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Galleria: L’ex baby attrice di Matilda 6 mitica: “Non sessualizzate i bambini di Stranger Things”

L'ex baby attrice di Matilda 6 mitica: "Non sessualizzate i bambini di Stranger Things"

Mara Wilson, ex attrice bambina di "Matilda 6 mitica" e "Mrs Doubtfire", ha raccontato in un articolo la sua esperienza a Hollywood, che l'ha portata a cambiare completamente vita. E ha detto di sentirsi a disagio per i commenti del web sui piccoli protagonisti di "Stranger Things", la serie TV del momento

Sono i protagonisti di Stranger Things, la serie televisiva del momento, e insieme formano il gruppo di giovani attori più amati dai tempi dei Goonies. Nelle ultime settimane, da quando la seconda stagione è approdata su Netflix, li abbiamo visti a serate mondane, premiazioni, eventi speciali e sulle copertine di riviste patinate. Ma siamo sicuri che una simile presenza mediatica non li esponga a nessun rischio? A dire la sua sull’argomento ci ha pensato Mara Wilson, ex baby star del film Matilda 6 mitica, ma anche di altri blockbuster come Mrs Doubtfire e Miracolo sulla 34esima strada.

Nata in California, la Wilson ha debuttato nel cinema a soli quattro anni, facendosi notare per il suo caschetto castano, gli occhi vispi e il sorriso contagioso. Oggi ha trent’anni e sembra essersi lasciata definitivamente alle spalle la carriera hollywoodiana: ha preferito laurearsi in una scuola d’arte a New York, diventare scrittrice e, solo di recente, tornare a partecipare a produzioni indipendenti. Ormai è lontana da quel mondo di luci e ombre che ha tentato di inghiottire anche lei, come molti altri piccoli attori, ma vuole proteggere i bambini che ora stanno vivendo la sua stessa situazione.

In un recente articolo realizzato per l’edizione americana della rivista Elle, Mara ha infatti chiesto al pubblico di non sessualizzare i protagonisti di Stranger Things, come era accaduto a lei ai tempi del suo prematuro successo cinematografico. Ad attirare la sua attenzione sono stati soprattutto i commenti del web sulla star indiscussa della serie, Millie Bobby Brown, che interpreta Eleven.

“Non ero preoccupata per lei. Almeno non all’inizio. È nella mia natura preoccuparmi per gli attori bambini, tanto che mia sorella minore mi chiama spesso ‘sorella maggiore di tutti’. […] Poi Millie Bobby Brown ha compiuto 13 anni. La scorsa settimana ho visto una sua foto su Twitter, vestita per una première. Ho pensato che sembrasse un’adolescente. La didascalia della foto, però, diceva: ‘è diventata adulta davanti ai nostri occhi’. Ed era stata twittata da un uomo adulto.”

La Wilson ha raccontato di essersi sentita disgustata, leggendo quelle parole. Anzi, furiosa. Perché una tredicenne non è ancora un’adulta, anche se gioca a vestirsi da donna. Un po’ come era accaduto per il raggiungimento della maggiore età di Emma Watson, atteso e festeggiato sul web da orde di maschi di ogni età, come se fosse qualcosa su cui fantasticare. C’è una sorta di feticismo riguardo all’innocenza fanciullesca, dice l’ex attrice bambina, ma soprattutto riguardo alla perdita dell’innocenza. E Hollywood lo sa benissimo.

“A scuola nessun ragazzo mi considerava, a parte quando mi volevano fare uno scherzo, mettendomi un cartello sulla schiena. Ma c’era qualcosa che gli uomini adulti volevano da me: la mia giovinezza”.

Mara Wilson racconta di aver avuto un’infanzia piuttosto serena, ma di essersi scontrata con la dura realtà al raggiungimento della pubertà. La stessa fase che stanno attraversando i giovani attori di Stranger Things. Improvvisamente gli estranei sembravano sentirsi in diritto di commentare i cambiamenti del suo corpo, visto che era un’attrice famosa. Potevano dirle che era brutta o che era carina. Parlare dei suoi piedi sui forum per feticisti. Usare il suo volto per creare immagini pornografiche. C’erano uomini adulti che la aspettavano per chiederle l’autografo. Qualcuno è arrivato addirittura a scriverle delle lettere chiedendole di mandargli l’impronta delle sue labbra su un cartoncino. È stato in quel momento che ha capito di non sentirsi protetta come aveva sempre creduto.

“Crescendo sui set cinematografici, mi sono quasi sempre sentita al sicuro. Sì, ho ascoltato produttori e attori famosi fare commenti inappropriati su membri della troupe o colleghi meno famosi. Ho sentito storie su adulti che commentavano i corpi dei bambini, li toccavano o addirittura li perseguitavano. Ma per me sono sempre state solo storie. Non ho mai percepito quel senso di disgusto che ho provato solo da ragazzina, aprendo la lettera di un uomo adulto un po’ strambo o quando leggevo i commenti sui siti dei miei fan. O, da adulta, leggendo quel tweet su Millie Bobby Brown”.

Un tredicenne non è in grado di gestire davvero i commenti dei social media o le molestie dei predatori, anche se ha alle spalle una famiglia presente o un bravo agente. Troppo facile dare la colpa ai genitori che hanno autorizzato il figlio a intraprendere una carriera sotto i riflettori: nessuno può proteggere un bambino o un adolescente 24 ore su 24, che sia uno degli attori di Stranger Things o un ragazzino qualsiasi. Ecco perché dovrebbero essere gli adulti a comportarsi come tali. Anche quando scrivono un commento apparentemente banale sotto a una foto, pensando sia un’insignificante goccia nel mare magnum del web.

“I media sono democratici: nei social e nei commenti web tutti possono scrivere quello che vogliono su chiunque, e c’è una buona possibilità che la gente li legga. Tutti noi facciamo parte dei media, ma non so se ancora ce ne siamo resi conto sul serio o se abbiamo compreso la terribile responsabilità che grava sulle nostre spalle”.

L’ex baby attrice di Matilda 6 mitica: “Non sessualizzate i bambini di Stranger Things”

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