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Mary Wollstonecraft: una revolutionary life

Mary Wollstonecraft è nata a Londra il 27 aprile 1759. E’ conosciuta per lo più come filosofo, anche se la sua opera ha toccato diversi campi: dal romanzo a trattati filosofici veri e propri, da libri pedagogicial diario di viaggio, da testi di analisi storica ad una vastissima quantità di lettere.

Il suo primo scritto risale al 1787: si tratta di Thoughts on the education of daughters (Pensieri sull’educazione delle figlie). L’autrice aveva osservato attentamente le allieve della scuola che aveva fondato e con il suo libro voleva fornire le proprie idee sull’educazione delle giovani donne che, a suo avviso, non avevano inferiori qualità di apprendimento rispetto agli uomini. Uno dei suoi più celebri aforismi, infatti, cita: “Chi ha reso l’uomo il giudice esclusivo, se la donna condivide con lui il dono della ragione?”.

L’anno seguente, nel 1788, pubblico Mary, a fiction, il suo primo romanzo ricco di elementi autobiografici. Dello stesso anno sono Original stories from real life, un libro di racconti per bambini il cui intento è quello di educare alla morale attraverso gli esempi.

Nel frattempo Mary Wollstonecraft iniziò a redigere e tradurre articoli per la rivista di Joseph Jonhson, l’Analytical Review. Purtroppo non siamo in grado di stabilire quanti siano stati effettivamente gli articoli redatti dalla scrittrice poiché venivano firmati o con semplici iniziali oppure con degli pseudonimi.

Due sono i testi cardine della sua riflessione, quelli che l’hanno portata alla celebrità: si tratta di A vindication of the right of men del 1790 e A vindication of the right of woman del 1792.

Quest’ultima opera consacrò la Wollstonecraft alla fama. Vi fu una seconda edizione e il trattato fu tradotto anche in differenti lingue straniere. Probabilmente A vindication of the right of woman è il testo più noto dell’autrice: in esso ella rivendica i diritti delle donne e si schiera conto i pregiudizi che volevano le donne circoscritte esclusivamente nell’ambito domestico.

Tra le citazioni più celebri tratte dal trattato compaiono: “Le donne sono private della capacità di ragionare, come i soldati.” E ancora: “Desidero esortare le donne a impegnarsi per acquisire forza, sia fisica che mentale, e persuaderle che frasi tenere, animi impressionabili, delicatezza di sentimenti e raffinatezza del gusto, sono pressoché sinonimi di debolezza, e coloro che sono semplicemente oggetto di compassione e di quel tipo di amore che è stato definito suo parente, diventeranno presto oggetto di disprezzo.”

Per quest’opera in difesa delle donne, la Wollstonecraft viene considerata la madre del femminismo nel senso moderno del termine.

La vita della Wollstonecraft è stata definita una “revolutionary life”. Stupisce il fatto che ella abbia viaggiato fin dalla sua infanzia con la famiglia attraverso l’Inghilterra e poi, da adulta, per l’Europa in luoghi che non possono essere definiti “canonici”. Infatti il suo primo viaggio vede come meta il Portogallo: qui la scrittrice soggiorna in una Lisbona ancora colma delle macerie del terremoto del 1755.

Rientrata in madrepatria, divenne governante dei figli di una famiglia irlandese di proprietari terrieri e dovette trasferirsi in Irlanda a Dublino.

In seguito insieme all’amico Joseph Jonhson e al celeberrimo pittore Heinrich Füssli organizzò un viaggio nella Parigi della Rivoluzione Francese, tutti e tre spinti dalla curiosità di vedere in prima persona cosa stava sconvolgendo la Francia. L’alloggio della Wollstonecraft si trovava non lontano dalla prigione del re Luigi XVI, che fu poi ghigliottinato nel gennaio 1793. Proprio da una delle finestre della sua abitazione ella poté osservare il passaggio del re condotto a processo.

Nel 1795 la Wollstonecraft intraprende il più grande viaggio della sua vita in Scandinavia attraverso la Svezia, la Norvegia e la Danimarca per amore dell’americano Gilbert Imlay, dal quale ebbe la prima figlia, Frances. La raccolta delle lettere scritte al suo amato (Letters written during a short residence in Sweden, Norway and Denmark) è edita in Italia solo dal 2007. Ma una volta tornata a Londra, scoprì che Imlay nel frattempo si era sposato con un’altra donna.

Nonostante fosse stata sempre contraria al matrimonio, che aveva per lei l’aspetto di una “prostituzione legale”, si sposò in seguito col filosofo inglese William Godwin per riparare ad una improvvisa gravidanza.

Mary Wollstonecraft morì il 10 settembe 1797 dopo aver dato alla luce quella che sarebbe diventata Mary Shelley, autrice di Frankenstein.

Poco dopo la morte della moglie, Godwin scrisse la più bella biografia che sia mai stata redatta sulla Wollstonecraft: Memories of the author of a Vindication of the rights of woman.

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