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Sei un adolescente degli anni Novanta o degli "anni Zero" se... Generazioni a confronto

Rullino o selfie, musicassette (sempre con il nastro fuori) e walkman o Spotify, Take That o One Direction, Beverly Hills o Twilight: ecco una carrellata nostalgica, ma non troppo, su come eravamo e come sono gli adolescenti oggi. Diversi e, forse, con la convinzione, ognuno, di appartenere alla generazione migliore. Ma forse meno di quanto entrambi pensiamo... ché, in fondo, gli struggimenti, i turbamenti e i timori di quell'età restano gli stessi.
Fonte: Web
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Non ci sono più i giovani di una volta. E lo credo bene: saranno tutti cresciuti, maturati, ammogliati e pure figliati. Già da questa nostra interpretazione dell’adagio popolare possiamo comprendere come qui in redazione non pensiamo affatto che gli adolescenti degli anni ’80 e ’90 fossero migliori di quelli di oggi o viceversa. Ogni generazione è figlia – e specchio – del suo tempo, semplicemente. E i tempi, quelli sì, cambiano eccome, regalando agli adolescenti (e agli adulti) nuovi strumenti e tecnologie che apportano inevitabili modifiche ai comportamenti sociali.

Quindi ok a un po’ di nostalgia, ci sta e non guasta mai. Ma nessun giudizio. O quasi! Pronte a vedere se vi ritrovate nelle differenze tra gli adolescenti degli anni Ottanta e Novanta e quelli di oggi?

1. Telefono fisso VS Smartphone

Fonte: Web
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Come dimenticarli… I bigliettini con i numeri dei ragazzi appuntati con calligrafia tremolante. E i numeri di telefono delle amiche consultati sulla rubrica coi cuoricini mandati a memoria a forza di ripeterli girando la rotella o schiacciando più volte al giorno gli stessi tasti. E come dimenticare l’ansia da chiamata e quello scoglio insuperabile detto “madre”?

Oggi non sappiamo nemmeno le prime tre cifre del numero del nostro ragazzo. Idem gli adolescenti: ci si conosce, si memorizza in un amen il numero sullo smartphone e… et voilà, il gioco è fatto. Non c’è nemmeno bisogno di parlare, volendo: tra Facebook, WhatsApp e diavolerie varie, l’ansia si placa (basta non fissare compulsivamente l’ora dell’ultimo accesso). Che siano più sereni, questi ragazzi di oggi?

 

 

2. Lady Oscar versus Dragons

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Oh lady, lady, lady Oscar, tutti fanno festa quando passi tu… Indimenticabile, uno dei cartoni animati più amati da generazioni di maschietti e femminucce, avvinti dalle avventure di un personaggio dalle fattezze di avvenente fanciulla e nome (ed atteggiamenti) da uomo.

Poi sono arrivati i Pokemon, già mediamente incomprensibili per noi, sino alle serie animate in voga di questi tempi che di Pikachu e c. sono un po’ le eredi: Dragons, per esempio, decine e decine di draghi, ciascuno con una diversa abilità.

Eravamo bravissime a ricordare i numeri di telefono, ma con i poteri dei draghi e dei Pokemon perderemmo in partenza.

 

3. Musicassette autoregistrate VS Spotify

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Qualsiasi cosa stessimo facendo, nelle nostre radio (rigorosamente con doppio spazio cassetta per poter duplicare i nastri prestati dagli amici) era sempre inserita una musicassetta vuota. E noi, come falchi, eravamo pronte a premere Rec alle prime note del singolone del momento, immancabilmente introdotto e tagliato dalla voce dello speaker. Compilation infarcite di canzoni mai ascoltate per intero che imparavamo a memoria comprensive di E ora vi lasciamo con l’ultimo successo dei Duran Duran…. Un minuto di silenzio per tutte le cassette che non siamo riuscite a rianimare nonostante l’impegno con matita e dito per riavvolgere il nastro birichino che non ne voleva sapere di stare al suo posto.

Se volevamo portarcela in giro, la nostra musica, dovevamo munirci di uno degli oggetti anni ’80 e ’90 che non esistono più, il walkman – o, successivamente, lettori cd portatili -: pesante, enorme e soprattutto costoso. Oggi è sufficiente, manco a dirlo, avere uno smartphone e un paio di auricolari. E tutta la discografia mondiale è pronta a rimbombare nelle nostre orecchie. Primo perché possiamo comodamente salvare le canzoni del cuore nella sezione musica. Secondo perché invenzioni come Spotify hanno rivoluzionato la musica: tutta lì, pronta da ascoltare, basta solo scegliere. E, volendo, è pure gratis.

4. Beverly Hills 90210 VS Braccialetti Rossi

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I test di Cioè di quei tempi erano tutti più o meno sul tono Dylan o Brandon? Scopri la tua personalità attraverso il tuo personaggio di Beverly Hills 90210 preferito. Non vi dico le guerre a scuola per decretare se fosse più attraente l’uno o l’altro e se Brandon dovesse stare con Kelly e Dylan con Brenda e David con Donna… Sì che erano problemi, quelli!!!

Quanto a serie tv, oggi, non c’è che l’imbarazzo della scelta: c’è Sky, c’è lo streaming, c’è YouTube… Una che sta andando per la maggiore tra i ragazzi del 2015 è Braccialetti Rossi. Non so se a noi sarebbe piaciuta: di certo è molto diversa dai telefilm che eravamo solite guardare. La storia narra di un gruppo di ragazzi ricoverati in ospedale per diverse patologie, talvolta molto gravi. E che formano una sorta di club distino dal possesso del braccialetto rosso. Da cui il nome della serie.

5. Mille rullini (incompiuti) VS i selfie

Fonte: Web
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Forza, tutti in posa e… cheese! Potevamo riscattare la stessa foto decine di volte (“Io avevo gli occhi chiusi”, “Ma mi stavo grattando il naso!”, “Ero voltata!”) ma sino al verdetto del ritiro dal fotografo non c’era verso di conoscere l’esito finale del capolavoro. A patto di raggiungere le 36 pose, chiaro. Un altro minuto di silenzio per tutti i rullini che sono rimasti incompiuti.

Riguardando quelle foto, nel 90% dei casi sembriamo tutti (e tutte) dei simpatici cessi a pedali, mi si passi il francesismo. Oggi, dopo le digitali che già ti consentivano di dare una controllatina al risultato, sono arrivati gli smartphone, Instagram e millemila applicazioni per rendere le foto, che ormai sono quasi solo selfie, impeccabili. Va da sé che le adolescenti di oggi paiono tutte Belen, anche appena sveglie. O forse, semplicemente, sono davvero più belle.

6. Modem 56K VS fibra ottica e 4G

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Già possedere un computer era una sorta di miracolo. Figuriamoci poi una connessione, “con tutto quello che ci fai spendere di telefono”, gracchiava nostra madre. Quando l’agognato modem 56k arrivava sulla nostra scrivania era come fosse Natale tutti i giorni. Salvo poi inveire contro quel suono indimenticabile che non saprei riprodurre e la lentezza bradipica per qualsiasi cosa. Scaricare una canzone? Fuori discussione. Senza contare che nostra madre doveva sempre – sempre – fare la telefonata della vita proprio mentre noi iniziavamo a chattare con il nostro ragazzo.

Oggi internet è ovunque, persino gratis nelle piazze e nei bar. E i pc, per chi non ha bisogno di nulla di eclatante, costano poco più del bagnoschiuma. Idem le connessioni, ormai tutte a prezzo bloccato e funzionanti anche in assenza del telefono fisso. Un gran bel vantaggio, sì. Che però forse ci ha reso tutti – non solo gli adolescenti – un po’ troppo dipendenti dal web, a scapito della vita all’aria aperta. 

7. Serate al muretto VS gare di playstation

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Ci avevano creato persino una serie tv – evocativamente I ragazzi del muretto sulle modalità di ritrovo degli adolescenti di una ventina (diciamo pure trentina) di anni fa. Ci si vedeva al muretto, vicino al parco o fuori da scuola. E lì si parlava, parlava, parlava… E si flirtava, ci si raccontava e si prendevano in giro i “nemici” del muretto accanto.

Oggi capita spesso di sentire i ragazzi – ma non di rado anche gli adulti – organizzare le proprie serate attorno a tornei di Playstation. Ebbene sì. Pare che Fifa e Pro Evolution Soccer – nelle loro decine di edizioni – spopolino, ricreando in versione light domestica le gioie e i dolori dei campionati di calcio.

 

 

8. Non è la Rai VS Maria De Filippi

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Tutti i nostri pomeriggi, in barba alle interrogazioni e ai compiti in classe dell’indomani, erano accompagnati dal programma cult inventato da Gianni BoncompagniNon è la Rai. Da Enrica Bonaccorti a Paolo Bonolis ad Ambra Angiolini, non ci perdevamo né un’edizione né una puntata, prendendo ispirazione per i nostri outfit (invero inindossabili quotidianamente) e bruciando d’invidia (anche se non lo ammetteremmo nemmeno sotto tortura) per quelle ragazze tutte shorts e sorrisi.

Oggi la tv sembra essere stata colonizzata da Maria De Filippi. Nel pomeriggio tiene banco con Uomini e Donne, per poi saltare al momento giusto sul carrozzone di Amici, sia in versione pomeridiana che serale. La musica rimane, l’invidia (forse) anche. Ma non è proprio la stessa cosa.

 

9. Ciondoli a ciucciotto VS Tiffany

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Riguardare le nostre foto con addosso catenine da due soldi con appese decine di ciucciotti multicolor dà i brividi, lo so. Ma allora, anche se era la moda, indossarli ci faceva sentire a un tempo trendy e alternative. Poi costavano poco, si trovavano ovunque e, sebbene ne possedessimo centinaia, la caccia al colore mancante non finiva mai.

Le ragazze di oggi sembrano essere rinsavite (beate loro) e, a opinabili ciondoli plasticosi, preferiscono chiccherie Tiffany, originali o no poco importa (ma la versione originale spacca sempre di più). Tanto che potrebbe capitarvi di sentire un’adolescente in un negozio chiedere un abitino color Tiffany. Voi ce l’avevate un ciucciotto tinta Tiffany?

 

 

10. Take That VS One Direction

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Ci sembravano bellissimi, bravissimi, eroici. Non ci perdevamo una loro apparizione in tv, compravamo tutte le cassette originali e persino le compilation, se solo contenevano un mezzo vagito dei Take That. E mettevamo in saccoccia qualsiasi rivista contenesse una loro foto, se era una miniatura non importava affatto, da appiccicare pedissequamente sul muro con lo scotch, per la gioia di nostra madre.

Anni dopo sono arrivati i Tokio Hotel e, più recentemente, gli One Direction, sfornati dalla settima edizione di X Factor britannico. Fanno impazzire le ragazze perché sono bellissimi, bravissimi, eroici. 

Sempre di boy band si parla, e anche le adolescenti degli anni Zero piangono ai concerti, impazziscono per una foto con il loro preferito (certo, loro le fanno con lo smartphone, ma il concetto è il medesimo) e non si perdono nemmeno una chicca di merchandising, per quanto insignificante possa sembrare a noi.

In fondo, mezzi a parte, non siamo così diverse dalle adolescenti e dagli adolescenti di oggi. Siamo solo più sagge. Ma ammettiamolo: anche noi a quell’età non è che si fosse sempre delle volpi, no?