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Scienziato fotografa la morte: luce bianca che invade il corpo.

Nel corso dei secoli, scienziati e filosofi si son posti l’interrogativo di cosa fosse la morte, se morte del corpo o anche dell’anima. Ebbene oggi gli scienziati sembrano aver avuto una risposta.

(foto:Web)
(foto:Web)

 

Direttamente dall’Institute of Health Ageing dell’Università di Londra, lo scienziato David Gems ha condotto uno studio basandosi sui vermi, la più semplice specie di mammifero. Nel momento della morte di questi piccoli mammiferi, lo studioso ha iniziato a fotografare il corpo del mammifero fin da 2 ore prima e come si può ben vedere dalle foto, il corpo inizia ad irradiarsi di una fluorescenza anormale.

All’inizio si era attribuita questa fluorescenza ad una sostanza chiamata lipofuscina, diffusa nel corpo con l’avanzare dell’età,  ma lo studio ha fatto emergere un’altra molecola, l’acido antranilico, che risulta essere implicato in questa fluorescenza. I ricercatori dell’equipe hanno poi cercato di fermare il trapasso cellulare nei vermi, ponendo le basi per uno studio su come ritardare la morte indotta da uno stress come le infezioni.

Il decesso per vecchiaia però non è ancora stata rallentata, il chè ha suggerito che l’invecchiamento abbia dei processi differenti che portano alla morte. Ecco come appare:

fonte: boorp.com
fonte: boorp.com

Ad un intervista, il Dr. Gems ammette: “Abbiamo identificato un percorso chimico di autodistruzione che si propaga con la morte cellulare nei vermi, che vediamo come questa incandescente fluorescenza blu in viaggio attraverso il corpo. E ‘come un cupo mietitore blu, si monitorizza come la morte si diffonda in tutto l’organismo fino all’ultimo atto.”

E ancora ci dice:” I risultati mettono in dubbio che l’invecchiamento è una semplice conseguenza di un accumulo del danno molecolare. Adesso bisogna concentrarsi sugli eventi biologici che si verificano durante l’invecchiamento e la morte per comprendere correttamente come potremo essere in grado di interromperli”.

Attendendo altri risultati, magari sperimentando anche su mammiferi più grandi, sui social network è nata una discussione molto accesa in proposito: alcuni credono che non si debba studiare fino in fondo ogni singolo fenomeno della natura, perché appunto, la morte è qualcosa di naturale che fa parte del ciclo della vita. Altri pensano che prendendo spunto dalla massima di Antoine-Laurent Lavoisier “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, l’uomo debba conoscere tutto quello che può perché l’uomo in natura è fatto per andare OLTRE ogni suo limite.

E voi? Come la pensate?