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Postate le foto dei vostri figli su Facebook? Attenzione, potreste ritrovarvi in tribunale

Una coppia di genitori è finita in tribunale dopo la denuncia da parte della figlia che li accusa di violare la propria privacy attraverso dei post su Facebook. Loro non vogliono sentir ragione. Chi avrà la meglio il giorno della sentenza?
Fonte: Web
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Una diciottenne austriaca, se l’è legata al dito e non ha voluto perdonare i genitori per aver pubblicato delle sue fotografie su Facebook che la ritraggono in tenera età, le quali – a suo dire – sono imbarazzanti e violano la sua privacy. Qualcuna di noi starà già storcendo il naso, pensando che magari si tratti della solita figlia viziata che ha deciso di accanirsi contro i suoi amorevoli genitori, ma la vicenda non è così semplice e non si tratta di una reazione a caldo.

I cari mamma e papà, a partire dal 2009, hanno pubblicato più di 500 foto della figlia – alcune delle quali anche abbastanza intime – e lo hanno fatto condividendole giorno dopo giorno con i loro 700 contatti su Facebook, ma il tutto senza alcun consenso da parte della ragazza. La giovane si è rivolta a loro direttamente, chiedendo più volte che venissero rimosse. Il padre, in tutta risposta, ha espresso un rifiuto categorico, motivando il suo diritto alla pubblicazione in quanto, essendo l’autore di ogni scatto, ritiene di essere legittimato a pubblicare quei ricordi.

La ragazza, in un’intervista, si è sfogata con queste parole:

Non conoscono limiti e pudore. A loro non interessa se una foto mi ritrae mentre sono seduta sul gabinetto o se sono nuda nella culla. Ogni singola tappa della mia esistenza è stata fermata in una fotografia, ma poi è stata resa pubblica. Mi infastidisce che i miei genitori non mi prendano sul serio e ignorino le mie richieste.

Si tratta del primo caso di denuncia di questo tipo in Austria, e sarà il primo precedente legale della nazione, nel caso in cui la corte dia ragione alla ragazza, in cui il cui diritto alla riservatezza è stato violato ripetutamente.

Fonte: Web
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Cosa comporterà ai genitori la perdita della causa? Prima di tutto dovranno corrisponderle le spese legali, ma poi dovranno anche risarcirla per i danni morali che le hanno recato. Inoltre, i giudici dovranno stabilire l’entità del danno, perché nel caso in cui la ragazza si ritrovasse taggata in queste foto – e le immagini rese pubbliche avessero avuto effetti sulla sua vita personale e in ambito professionale – di certo non si tratterebbe di una semplice questione di principio e di poco valore.

La sentenza si terrà il prossimo Novembre, ma la vicenda è uno spunto interessante per comprendere dove inizi la libertà individuale e dove invece finisca. Di sicuro i genitori hanno il diritto di fotografare i loro bambini, ma i bambini – una volta cresciuti – non hanno forse il diritto di scegliere come e quanto apparire sul web?

Foto: Web
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In Italia, il codice in materia di protezione dei dati personali (noto anche come codice della privacy) è una norma che semplifica e coordina le disposizioni relative alla protezione dei dati individuali. Nel testo di legge viene ribadito il diritto alla riservatezza che ingloba ogni informazione relativa ad una persona, allo scopo di evitare che il trattamento dei dati avvenga senza il consenso dell’interessato, che gode del diritto di accedere ad ogni informazione che lo riguardi detenuta e trattata da terzi.

Chissà come andrà a finire la vicenda della diciottenne austriaca, non ci resta che aspettare Novembre per scoprirlo, ma di sicuro questo caso è emblematico per riflettere e magari ridimensionare il nostro uso dei social.

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