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La giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Una giornata per riflettere. Per impedire ad un universo maschile retrogrado (con le dovute eccezioni) di farci rimanere sempre "dietro". Stop al femminicidio. Stop alle violenze.
Oggi 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Una violenza che ha diverse forme. Si infiltra nella nostra vita e la crediamo normale. Certe volte è pure rassicurante. Ancora più spaventoso.

Si sa che, ovviamente, questa giornata non basterà per far smettere un massacro inutile e insensato. Che viene prima di tutto. Togliere la vita a un qualunque essere umano è grave, ma toglierla ad una donna in quanto tale e per motivi poco rilevanti significa dittatura. Dittatura del maschio, IO comando, TU donna non puoi pensare di considerarti altro all’infuori di me. Dietro ogni uomo sta una donna. Devi rimanerci.

Però invita a riflettere. Ormai, dati alla mano e stando alla frequenza spaventosa con cui la donna viene pressochè eliminata, si sa che il problema è grave, è serio e non può essere continuamente ignorato. Se n’è parlato fino alla nausea ed è giusto così. Stalking, violenza sessuale, psicologica, discriminazioni, disoccupazione galoppante. Tutto, tutto ci dice che la strada è lunga. Non possiamo considerarci fortunate e credere che sia tutto a posto solo perchè viviamo in un paese occidentale (che poi il concetto è relativo pure qui) e quindi siamo relativamente libere di vivere la nostra vita. Non siamo ancora libere. Certi pregiudizi esistono e resistono. Da chi si permette di fischiare una ragazza per strada o chi fa la battuta maschilista. Dobbiamo sempre pensare a chi è più sfortunata di noi, chi non può neppure immaginarsi di uscire solo in terrazzo perchè potrebbe scatenare le ire di un uomo, di chi si sogna un fermaglio per i capelli perchè ha un marito troppo geloso. La violenza sulle donne è internazionale: tutti i paesi sono popolati dallo stesso pensiero. Gli uomini che odiano le donne, o semplicemente non le considerano, ci sono in tutte le culture anche se qui pare che il fenomeno sia più contenuto. Dico pare, perchè un paese abitato da uomini (e da donne stesse) che vedono in una gravidanza un calo di produttività e che sostengono ancora che la donna “dovrebbe stare a casa a far figli” , oppure che “ma del resto se l’è cercata” si può considerare comunque violento. Anche questa è violenza. Sommata al femminicidio.

Riflettete. Basta rivalità tra di noi, perchè azzuffarsi per un uomo? Perchè parlarsi male a vicenda? Perchè alimentare un mondo che è già pregno di male?

Noi donne generiamo la vita. La vita: nome comune di cosa, femminile singolare.

Noi non siamo singolari, siamo uniche. E non vogliamo permettere alla dittatura maschile di costringerci a rimanere dietro le quinte. Dobbiamo cambiare gli stereotipi, crescere uomini capaci di amare le donne, prendere il mondo e renderlo migliore. Insieme, e solo insieme possiamo impedire ulteriori massacri.

Perchè il mondo, alla fine, appartiene a noi, che siamo un po’ come Madre Natura. E a tutti gli uomini che hanno capito come siamo. L’essenza del mondo è al femminile. E spetta a noi cambiare la situazione.