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Chi dorme non piglia pesci... ma memorizza!

Una nuova ricerca svela l’importanza del sonno nel processo mentale della memorizzazione di dati, eventi ed esperienze.
Chi dorme non piglia pesci… ma memorizza!

Ohhhh … finalmente qualche notizia buona e interessante.

È stato provato scientificamente che il sonno ci permette di apprendere nuove cose, di archiviare alcune informazioni nel reparto “ricordi” ed eliminare le cose superflue. Ecco perché, chi soffre di insonnia ha molta più difficoltà a memorizzare date rispetto a chi ha un corretto equilibrio tra sonno e veglia.

La ricerca è stata seguita da due scienziati italiani, Chiara Cirelli e Guido Tononi, che lavorano alla University of Wisconsin School of Medicine.

Finora era il buon senso che ci portava a credere che il riposo avesse delle conseguenze positive alla memoria e alla salute del cervello ma ora… carta canta! O meglio, esperimento canta!

“Il sonno è il prezzo che il cervello deve pagare per l’apprendimento e la memoria. Durante la veglia l’apprendimento rafforza le connessioni sinaitiche in tutto il cervello, aumentando il dispendio di energia e saturando il cervello di nuove informazioni. Il sonno permette al cervello di eliminare informazioni superlue e integrare il materiale appreso con i ricordi già consolidati” così spiegano i nostri due connazionali.

Per fare un paragone spiccio è come se, mentre dormiamo, il nostro cervello fosse  come un computer quando esegue la deframmentazione. Compatta le cose importanti, le cataloga in modo che non  vadano perse  e “libera spazio” per poter memorizzate cose nuove.

Quindi nessun problema se ci beccano a scuola stesi sul banco o in ufficio con la testa sulla tastiera e la bolla al naso. Possiamo sempre rispondere, anche un pochino infastidite, al professore o al capo con un “ma io non stavo dormendo… stavo memorizzando!”

Se ci bocciano o ci licenziano chiamiamo in Wisconsin e ci facciamo fare la giustificazione scritta.