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10 Donne Italiane Alla Maratona Di New York Per Ricordare Che Il Tumore Si Può Vincere

10 donne italiane alla maratona di New York per dimostrare che il tumore non ferma la voglia di vivere! Forza ragazze, RdD è con voi!
(foto: Web)
(foto: Web)

10 Donne Italiane alla maratona di New York, per condividere un messaggio di forza e speranza. La corsa più importante del mondo per loro diventa il simbolo della rivincita contro la malattia: tutte quante infatti hanno combattuto, o lo stanno tutt’ora facendo, contro il tumore al seno.

Marina, Elena, Daniela, Patrizia, Emanuela, Nicoletta, Monica, Gabriella, Georgiana e Angela saranno presenti alla maratona di New York il 2 novembre con le loro t-shirt rosa per testimoniare che il tumore non ferma la voglia di vivere.

Il progetto “Nothing Stops Pink” è sostenuto dalla Fondazione Umberto Veronesi e Rosa & Associati e le atlete sono state seguite nell’allenamento da un sponsor più commerciale come PittaRosso che dimostra una grande attenzione verso le problematiche femminili, soprattutto quelle legate alla salute.

Gli allenamenti per queste donne sono stati duri.

C’è stata una prima selezione, poi esami sulle condizioni fisiche e infine altre selezioni. Poi cinque mesi di allenamenti per due volte la settimana.

Una lunga preparazione per poter affrontare al meglio i 42 chilometri più famosi del mondo.

Nessuna di loro è runner professionista, hanno solamente tanta voglia di divertirsi e di lanciare un messaggio di speranza.

La corsa è il gesto tecnico più facile, ma prepararsi per mesi per una maratona come questa richiede una partecipazione e una dedizione non banale. La Maratona di New York è un momento di visibilità estrema, e queste ragazze saranno lì a testimoniare che si può tornare in pista. Sono il gruppo pilota di una categoria considerata debole, e possono fare da traino per migliaia di altre donne.

racconta il dott. Gabriele Rosa, cardiologo e medico dello sport, fondatore del primo centro medico sportivo italiano, il Marathon di Brescia.

Chiara Segrè, supervisore scientifico della Fondazione Umberto Veronesi che sostiene le 10 partecipanti di “Pink i s Good”, ricorda che anche il Dalai Lama dice che attraverso l’allenamento si può cambiare e trasformare se stessi.

L’attività fisica regolata e dosata, sia durante la terapia che dopo, può prevenire la perdita del tono muscolare, alleviare la fatigue, tenere sotto controllo il peso, prevenire le linfopatie, combattere gli stati di ansia e depressione, fa bene al sistema cardiovascolare e riduce il dolore articolare conseguenza delle terapie con antiestrogeni (inibitori dell’aromatasi). Abbassa anche il rischio di recidiva. Gli studi mostrano un calo di ben il 53% della mortalità in pratica sport rispetto a chi è sedentario. È è però necessari strutturare un programma.

Un grosso in bocca al lupo a tutte le Runner, per la corsa e soprattutto per la vita! Siete grandi!