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La moglie di Chester Bennington: "I pensieri suicidi erano lì, ma tu non lo sapevi"

Fonte: web

La depressione è un male oscuro contro cui non sempre si è in grado di lottare, e che non tutti riescono a cogliere dall’esterno; può celarsi dietro un’apparenza serena, o una vita che in superficie sembra appagante e piena. Per questo è così pericolosa, perché non è sempre detto che avverta, che si manifesti in maniera evidente, anche a chi ne soffre. Ed è proprio la depressione a portare (alcune volte) a dolorose fini, come al suicidio.

Lo ha imparato, purtroppo, a sue spese Talinda Bennington, vedova di Chester, il frontman dei Linkin Park che si è tolto la vita lo scorso 20 luglio proprio a causa del malessere con cui lottava da tempo.

Talinda sapeva dei problemi che il marito aveva, delle sue dipendenze passate, dell’infanzia difficile fatta anche di abusi, e gli era sempre rimasta vicino, dal giorno del loro matrimonio, nel dicembre del 2005. Lottavano insieme, uniti, per far sì che Chester riuscisse a uscire da tutti i suo problemi, e la loro vita aveva comunque regalato al cantante grandi momenti di gioia grazie alla nascita dei tre figli, che sono andati ad aggiungersi agli tre, avuti dalle precedenti relazioni.

Eppure, nonostante gli sprazzi di ritrovata felicità, la carriera con la band che stava lentamente tornando a grandi livelli, tutti elementi che facevano ben sperare in una definitiva guarigione di Chester, il male che lo divorava non si è placato. È rimasto lì, latente dentro di lui, come un subdolo nemico che aspetta il momento giusto per colpire, protetto dall’ombra. Perché, come dicevamo, la depressione ha mille volti, e non tutti necessariamente portano la maschera della tristezza.

Per questo, Talinda ha pubblicato nei giorni scorsi un’immagine del marito, attorniato dai figli, sorridente; lo ha fatto per dimostrare che anche un sorriso, un volto sereno, possono nascondere il più terribile dei segreti, un male che niente riesce a curare.

Questa foto – ha scritto Talinda nel post, condiviso su Twitter – risale a soli quattro giorni prima che mio marito si togliesse la vita. I pensieri sul suicidio erano già lì, ma non lo puoi mai sapere.

A distanza di quasi due mesi da quel tragico pomeriggio in cui il corpo senza vita del cantante venne trovato nella sua casa di Palos Verdes, in California, la giovane vedova trova il coraggio per condividere con il pubblico dei social uno scatto della quotidianità di Chester, e i suoi pensieri più intimi sul suo gesto estremo. Archiviate le polemiche con la prima moglie del cantante, che non aveva gradito troppo il trattamento riservatole dalla nuova famiglia di Bennington il giorno del funerale, Talinda sembra volersi impegnare soprattutto in una campagna di sensibilizzazione contro la depressione, invitando chiunque ad aiutare con ogni mezzo possibile un parente, un amico, un conoscente colpito dal male.

A una ragazza, che su Twitter ha scritto “Vorrei poter aiutare in qualche modo”, Talinda ha infatti risposto:

Tu PUOI aiutare. Leggi i segnali e stai vicina con il tuo amore e il tuo supporto a chi vive una brutta giornata.

Fonte: twitter @talinda bennington

Come a dire, forse neppure questo potrebbe essere sufficiente a salvare la vita di una persona la cui mente è corrosa dalla depressione, ma stargli vicino è senz’altro la cosa migliore che puoi e devi fare.

E, in effetti, Talinda è scesa in campo in prima persona per rendere partecipe l’opinione pubblica degli effetti devastanti della depressione e, sfruttando proprio i social, ha deciso di dar vita a un progetto a sostegno della prevenzione del suicidio e per lottare contro la malattia, lanciando anche un hashtag, #fuckdepression, sicuramente molto significativo. Sulla piattaforma online invita chiunque senta la necessità di parlare, di condividere la propria storia, o chiunque si voglia mettere a disposizione per ascoltare, a farlo con lei.

Inoltre, sta esortando i fans dei Linkin Park (e non solo, naturalmente) a donare al One More Light Fund su musicforrelief.org, il portale di beneficenza fondato proprio dalla band nel 2005, che dopo la morte di Chester sta cercando di raccogliere dei fondi per portare avanti anche dei progetti in sua memoria.

Anche nel mondo, intanto, crescono le iniziative dedicate proprio a onorare il ricordo della rockstar; nel nostro paese, ad esempio, i fans hanno raccolto 24 mila euro con una campagna di crowdfunding su MusicRaiser, scaduta lo scorso 6 settembre; della somma raccolta, 12 mila euro serviranno per organizzare a Milano, il prossimo 23 settembre, il One More Light, un evento gratuito in memoria del frontman della band, cui parteciperanno la cover band ufficiale dei LP in Europa, i Living Theory, e il Fan Club Ufficiale Linkin Park Italia.

Gli altri 12 mila euro, invece, saranno devoluti in beneficenza a delle Onlus che lottano proprio contro il suicidio.

Forse, il sorriso di Chester, che nascondeva una ferita difficile da rimarginare, potrà essere la spinta giusta per far sì che altre persone tornino a sorridere. Per davvero.