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Noto predicatore arabo tortura e uccide la figlioletta

Una bambina uccisa dalle torture del padre, in un mondo che la pensa come lui: la donna non è un essere umano.

 

 Non c’è fine al peggio. Non c’è fine alla cattiveria, alla disumanità della gente. Ci si sorprende e ci si scandalizza per cose come queste ma non riusciamo ad immaginare che in paesi come l’Arabia, tutto questo sia ordinaria amministrazione.

Questa volta parliamo di predicatore saudita Faihan al-Gameri, noto personaggio i cui sermoni sono spesso trasmessi dalle tv satellitari arabe. E’ stato arrestato con l’accusa di aver torturato fino alla morte la figlia di 5 anni, Lamaa, che è deceduta a causa di un’emorragia interna, dopo aver lottato contro la morte per due settimane nell’ospedale dove era ricoverata.

La bambina, figlia di genitori divorziati, in base a un accordo tra i due si trovava col padre, con il quale stava trascorrendo un breve periodo.  L’affidamento spettava alla madre, ma non è più tornata da lei.  Secondo il suo racconto, la piccola ha riportato molteplici lesioni e una frattura al cranio, per la quale è stata ricoverata, e il referto dell’ospedale riporta dei particolari raccapriccianti: Lamaa è stata torturata con colpi di frusta, scosse elettriche e addirittura con un ferro da stiro arroventato.

L’uomo ha ammesso le sue colpe senza dare giustificazione alcuna.

Non ci sono parole per esprimere lo sdegno e l’orrore per quello che ha dovuto passare questa povera piccola, e per chi le ha fatto questo. Una doppia violenza commessa su Lamaa, la prima perchè bambina e la seconda perchè di sesso femminile. Ed è incredibile che la cosa sia presa con leggerezza, quasi con fastidio, dal padre stesso, che probabilmente si chiederà perchè ci sia tanto rumore per quello che ha fatto. Alla fine, ha solo ucciso una bambina. La bufera passerà e lui ritornerà a fare i suoi sermoni perchè vive in un sistema che ragiona come lui, un paese che distingue tra persone di serie A e serie B: donne e bambine la cui esistenza non è considerata neppure “vita”. Vittime di torture selvagge, violenze fatte per divertimento da persone malate, perchè chi gode sulla sofferenza non può che essere malato.

Episodi come questo fanno rabbrividire perchè oltre a sussistere una chiara violazione dei diritti umani in generale, la strada per essere considerati anche solo degli esseri umani per le donne è ancora lunga. Manca la concezione della donna come una persona con dei diritti, anche solo fondamentali. Quindi anche solo per poter vedere garantiti questi diritti base di qualunque persona intesa semplicemente come essere vivente, neppure come donna, non so quanti anni dovranno passare. Del tipo: mi tengo il burqa ma non torturatemi. Non pretendo di lavorare o di guidare la macchina ma non mi picchiate appena apro bocca. Non hanno neppure questo. E’ gravissimo. La donna non è neppure un essere umano, in paesi come l’Arabia. Non sei un essere umano neppure se sei bambina.