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Abercrombie accusata di discriminare le persone sovrappeso: "Da noi solo ragazzi fighi"

Da Abercrombie al bodyshaming da parte di Dani Mathers, la modella 30enne di Playboy: ora rischia 3 mesi di prigione e 1000 dollari di multa.
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È polemica per Abercrombie&Fitch, il famoso marchio di abbigliamento, a causa della sua filosofia aziendale sulle taglie dei capi, in particolare di quelli da donna.

Il marchio americano non prevede taglie superiori alla Medium per le donne e propone negli store taglie più grandi  solo per gli uomini, che si presuppone abbiano un fisico muscoloso. La scelta è la strategia di Mike Jeffries, presidente e amministratore delegato del brand dal 1992, che non desidera vedere persone in carne nei suoi negozi e soprattutto non vuole vederli indossare i capi firmati dalla sua azienda.

Robin Lewisnel libro “The New Rules of Retail” rivela alcuni scottanti particolari riguardanti il capo di Abercrombie: “Mike Jeffries vuole vedere solo persone magre e belle nei suoi negozi […] Coloro che indossano la sua moda devono sentirsi come se appartenessero ai “ragazzi fighi””

Già in passato il marketing dell’azienda era stato criticato e considerato discriminatorio, ma lo stesso proprietario aveva spiegato in un’intervista che il marchio doveva rivolgersi solo ai ragazzi “fighi” e per essere “fighi” era necessario non avere chili in più.

“In ogni scuola ci sono i ragazzi fighi e popolari, e poi ci sono i bambini non così “cool”. E, dovendo essere sinceri, noi ci occupiamo dei ragazzi fighi, quei ragazzi attraenti che hanno un certo tipo di atteggiamento e con un sacco di amici. Molte persone, semplicemente, non entrano nei nostri vestiti e non ci entreranno mai. Escludiamo della gente? Certamente».

Boicottare. 

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