In un’epoca, in cui la crisi impazza, e le famiglie contraggono i propri consumi, anche in merito all’alimentazione, un rapporto dell’Institution of Mechanical Engineers, associazione degli ingegneri meccanici britannici, ha purtroppo dimostrato che un valore elevatissimo di cibo (ancora perfettamente commestibile) nel mondo intero, viene gettato.

Diversi i fattori che conducono a questo spreco scandaloso, per lo più evidente nei paesi più sviluppati (anche se al loro interno mostrano profonde disuguaglianze). C’è chi può permettersi di gettare alimenti, e chi invece non riesce ad acquistare il necessario per poter sfamare la propria famiglia.

Mentre un miliardo di persone al mondo, muore di fame e non dispone nemmeno di quantità minime di cibo, necessarie alla propria soppravvivenza; gli altri 6 miliardi gettano quasi il 50% del cibo quotidianamente prodotto.

L’ONU prevede che nei prossimi anni, il numero di coloro che non hanno cibo passerà rapidamente da 1 miliardo a ben 3 miliardi. Le motivazioni che stanno dietro a questo spreco, sono fondamentalmente due: vaste zone in cui, le tecniche di agricoltura sono così arretrate da comportare lo spreco, con  conseguente deterioramento dei prodotti inutilizzati, e le scadenze troppo ravvicinate.

Si può solo sperare che l’ONU, ed i protagonisti a livello internazionale, possano applicare misure tali che consentano il reinvestimento degli alimenti, di modo che sia possibile ridurre queste cifre vertiginose di spreco. Anche noi, tuttavia, nel nostro piccolo parte integrante di questo circolo vizioso potremmo quotidianamente fare la nostra parte: sarebbe tutto di guadagnato!

Articolo originale pubblicato il 11 Gennaio 2013

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