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Che fine ha fatto Monica Lewinsky? Eccola, oggi!

Archiviato lo scandalo del Sexgate, Monica Lewinsky torna al centro della cronaca ma questa volta è per una nobile causa. In collaborazione con Vodafone ha realizzato una speciale emoticon contro il cyberbullismo. Il messaggio d'incoraggiamento per le vittime è #StayStrong!
Fonte: Web
Fonte: Web

Si chiude una porta e si apre un portone e questo vale anche se la porta in questione è quella della Casa Bianca. A distanza di 18 anni dal “Sexgate”, Monica Lewinsky torna a far parlare di sé partecipando attivamente a una campagna contro il cyberbullismo. L’ex stagista di Bill Clinton è cresciuta e a 43 anni riapre a fin di bene un capitolo doloroso della sua vita. Ecco cosa ha dichiarato a Sydney, durante la conferenza dell’Australian Association of National Advertisers (AANA):

All’età di 22 anni mi innamorai del mio capo e a 24 anni ne imparai le devastanti conseguenze. Non passa giorno che non mi torni in mente il mio errore, di cui mi pento profondamente.

Considerata la rilevanza pubblica dei soggetti coinvolti, Bill Clinton non era un datore di lavoro qualunque ma il Presidente degli Stati Uniti d’America, l’evento ebbe una portata mediatica spropositata. Quello che oggi è raccontato da Monica come un errore di gioventù è stato inscritto nei registri della storia come “Sexgate”, termine coniato dai media statunitensi per associazione al Watergate, lo scandalo politico del 1972.

Nel corso dell’ intervento, Monica ha raccontato per sommi capi le vicende del 1995, quando si prese una cotta per il Presidente iniziando con lui una relazione clandestina. Lo scandalo fu innescato da una fuga d’informazioni, causata dalla stessa Monica con una confidenza a un’amica. Si trattava di Linda Tripp, che all’epoca lavorava alle intercettazioni telefoniche per il Ministero della Difesa. Nel 1998, fu lei a consegnare i nastri delle telefonate compromettenti al giudice Kenneth Starre, che stava già indagando su Bill Clinton, accusato di molestie sessuali ai danni della giornalista Paula Jones. Il Sexgate scoppiò a pochi giorni dalle elezioni presidenziali e fu seguito da un processo in cui il Presidente degli Stati Uniti negò di avere avuto relazioni sessuali con Monica Lewinsky. Lo scandalo politico-sessuale si concluse con una testimonianza e un intervento televisivo di Clinton, in cui ammise di aver avuto una “relazione fisica impropria” con Monica e si scusò pubblicamente.

Fonte: FB
Fonte: FB

La donna ha, quindi, raccontato di essere stata vittima per anni di offese e insulti, al punto da arrivare a pensare al suicidio come soluzione estrema:

Quando il nastro audio fu trasmesso in onda TV fu terribile. L’umiliazione pubblica era lancinante. La vita divenne quasi insopportabile. Molte volte arrivai vicina al suicidio.

Considerata l’umiliazione mediatica subita, chi meglio di lei può sapere cosa significhi essere vittima di cyber-bullismo?

La vergogna si appiccicava come il catrame e mi sentivo come se la mia identità e ogni strato della mia pelle mi fossero stati rubati.

Monica ha, così, deciso di rompere il silenzio e schierarsi dalla parte delle vittime di cyberbullismo. L’occasione le è stata fornita dalla Giornata Mondiale della Sicurezza in Rete, celebrata il prossimo 9 febbraio e per la quale sarà lanciata una speciale emoticon, realizzata in collaborazione con Vodafone. Il messaggio che l’iniziativa intende veicolare è #BeStrong (tieni duro) e vuole agire da supporto per chi si sente solo, in una situazione che appare incontrollabile e irrisolvibile.

Fonte: VanityFair
Fonte: VanityFair

Il cyberbullismo è un fenomeno in costante crescita, soprattutto tra i giovanissimi, tra cui miete sempre più vittime come Louise, la ragazza belga di soli sedici anni morta nel 2014. Il suo suicidio ha spinto il padre a creare un sito web interattivo che raccontasse l’inferno attraversato dalla figlia, invitando alla riflessione. Anche in Italia la situazione è preoccupante e coinvolge anche le ragazze più popolari, vittime di insulti e offese pesanti.

Il cyberbullismo si può combattere e il primo passo è instillare nelle persone una maggiore consapevolezza sull’argomento, come è avvenuto attraverso la campagna #KissandMakeUp, promossa da Tarte Cosmetic su Instagram.
Infine, si può sconfiggere e superare come testimonia Monica Lewinsky, tornata sotto i riflettori più forte e sicura di sé. Sul suo account Facebook notiamo come, nonostante tutto, sia riuscita a far fruttare quella laurea in psicologia che la aveva portata fino alla Casa Bianca. Oggi, Monica è un’attivista sociale, un’oratrice pubblica e una giornalista, cosa desiderare di più?

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