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Costretta a prostituirsi a 12 anni dalla madre, parla la figlia: "Non voglio vederla mai più"

Faceva prostituire la figlia di 12 anni per una manciata di euro. Vorremmo che non fosse vero, ma purtroppo lo è. Ecco la terribile storia di questa ragazzina, costretta dalla madre ad avere rapporti con uomini anziani, venduta per 5 euro o poco più.
Fonte: web

Aggiornamento 2 maggio 2017

Non voglio vederla mai più, spero che non esca mai dal carcere e che le tolgano la mia sorellina affinché non faccia a lei quello che ha fatto a me.

La ragazzina di Pontecagnano, presunta vittima di un giro di prostituzione minorile orchestrato dalla sua stessa madre, ha pronunciato queste e altre parole nei confronti della madre che, lo sapeva, la ascoltava in un’altra stanza, dietro un vetro a specchio, nel corso dell’incidente probatorio celebratosi davanti al gip del tribunale di Salerno Berni Canani e al sostituto procuratore Elena Guarino, venerdì 28 maggio 2017.

La minore, che il 29 aprile 2017 ha compiuto 13 anni, ha ricostruito la vicenda, assistita dal curatore speciale, avvocato Viviana Caponigro. Pare non sia giunta in realtà nessuna conferma dalla ragazza rispetto alle accuse di prostituzione minorile, ma neppure smentite ufficiali, così come non ce ne sono rispetto all’abitudine della donna di «offrire» la figlia nel corso di telefonate con i suoi clienti.

Si parla poi di incuria della madre ai danni della figlia, che avrebbe raccontato di quando la donna la portava al massimo in case di sconosciuti dove la faceva attendere in una stanza da sola per ore.
D’altra parte, invece, la ragazza avrebbe chiesto di tornare a vivere con i nonni, che l’hanno cresciuta, o almeno con la sua sorellina.

Una madre fa prostituire la figlia di 12 anni con un anziano per 5 euro

Articolo originale – 2 febbraio 2017

È un’atroce e scioccante storia di degrado quella che i Carabinieri della Compagnia di Battipaglia, coordinati dal capitano Erich Fasolino, hanno scoperto proprio nella cittadina campana: una madre disposta letteralmente a vendere la figlia, appena dodicenne, per pochi euro.

La donna, 31 anni, accettava di far prostituire la bambina e, grazie anche alla collaborazione di un amico pregiudicato di 62 anni, organizzava incontri fra la piccola e uomini anziani, il tutto per cifre che andavano dai 5 ai 15 euro.

Un’orrenda vicenda che ha scosso tutta la comunità di Castel San Giorgio, e che ha ricordato, purtroppo, quella di molte altre giovanissime vendute ogni giorno in qualche parte del mondo dalle proprie famiglie per pochi spiccioli, ma anche la drammatica testimonianza di Ilde, che proprio in Italia, quasi cinquant’anni fa, è stata costretta a sposarsi appena bambina.

Le forze dell’ordine sono riuscite a raccogliere, nell’arco di cinque mesi, una documentazione sufficiente a far scattare l’ordinanza emessa dal gip Maria Zambrano, grazie soprattutto a chat di WhatsApp e a intercettazioni telefoniche che hanno fornito un quadro tragicamente chiaro della vicenda: la ragazzina veniva “offerta” a un anziano quasi sempre in un casolare nelle campagne a nord del paese, nel salernitano, ma talvolta lo “zio”, ovvero il pregiudicato, la portava con sé in night club, centri massaggi e altri luoghi dove poteva metterla in mostra per i potenziali clienti, proprio come una merce, in cambio di una piccola percentuale.

Sentita dagli investigatori, lei avrebbe negato tutto, anche le cose più evidenti, a riprova di quanto la sua labile mente fosse stata manipolata a dovere dalla madre, tanto da non rendersi conto di quale orribile crimine fosse vittima. Certamente i protagonisti dovevano aver intuito qualcosa circa le indagini svolte attorno a loro, perché proprio negli ultimi tempi si erano fatti più cauti; fortunatamente, però, questo non è bastato, dato che la Procura nel frattempo aveva già raccolto elementi sufficienti per ricostruire un quadro esaustivo della tremenda situazione.

Soldi e regali, così veniva pagata la mamma-protettrice, che adesso dovrà rispondere del reato di induzione alla prostituzione; sulla donna, tuttavia, pesa anche un altro capo di imputazione, quello di estorsione ai danni di un uomo di 47 anni, da cui si sarebbe fatta versare una cifra pari, complessivamente, a 4000 euro, in cambio del silenzio verso la moglie; lei, infatti, lo aveva minacciato di rivelare tutto dei loro rapporti e anche di rivelare che lui fosse il padre naturale della sua seconda figlia, neonata, circostanza, quest’ultima, rivelatasi infondata. La piccola, infatti, è figlia dell’attuale compagno della donna, anch’egli indagato per reati sessuali non riguardanti, tuttavia, la figlia maggiore.

Il giudice per le indagini preliminari ha nominato un curatore per la dodicenne, che attualmente è stata collocata presso i nonni materni.

Una terribile storia, di quelle cui ci si capacita a fatica e di cui non si comprendono i motivi; difficile, se non impossibile, giustificare l’atto criminale di questa madre anche alla luce delle precarie condizioni in cui ha cresciuto la figlia, abbandonata dall’uomo con cui l’ha concepita. Il degrado sociale, culturale, la povertà estrema, non sono comunque ragioni in grado di rendere meno aberrante il gesto compiuto, eppure, purtroppo, non sono rare le volte in cui ci si trova a dover raccontare episodi del genere. Che non avvengono in qualche angolo remoto del mondo, lontano da dove la nostra mente può arrivare, ma proprio a casa nostra, dietro le pareti delle case dei vicini, nelle strade dove passiamo quotidianamente. E i mostri, gli orchi di cui si narra alle bambine nelle fiabe, troppo spesso hanno il volto gentile di una mamma, di un papà, o di qualche parente, e questo -se possibile- rende ancora più doloroso il tutto. Già nel novembre 2013 gli stessi Carabinieri di Battipaglia avevano fatto finire in manette un sessantenne accusato di abusi sessuali su una ragazzina di 13, e la madre di lei, che favoriva i rapporti, mentre nello stesso anno una coppia bulgara era finita in manette per aver fornito documenti falsi a delle minorenni che si prostituivano sul litorale salernitano.

Speriamo solo che la ragazzina, aiutata da persone competenti e dall’amore dei nonni, riesca a superare il dramma di cui è stata protagonista, spezzando le catene di quel giogo che l’hanno tenuta costretta a una vita orribile per troppo tempo, per costruirsi un avvenire normale. Come merita.