di fibre tessili per almeno l’80% del peso”, dobbiamo assicurarci che siano ben descritte tutte le fibre tessili che lo compongono, che venga usato il loro nome per intero e non con sigle o abbreviazioni. Dobbiamo poterlo fare nella nostra lingua, e dobbiamo poter essere in grado di risalire al produttore.

Spesso, soprattutto per quanto riguarda i capi di abbigliamento, potremmo trovarci di fronte a tessuti come lana, lino o a parti non tessili di origine animale; in particolare, a molti di noi sarà capitato di leggere sull’etichetta “pura lana”, “lana vergine”, o “misto lino”. Bene, per quanto riguarda la lana le due diciture si riferiscono, rispettivamente, alla lana “non di prima tosa” e alla lana mai utilizzata prima; l’etichetta sul misto lino invece indica che il lino è pari al 40% almeno del totale del tessuto.

Infine, le parti non tessili di origine animale – lacci di cuoio, bottoni in corno o madreperla – devono essere indicate sull’etichetta.

Nella categoria dei prodotti tessili rientrano anche le parti usate nei rivestimenti per la copertura di mobili, ombrelli, ombrelloni, rivestimenti multistrato per pavimenti, materassi, articoli da campeggio, fodere coibenti di calzature e guanti.

Calzature e scarpe

Sulle calzature devono essere sempre indicati:

  • le parti della scarpa (tomaia, superficie superiore; interno, fodera e sottopiede; suola, superficie interiore);
  • i materiali di composizione di ogni parte (cuoio, cuoio rivestito, materiali tessili, altri materiali).
Fonte: Ministero Sviluppo Economico | Unioncamere

Giocattoli

Ogni giocattolo deve essere accompagnato da alcune informazioni obbligatorie, come la marcatura CE, che attesta che il prodotto è sicuro. Va inoltre chiarita l’età minima o massima in cui si può usare, se il bambino deve disporre di particolari abilità per usarlo o se deve avere un peso minimo o massimo.

È inoltre importante specificare se esiste la necessità di essere sorvegliati da un adulto durante l’utilizzo, se il giocattolo presenta sostanze o miscele pericolose e, laddove questo si verifichi, quali sono le prime cure urgenti da prestare in caso di bisogno. Lo stesso vale per fragranze potenzialmente in grado di sviluppare allergie, mentre un’indicazione riguarda anche la necessità di premunirsi di dispositivi di protezione raccomandati (caschi, guanti, ginocchiere, gomitiere, ecc.) per l’uso di determinati tipi di giocattoli, come i pattini a rotelle, ad esempio.

Elettrodomestici

Tutti avremo notato etichette come A+ o A++, termini come Capacità, Decibel, Watt su frigoriferi o lavatrici; dato che uno degli obiettivi dichiarati della UE è la riduzione dei consumi di energia e altre risorse, fattore fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente, sono stati introdotti alcuni obblighi in materia di etichettatura energetica e progettazione ecocompatibile, così che il consumatore possa scegliere con consapevolezza i propri elettrodomestici in base al livello di efficienza energetica e delle prestazioni funzionali dei prodotti.

I benefici per l’economia sono tanti, a partire dalla riduzione della domanda energetica – con un risparmio notevole sulla bolletta energetica – passando per l’innovazione e gli investimenti nella produzione di prodotti più efficienti sotto il profilo energetico.

 

Fonte: Ministero Sviluppo Economico | Unioncamere

Fai attenzione alla marcatura CE (e non farti fregare dal China Export)

La marcatura CE (letteralmente “Conformità Europea”) è una dichiarazione obbligatoria che, se presente, garantisce la conformità del prodotto ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa comunitaria. È una sorta di “passaporto” che consente la libera circolazione di una determinata merce in tutto il territorio dell’Unione europea, e i produttori hanno l’obbligo di apporla sull’etichetta o sul prodotto stesso, sull’imballaggio e sui documenti di accompagnamento.

È responsabilità del produttore garantire che il prodotto risponda ai requisiti di sicurezza e della corretta applicazione della marcatura CE.

Ma non tutti i prodotti hanno bisogno della marcatura CE. Qualche eccezione? Mobili in legno, articoli da giardinaggio, orologi privi di elettronica, materassi, forbici, posateria, piatti e bicchieri, calzature, valigeria, scale, biciclette city o mountain bike.

Cosa posso fare se vedo prodotti non sicuri?

Se un consumatore impara in autonomia a riconoscere tutte le informazioni obbligatorie da cercare sui prodotti, sulle etichette o sulle confezioni, sarà in grado di scegliere sempre con consapevolezza i prodotti più adatti alle proprie esigenze, sentendosi al sicuro rispetto ai suoi acquisti. Ma, qualora notasse un’anomalia nell’etichetta del prodotto o la mancanza di alcune informazioni, può rivolgersi al Ministero dello Sviluppo Economico o direttamente alla propria Camera di commercio.

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Il Ministero dello sviluppo economico – Direzione generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica (D.G.M.C.C.V.N.T.) e Unioncamere hanno sottoscritto una convezione (il 28 ottobre 2016) per realizzare iniziative in materia di controllo, vigilanza del mercato e tutela dei consumatori, con particolare riferimento alla sicurezza dei prodotti e alla tutela dei consumatori, anche in adempimento degli obblighi europei in materia ex art. 3 D.M. 28 ottobre 2016.