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Roberto Benigni e la Costituzione: orgoglio italiano

Lunedì sera 17 dicembre, un immenso Roberto Benigni ci ha tenuti incollati davanti alla televisione. Ipnotizzati da questo uomo-folletto che con evidente emozione ci ha raccontato una meravigliosa "favola vera" e ci ha fatto sentire orgogliosi di essere Italiani.

Lunedì 17dicembre, un immenso Roberto Benigni ci ha tenuti incollati davanti alla televisione. Ipnotizzati da questo uomo-folletto che con un’evidente emozione ci ha raccontato una meravigliosa “favola vera” e ci ha fatto sentire orgogliosi di essere Italiani. Per me è stato davvero un toccasana, un’iniezione di ottimismo (e tutti sappiamo quanto ce ne sia bisogno). Mi sentivo come una scolaretta incantata ascoltando la lezione del miglior maestro che possa esistere!

I dati auditel parlano chiaro: ASCOLTI TV Lunedì 17 dicembre 2012 in prima serata su Rai1 La più bella del mondo (voto: 8) con Roberto Benigni (9) è stata vista da 12.619.000 spettatori (share del 43,93%).

Il grande comico, anche se trovo davvero riduttivo definirlo tale, ha iniziato con il suo “personaggio preferito” Silvio Berlusconi…..”Volevo parlarvi solo di cose molto belle, ma vi devo parlare purtroppo di cose meno piacevoli… come sapete, questo dicembre, in cui c’è la nascita di Nostro Signore, il Natale, ci vogliamo tutti molto più bene…… però ci sono state anche delle brutte notizie, ci sono state due notizie bruttissime, catastrofiche, tragiche….una è che il 21 dicembre è prevista la fine del mondo…. ma questa non è la più brutta.. c’è stata un’altra notizia a dicembre…. terrificante…La fine del mondo, vabbè uno ci passa sopra, se c’è c’è…ma l’altra notizia ci ha veramente spappolati tutti……… Tra tutti gli italiani ce n’è uno che potrebbe andare in pensione ma non c’è verso che ci vada, si ripresenta la sesta volta, la settima si riposa. È come i sequel dei film dell’orrore, Lo Squalo 6, La Mummia, Godzilla contro Bersani...”. E poi: “Volevo occuparmi di Renzi, di Bersani, di Alfano per dieci minuti e poi passare alla Costituzione. È tornato lui: c’è spazio per due ore e mezza”.

Poi, dopo il racconto paradossale di com’era la politica medievale (con lapalissiani riferimenti alla nostra) tra corrotti in parlamento, signori di Mediolanum (ndr Mediolanum era l’antica città di Milano di epoca romana)  dediti alle orge e barbari che si vantavano di avercelo duro – Benigni passa al vero motivo per cui si trova su Rai uno: leggere e commentare, come fece con La Divina Commedia,  la Costituzione italiana  e i suoi principi fondamentali. Legge e commenta i primi dodici articoli della costituzione, quelli che pongono i cosiddetti principi fondamentali che non possono essere oggetto di modifica. Legge e commenta con commozione ed enfasi utilizzando termini come «Enorme»,«bellissima», «immensa», «da manicomio» e dice una frase che non suona come una battuta ma un’amara realtà: «Quando entrerà in vigore diventeremo il paese più bello del mondo».

Ci dice di riscoprire la bellezza della politica, la cui funzione non va confusa con gli uomini che la praticano, del diritto di voto che ci fa essere “attori” della nostra vita, un diritto conquistato con il sangue… «Andate sempre a votare. Chi non sceglie lascia il potere alla folla. La folla sceglie Barabba, sempre».  E finalmente, in tempi come questi in cui la cronaca ci racconta ben altro… «La grandezza di una nazione si misura dal trattamento riservato alle donne».

Ricorrendo all’immagine di Ulisse che si fa legare per resistere al canto delle sirene – paragonato agli eterni richiami del populismo e dell’autoritarismo-  ci racconta che i Padri e le Madri Costituenti hanno scritto la costituzione da “sobri” perchè essendo lungimiranti immaginavano quanto sia facile, in tempi difficili come i nostri, farsi “ubriacare” dal burattinaio di turno…. e  spiega il dovere alla solidarietà sociale come il tentativo di sancire per legge un sentimento; paragona l’articolo tre sull’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge a Imagine di John Lennon (“dovrebbe pagare i diritti d’autore a De Gasperi”) e spiega come i Costituenti, nella loro modernissima invocazione alla tutela del paesaggio e della cultura, ci abbiano segnato la strada di uscita dalla crisi.

Girovagando per il web, oltre agli innegabili commenti positivi, non ultimo quello di aver finalmente ridato alla Rai quello che “dovrebbe” essere il suo compito primario: dare un servizio pubblico, non potevano mancare le critiche riguardo al suo inizio, secondo alcuni contestabile, perchè seppur con la sua solita e apprezzata pungente ironia, se l’è ripresa di nuovo con Berlusconi. Qualcuno ha detto che questo suo insistere sull’ex premier avrebbe stancato il pubblico e sarebbe  passato di moda. Per come la vedo io non è Benigni che insiste stancando il pubblico ma come dice lo stesso Benigni: “Non siamo noi che ce l’abbiamo con Silvio, che ne parliamo sempre, ormai è chiaro che è lui che ce l’ha con noi”…… ma non voglio addentrarmi in polemica.

  • Riporto alcuni commenti, una piccola Rassegna Stampa

Andrea Scanzi su Il Fatto Quotidiano: “La più bella del mondo, come TuttoDante (di cui ha replicato troppe battute), ha una parte debolissima (quella satirica) e una pregevole (quella divulgativa). Benigni ha da tempo ucciso il Cioni Mario: scelta dolorosa, ma comprensibile. Adesso dovrebbe però emanciparsi, e definitivamente, dal Piccolo Diavolo. Invece si incaponisce – si direbbe controvoglia – con queste mezz’ore sciatte sull’attualità politica. Peccato: come narratore didattico è bravo, come comico assai consunto”.

Maria Volpe sul Corriere della Sera: “Poeta e insegnante, satirico e letterato. Benigni, solo in mezzo all’emiciclo, riesce a cambiare registro decine di volte nella serata: didattico, caustico, commosso, storico. E’ solo con il suo leggio davanti. Si sente come fosse in un’aula di scuola e si capisce che l’insegnante è per lui il mestiere più nobile del mondo. Sì, talvolta non rinuncia alla battuta sull’attualità politica ma da quando comincia la sua lectio sulla Costituzione si rivolge al pubblico in studio – quasi tutti giovani, forse studenti ai suoi occhi – con la passione che solo i bravi Maestri sanno avere”.

Che dire io l’ho trovato immenso…

Le parole dette in chiusura, mi hanno commossa e pur con le dovute distanze e senza voler mischiare il sacro con il profano, mi hanno ricordato una famosissima omelia di Papa Giovanni XXIII°; « Cari figlioli, tornando a casa, troverete i bambini: date una carezza ai vostri bambini e  dite: “Questa è la carezza del Papa!”

Roberto Benigni ha concluso dicendo: “Domattina dite ai vostri figli che sta per cominciare un giorno che prima di loro non ha mai vissuto nessuno, ditegli di camminare a testa alta, di essere orgogliosi di appartenere a un popolo che ha scritto queste cose fra i primi nel mondo. E che abbiano fiducia e speranza».

Anche questa è una carezza per l’anima….