logo
Stai leggendo: Essere metrosexual non ha a che fare con la sessualità: cosa significa?

Essere metrosexual non ha a che fare con la sessualità: cosa significa?

I metrosexual si amano, ma questo non può essere inteso come un orientamento sessuale. Ecco in cosa consiste il fenomeno e come nasce il termine.
Metrosexual

Ci sono parole di origine straniera che fanno capolino nella nostra quotidianità. A volte non le comprendiamo, oppure pensiamo di comprenderle ma ci sbagliamo di grosso. Una di queste è metrosexual, che per via della desinenza -sexual ci induce a pensare che sia un concetto legato a un innato orientamento sessuale – come per l’omosessualità per esempio. Essere metrosessuali è un’attitudine, un modo di essere e non una moda – sebbene qualcuno potrebbe intenderlo – ma non ha nulla a che vedere con la persona che si ama.

Metrosexual, significato e definizione

Metrosexual
Fonte: Instagram @ davidbeckham

Metrosexual – in italiano anche metrosessuale – è una parola composta dall’unione tra «metropolitan» ed «heterosexual». Il termine fu coniato dal giornalista Mark Simpson che sull’Independent il 15 novembre 1994 ne tracciava anche una definizione di massima:

L’uomo metrosessuale, l’uomo giovane e single con un alto reddito a disposizione, che vive o lavora in una città (perché è dove ci sono i negozi migliori), è forse il più promettente mercato dei consumi del decennio. Negli anni ’80 lo si poteva trovare solo nelle riviste di moda come Gq. Negli anni ’90, è dappertutto e sta andando a fare shopping.

Nei primi anni 2000 il giornalista è comunque tornato sul termine, aggiungendo dei dettagli alla sua definizione e anche che il modello di riferimento era il calciatore e marito dell’ex Posh Spice David Beckham:

Il metrosexual tipico è un giovane uomo con soldi da spendere, che vive o raggiunge una metropoli – perché è dove ci sono i migliori negozi, club, palestre e acconciatori. Potrebbe essere ufficialmente gay, etero o bisessuale, ma è completamente senza importanza, perché ha chiaramente scelto se stesso come oggetto d’amore e piacere al posto della sua preferenza sessuale.

Metrosexual, chi indica

Il termine quindi indica un uomo lontano dagli stereotipi della virilità e che vive o frequenta un un’area metropolitana. Il metrosessuale cura il suo corpo in vario modo, frequenta le spa e le palestre, va a farsi fare massaggi frequentemente, utilizza prodotti per il viso e anti-invecchiamento. Con il tempo però anche il metrosessuale è andato a costituire uno stereotipo – tanto più che può essere anche gay o bisessuale, dato che il termine non ha nulla a che fare con la sessualità nonostante l’assonanza, ma ha a che fare con lo stile di vita descritto. C’è chi associa al metrosessuale una personalità narcisistica. Anzi, lo stesso Simpson, citando Freud, scrive nel suo libro Male Impersonators:

Una persona può amare: in base al tipo di narcisismo:

  • ciò che che è lui stesso,
  • ciò che un tempo era,
  • ciò che vorrebbe essere,
  • qualcuno che un tempo era parte di lui stesso.

Metrosessuale viene utilizzato anche per indicare le donne: a volte è stato usato in senso lato nella cultura pop – e ora vedremo come – per definire delle donne che siano lontane dallo stereotipo di femminilità. Questo riguarda in particolare le lesbiche butch – cioè le donne omosessuali che hanno un aspetto mascolino e nello slang urbano si oppongono alle lesbiche lipstick, che invece sono molto femminili nel loro aspetto.

Metrosexual nella cultura pop

Metrosexual
Fonte: American Psycho

Quando The L World andò in onda, per quanto riguarda le donne si parlò di «centometriste» – anche se indubbiamente la serie aveva un significato più profondo e non basato esclusivamente sulle apparenze che l’essere metrosessuale suggerisce. Centometriste è un modo di dire insolito ma è probabilmente legato al concetto stesso di metrosessuale – ma metrosexual non compare nello script originale dell’11esimo episodio della seconda stagione, quando se ne parla per la prima volta.

Metrosessuale si definisce ad esempio Raji, l’astrofisico di origine indiana in The Big Bang Theory, che a seguito delle continue allusioni relative al fatto che possa essere omosessuale, ribadisce di essere metrosexual, spiegando, alla richiesta del significato da parte degli amici, di amare tanto le donne quanto le creme per il corpo.

Il metrosessuale archetipico però lo dobbiamo allo scrittore Bret Easton Ellis e al suo personaggio di Patrick Bateman in American Psycho: il serial killer del romanzo è un uomo colto e curatissimo, che ama i bei vestiti e si concentra su di sé attraverso creme ed esercizi. E ovviamente vive a New York, a Manhattan per la precisione. Per la verità, la fiction statunitense associa spesso il carattere dello psicopatico al metrosessuale: un esempio su tutti Dandy Mott in American Horror Story: Freakshow.

Rating: 5.0/5. Su un totale di 1 voto.
Attendere prego...