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Le avevano consigliato l'aborto selettivo, ora festeggia il diploma dei suoi 5 gemelli

Oltre venti anni fa un medico le consigliò un aborto selettivo: oggi i suoi cinque figli sono felici che non l'abbia fatto e festeggiano il diploma, ecco la storia di Susan Thompson.
Aborto selettivo
Fonte: Facebook @ LoveThatMatters

Non ci vorremmo mai volute trovare al posto della protagonista di questa storia. Ogni donna può immaginare infatti cosa può significare un aborto, un’interruzione volontaria di gravidanza. Ognuna di noi sa benissimo cosa comporterebbe a livello emotivo, anche e soprattutto qualora decida di farlo. Nessuna affronta la questione con leggerezza, mai. Non esiste solo un tipo di aborto, esiste infatti anche  l’aborto selettivo: a una donna, che sta affrontando una gravidanza plurigemellare, si chiede di scegliere di avere alcuni figli e altri no.

È una cosa che capita abbastanza spesso la richiesta di aborto selettivo. Solitamente la richiesta viene fatta dai medici alla donna, e la causa è sempre il pericolo per la salute della donna incinta. Ed è esattamente quello che è successo a Susan Thompson, che oggi ha 50 anni, ma venti anni fa le fu suggerito proprio questo. Susan ha deciso di portare a termine la gravidanza plurigemellare e oggi i suoi cinque figli sono degli splendidi giovani. Ma andiamo con ordine.

Susan, che è una donna statunitense, ha di recente condiviso sulla pagina Facebook LoveThatMatters due immagini che le sono molto care: la prima è un’ecografia dei feti di cui era incinta oltre venti anni fa, la seconda è lo scatto dei cinque “bambini” cresciuti, nel giorno più bello della loro vita finora, quello del diploma (in realtà non è esattamente il diploma come lo intendiamo noi, ma il grado di “bachelor”, che corrisponde all’incirca alle nostre lauree triennali di base). I cinque fratelli sono nati il 7 gennaio 1995 e hanno quindi quasi 22 anni, si chiamano Seth, Leah, Samuel, Hope e Faith. La loro nascita, come per molti parti gemellari, è arrivata in anticipo, 11 settimane per la precisione, il che ha costretto i piccoli a restare in terapia intensiva per alcune settimane.

Una precisazione è d’obbligo: noi qui stiamo utilizzando il termine gemelli, ma è scientificamente errato, è giusto una semplificazione. Essendo i cinque figli di Susan profondamente diversi nell’aspetto sono i cosiddetti “gemelli diversi”, significa che si trovavano nell’alvo materno in sacche differenti. Il che li rende non dei veri gemelli, ma dei semplici fratelli che condividono la data di nascita.

Così, nel 1994, i medici dissero a Susan che avrebbe dovuto optare per un aborto selettivo, che dei cinque feti ne avrebbe quindi dovuto scegliere due, tre al massimo. Come si fa? Anche una persona non religiosa come lo è Susan – due delle sue figlie si chiamano Hope e Faith, cioè Speranza e Fede – si è ritrovata davanti a una scelta difficilissima. Non si può scegliere, è qualcosa di davvero impossibile. E allora Susan, supportata dal marito Mark ha deciso di non scegliere e di andare avanti con la gravidanza. La sua opzione finale si è rivelata giustissima, è stata davvero fortunata: lei si è salvata e anche i suoi bimbi, oggi adulti, che si apprestano a vivere la loro vita.

«All’età di 28 anni – ha scritto Susan Thompson – mi sono ritrovata incinta di cinque gemelli. Immediatamente il mio dottore mi ha parlato di una riduzione selettiva. Quando ho detto di no, mi ha mandata da uno specialista che, ripetutamente, mi ha chiesto di considerare di ridurre la mia gravidanza a tre gemelli o addirittura a due. Questo andò avanti per molti mesi. Mio marito e io non l’abbiamo mai preso in considerazione, neppure per un secondo. Dio ci ha dato questi bambini piccini e lui si sarebbe preso cura di loro. Venti anni dopo ricordo tutto e non posso immaginare le nostre vite senza nessuno di loro. Dopo il diploma, tre di loro si sono uniti all’esercito per servire il nostro Paese e due stanno proseguendo gli studi in campo medico. Sono tutti adulti responsabili che amano Dio e rendono il mondo un posto migliore. Ho scelto di salvare le loro vite e ora stanno salvando loro le vite degli altri.»

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