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"Hai i leggings? Su questo volo non puoi salire" e la compagnia aerea le lascia a piedi

"Tu hai i leggings, su questo volo non puoi salire". La decisione della United Airlines di rifiutare il volo a cinque ragazze "ree" di indossare dei pantaloni elasticizzati può sembrare incredibile, ma la compagnia statunitense non ci sta e spiega le sue motivazioni.

I leggings sono indiscutibilmente tra i capi fashion più usati (e abusati) delle ultime stagioni, passati dall’essere un semplice pantalone elasticizzato utile per l’attività sportiva a must irrinunciabile per il guardaroba di ogni donna, grazie alla comodità del tessuto stretch che li rende una validissima alternativa alla classica tuta ma anche, se debitamente usato, al jeans, sicuramente meno confortevole.

Tuttavia, ci sono alcuni luoghi, o contesti particolari, dove il leggings non è particolarmente apprezzato: è il caso, ad esempio, dei voli della United Airlines, compagnia di bandiera statunitense che raggiunge ben 374 aeroporti nel mondo e seconda compagnia aerea mondiale per passeggeri trasportati nel 2011, che nei giorni scorsi ha vietato di salire a bordo a cinque ragazze, fra cui una bambina di soli 10 anni, “colpevoli” di indossare proprio dei leggings.

Un ispettore della United al cancello di imbarco ha obbligato la bambina a cambiarsi e a indossare una gonna sui pantaloni, giudicati troppo attillati e non conformi al dress code richiesto dalla compagnia, mentre a due ragazze che si sono rifiutate di eseguire l’ordine non è stato permesso di proseguire il viaggio.

Non si trattava di leggings, ma di normalissimi e classicissimi pantaloni elasticizzati.

A documentare l’episodio, avvenuto su un volo da Denver a Minneapolis, è stata l’attivista e fondatrice dell’associazione “Moms Demand Action“, che lavora per ridurre l’uso delle armi negli Usa, Shannon Watts, che con un tweet ironico ha spiegato l’accaduto.

La pioggia di insulti, rivolti alla compagnia aerea, naturalmente si è immediatamente scatenata, ma l’azienda di Chicago ha cercato di correre ai ripari attraverso un comunicato stampa pubblicato sul proprio sito ufficiale, dove ha spiegato le motivazioni che avrebbero indotto gli impiegati all’imbarco a rifiutare di far salire a bordo le ragazze.

Fra i privilegi di lavorare per una compagnia aerea- si legge nella nota- c’è anche il fatto che i nostri dipendenti possono viaggiare per il mondo gratuitamente o a prezzi fortemente scontati. Ancora meglio, si può estendere questo beneficio a quelli che noi chiamiamo “pass riders”, ovvero a parenti o amici che godono del medesimo trattamento.

Quando si approfitta di questo beneficio, però, tutti i dipendenti sono considerati dei rappresentanti della United. E come la maggior parte delle aziende, abbiamo un codice di abbigliamento che chiediamo venga rispettato.

Le passeggere di questa mattina erano “pass riders” che tuttavia non erano conformi al nostro dress code.

Noi ricordiamo regolarmente ai nostri dipendenti che quando un loro parente, o amico, viaggia gratuitamente su uno dei nostri voli è comunque tenuto a rispettare il nostro codice di abbigliamenti. Per i nostri clienti abituali, i vostri leggings sono i benvenuti.

Dunque la restrizione è imposta solo a quelli che la compagnia definisce “pass riders“, ovvero ai parenti e amici di hostess, stewart e crew al completo che viaggiano sui voli United godendo delle medesime tariffe vantaggiose riservate ai dipendenti, se non addirittura gratuitamente; per i passeggeri “normali” i leggings sono assolutamente consentiti, come peraltro ribadito anche in un tweet dallo staff United.

Cos’altro rientra nel rigoroso dress code degli impiegati United? Oltre ai leggings, sono vietate ciabatte da spiaggia, qualsiasi vestito troppo attillato tanto da rivelare la biancheria intima, pantaloncini troppo corti, magliette con scritte o immagini offensive.

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