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L'amore non è mai violento!

D'amore non si muore, perché l'amore, anche quando ferito, non uccide.25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
La campagna dell'artista Saint Hoax
La campagna dell’artista Saint Hoax

Da una parte c’è un problema di educazione sentimentale duplice: quella degli uomini che ritengono che amore sia possedere una donna e disporne, anche fino alla morte, e quella delle donne che, a loro volta, riescono a credere che la violenza di questi uomini sia amore, fino all’illusione distorta del “troppo amore” con il corredo di “cambierà, mi ha promesso che non lo farà mai più, io saprò insegnargli ad amarmi in modo diverso”.

Perché, parliamoci chiaro, la maggior parte delle volte, in caso di violenza sulle donne, il non-uomo ha le chiavi di casa e spesso è colui che dice di amarti.

Dall’altra c’è un problema culturale, cui partecipano i media che, mentre un tempo insegnavano l’italiano, oggi lo tradiscono in nome di un sensazionalismo che sostiene la perversione del “troppo amore” e deformano la realtà a favore di un romanticismo bieco in cui i delitti o la violenza vengono nobilitati dall’aggettivo “passionale”.

La verità, come spesso accade, è cosa molto più semplice.

L’amore è un’altra cosa!

Un delitto non è mai passionale. È efferato, spregevole, vigliacco. Passionale o d’amore mai!

E di troppo amore non si muore. Anzi, il troppo amore non esiste proprio. L’amore può essere grande, assoluto, e allora riempie e completa chi lo prova e chi lo riceve.
L’amore si prende cura dell’altro e della sua felicità, fino ad arrivare al sacrificio estremo di lasciarlo andare, di dargli la sua libertà, di rinunciare all’altra persona.

Il resto è possesso ed egoismo.

Roba da Donne agli uomini

Roba da Donne per la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne
Roba da Donne per la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne

Esistono uomini piccoli e uomini degni di questo nome.
Non ci sono alibi: un uomo degno di questo nome non farà mai del male a una donna.
Chi lo fa è un essere vile, codardo, inetto.

Ecco perché, nella giornata mondiale contro la violenza sulla donne, Roba da Donne vuole dire agli uomini:

Anche se non ti ama più
Anche se ti ha tradito con un altro.
Anche se ti ha lasciato.
Anche se ti ha provocato.
Anche se ti ha illuso.
Anche se è una stronza.
Anche se ti ha mancato di rispetto.
Anche se… NO!

Non esistono se e non esistono ma.
Nulla giustifica la violenza, i pugni, le botte, l’omicidio. Di sicuro non può farlo l’amore.

Roba da Donne a tutte le donne

E noi donne? Come possiamo pensare che qualcuno ci ami se non siamo noi le prime a farlo?
Basta omertà! La violenza va denunciata. Sempre. Foss’anche la prima volta che capita. Non sarà l’ultima.

Nessuna di noi insegnerebbe a un bambino che picchiare le donne va bene o, addirittura, che può essere sinonimo di amore. Eppure, se taciamo la violenza o, addirittura, la giustifichiamo stiamo passando indirettamente questo messaggio

E no, la colpa non è nostra: anche quando la gonna che indossavamo era corta, anche se all’inizio lo abbiamo provocato, persino se lo abbiamo ferito in qualche modo.

Noi di Roba da Donne, nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne…

Rivendichiamo il diritto di ogni donna di vestire in qualsiasi modo, anche volgare o provocatorio, senza che questo autorizzi un uomo ad andare oltre il limite da noi consentito;

Rivendichiamo il nostro diritto di amare un solo uomo per una vita intera o tanti, in una sola notte, senza che il giudizio o l’indignazione possano mai trasformarsi in violenza;

Rivendichiamo il diritto di ogni donna di lasciare il proprio uomo, sia esso marito, fidanzato, amante senza che questi decida che lei è un suo possesso da difendere a ogni costo;

Rivendichiamo addirittura la libertà – per quanto vile – di tradirlo o mancargli di rispetto, come a volte purtroppo succede nei rapporti umani, senza che questo giustifichi da parte dell’uomo la violenza, lo stupro, l’omicidio;

Rivendichiamo il nostro diritto di amare, sbagliare, scegliere la nostra strada e… essere donne – non peggiori e, contrariamente a certa retorica facile, neppure migliori dei nostri uomini -, semplicemente donne!

E come tali pretendiamo di essere rispettate, fisicamente e psicologicamente.