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Pillole di storia della moda: Trench, mon amour!

Da quasi mezzo secolo il trench è entrato nell'Olimpo della moda come uno dei capi cult di tutti i tempi. Oggi parliamo della sua storia dalla trincea alla passerella e vi diamo qualche consiglio per scegliere il vostro!

Il più enigmatico era quello di Humphrey Bogart in “Il mistero del Falco”, il più romantico quello di Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany, il più grintoso quello fuxia firmato Sorelle Fontana e indossato da Ava Gardner nel film “La Contessa Scalza”. Stiamo parlando del celeberrimo trench-coat (= cappotto da trincea), così chiamato perchè, a partire dai primi anni del XX secolo era in dotazione alle alte cariche dell’esercito inglese, e fu ampiamente utilizzato durante il primo conflitto mondiale combattuto quasi esclusivamente in trincea. 

Nel 1901, il ministero della guerra inglese commissionò a Thomas Burberry un modello di cappotto militare che riparasse dalla pioggia e dalle intemperie. Burberry lo fabbricò con un tessuto completamente nuovo che lui stesso aveva brevettato: il gabardine, composto da una trama a fili talmente stretti, che impedivano all’acqua di oltrepassare, ed era rivestito da un materiale segreto che ne garantiva l’impermeabilità e che rimarrà sempre uno dei “misteri” del marchio. Il design esigeva praticità e funzionalità studiata al minimo dettaglio ed applicabile all’ambito militare: doppiopetto, spalline, sottogola, cintura regolata da una fibbia, mantella più corta sulle spalle, tasche multiple anche interne, cinturini attorno alle maniche, grossi bottoni e naturalmente la fodera dal motivo tartan scozzese che ancora oggi costituisce l’emblema della maison Burberry e del British-style. Nell’immediato dopoguerra e nei successivi anni ’20 il trench divenne di uso comune, dal momento che era più economico di un cappotto. Ma la sua definitiva entrata nell’Olimpo della moda è segnata dal suo impiego nel cinema. Oltre a Burberry e Aquascutum, che per anni si sono contese la paternità dell’impermeabile più famoso di sempre, molti altri stilisti lo hanno reinterpretato: Yves Saint Laurent, nel 1965 lancia la sua versione tutta al femminile di questo capospalla, anni dopo Jean Paul Gaultier ne stravolge i canoni stilistici, giocando su linee, stampe e lunghezze. Valentino aggiunge pizzi, rouches, passamaneria e fiocchi. Quest’anno, la stilista Yayoi Kusama in collaborazione con Louis Vuitton, ha proposto la sua personalissima versione del capo, tutta tempestata di pois. Da quasi un decennio, il trench è approdato da Zara, H&M, Stradivarius e nelle collezioni delle altre catene low cost dove lo si può trovare facilmente in ogni momento dell’anno.

Ma come individuare il trench giusto per noi? Occorre tenere presente che la classica versione femminile del trench arriva sotto il ginocchio e quasi al polpaccio, tuttavia questa versione sta particolarmente bene solo alle donne alte, per le bassine è più indicata la versione corta, quella che arriva a metà coscia, perchè slancia la figura e non ingolfa. Se state acquistando il vostro primo trench, vi suggeriamo di optare per il colore classico: il khaki. Se invece lo avete già nell’armadio, potete scegliere il nero, il blu e perchè no? Anche altri colori più inusuali. Un ultimo tocco di stile: potrete trasformate il vostro trench in un capo da gran sera sostituendo la cintura con un foulard super colorato ocon una fusciacca arricciata.