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I pro e contro all'apertura di Starbucks nella patria del caffè espresso.

“Starbucks arriva in Italia. Prossime aperture a Milano, Venezia, Roma, Napoli”. Qualche mese fa si è diffusa la notizia che la catena di caffetterie più celebre al mondo era in procinto di sbarcare anche in Italia, ma era solo una bufala che ha deluso molti fan in attesa. Voi cosa ne pensate?

Starbucks ha ormai colonizzato tutto, ma proprio tutto il mondo con una presenza capillare dei suoi punti vendita in tutti e 5 i continenti.

C’è un paese però che sta resistendo alla conquista con tutte le sue forze e indovinate un po’ di quale paese stiamo parlando? Il nostro bel paese che oltre alla pizza, al mandolino e alla mafia (stupidi stereotipi e luoghi comuni ormai duri a morire) è anche la patria del caffè e in particolare del caffè espresso.

Cerchiamo di capire il perchè di tutta qesta resistenza. Il motivo è facilmente intuibile: per un  italiano quel bibitone di caffè annacquato o “acquetta marroncina” (cito mia mamma) non è vero caffè. Per non parlare dell’improponibile idea di bere il caffè in un bicchiere di plastica o carta e addirittura di berselo mentre si cammina, guida o si fa qualcosa! Eresia! Per noi italiani il caffè è un momento magico e rituale, quindi dobbiamo essere fermi per godercelo, per gustarci quella tazzina ancora calda e sentire in bocca il sapore di ogni singolo chicco… che poi la vita frenetica di tutti i giorni ci abbia ormai ridotti ad “afferrare la tazzina, versare il contenuto nella bocca, ingoiarlo, riporre la tazzina e correre al lavoro/all’università” è un altro discorso!
Io personalmente adoro Starbucks e i suoi prodotti non si limitano al solo caffè. Va precisato che io stessa mi considero un’italiana atipica perchè è vero sì che amo il caffè, ma a me l’espresso non piace e non tollero quel sapore che ti rimane in bocca per ore. Preferisco alla tazzina di ceramica con un dito di caffè ristretto, il bicchierone di caffè all’americana magari con una goccia di latte per renderlo milky. È buonissimo, te lo puoi gustare anche per 20 minuti senza che si raffreddi, puoi portartelo in giro  e ti riscalda se sei in giro per strada ed è pieno inverno! Il caffè di Starbucks è effettivamente un po’ più costoso ma ogni tanto me lo concedo! E quando vado all’estero, lo cerco appositamente ma non perchè sia posh o perchè, come fanno tanti italiani, devo andare sul sicuro.

Da Starbucks ti compri tutto il pacchetto: l’atmosfera di tranquillità e pace che ti regala, con gente che chiacchiera sotto voce, musica rilassante di sottofondo e quell’odore straordinariamento inteso che inebria la mente… profumo di caffè, latte, vaniglia, caramello e molto altro… C’è persino gente che ci va a studiare per ore anche perchè c’è free wifi!
Sono però anche convinta che se Starbucks arrivasse in Italia i nostri bar tipici, e di conseguenza l’economia locale, ne risentirebbero in negativo. Orde di persone a cui non piace il caffè espresso (io in primis), piuttosto che tutte le giovani generazioni che amano e aspettano l’arrivo di Starbucks in Italia, senza contare tutti gli stranieri e i turisti che visitano l’Italia, si auto-dirotterebbero in uno dei punti vendita. E visto che già la situazione in Italia non è rosea forse sarebbe meglio evitare. E poi ormai in un mondo dove tutto è uguale persino i negozi, i ristoranti, i luoghi di ritrovo… credo che sia straordinario che l’Italia conservi ancora un pizzico di unicità anche attraverso questo -forse insignificante- dettaglio.

L’Italia è davvero un paese unico…purtroppo o per fortuna!
Tra l’altro, sapevate che il papà di Starbucks decise di avviare questo progetto di successo, dopo un viaggio nella nostra penisola?