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Galleria: La lettera della compagna di Marielle Franco: “Un bacio non era mai abbastanza”

La lettera della compagna di Marielle Franco: "Un bacio non era mai abbastanza"

Monica, la compagna di Marielle Franco, brutalmente uccisa a Rio de Janeiro il 14 marzo 2018, scrive una lettera per la donna che è stata al suo fianco per 13 anni. Parafrasando Neruda: "Ti amo perché non so amare altrimenti che così".

Marielle Franco è morta, uccisa la sera del 14 marzo mentre rientrava a casa, freddata da quattro colpi di pistola alla testa mentre era in auto, ferma a un semaforo, in compagnia della sua addetta stampa e dell’autista.

La consigliera comunale di Rio de Janeiro, deceduta sul colpo assieme all’uomo alla guida, era un’attivista impegnata da anni nella lotta per l’equità, per i diritti civili, per garantire condizioni di vita accettabili alle fasce più emarginate e povere della popolazione.

La sua morte non ha sconvolto solo il mondo di chi, al suo fianco, lottava ogni giorno, delle persone che cercava di aiutare e di chi, come lei, si impegnava per provare a cambiare le cose in quella grande terra che è il Brasile, divisa tra le bellezza della natura e l’indigenza estrema in cui vivono tantissime persone, tra i colori e l’allegria del Carnevale, lo spirito festaiolo con cui si accolgono i turisti e lo scenario apocalittico delle favelas. L’agguato in cui Marielle è morta ha tolto la persona più importante della vita a Monica Tereza Benicio, compagna dell’attivista da 13 anni, non solo nella quotidianità ma anche nella lotta per i diritti civili.

Marielle e Monica si amavano di un amore vero, di quelli che ogni giorno si rafforzano e crescono perché spinti e alimentati dagli stessi obiettivi, da valori comuni, da ideali identici per cui si crede valga la pena combattere; il loro sentimento è andato avanti nonostante sia stato costretto a restare nascosto per anni, sopravvivendo ai pregiudizi sociali. Erano letteralmente due anime gemelle, cresciute entrambe nel Maré, una favela a nord della città.

Marielle amava infatti definirsi “Cria da Maré” (figlia della Marea e, appunto, del Maré), oltre a “femminista, nera, lesbica”, gli appellativi che più le piacevano e che per alcuni erano tanto scomodi. Troppo, per essere accettati.

Era diventata mamma da ragazzina, appena diciannovenne, Marielle, e ancora giovane aveva iniziato a prendere a cuore i problemi, tanti, della gente delle favelas; eletta nel 2016 insieme al partito di sinistra Socialismo e Libertà, denunciava fermamente gli abusi della polizia nei quartieri segnati irrimediabilmente dalla miseria, gli affari loschi dei narcotrafficanti, la violenza e i soprusi sulle donne. Troppo, per i signori del crimine, le forze dell’ordine conniventi e i politici invischiati nella corruzione, così Marielle è stata messa a tacere.

Quello che non è stato soffocato, invece, è il grido di dolore, di rabbia, di commozione che la sua morte ha suscitato in larga parte di quel Brasile che credeva nella sua missione e ha intenzione di portarla avanti; nelle migliaia di persone che erano presenti al suo funerale, nelle donne che hanno tappezzato i palazzi con le foto di Marielle, gettato inchiostro rosso lungo le scale.

E, naturalmente, in Monica, che per Vanity Fair ha scritto una toccante lettera, che riportiamo integralmente in gallery, per raccontare il loro amore, il loro desiderio di stare insieme e di essere unite, in ogni momento della vita.

La lettera della compagna di Marielle Franco: “Un bacio non era mai abbastanza”

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