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"Poverty is Sexist", la nuova campagna di One, organizzazione fondata da Bono Vox

La One, organizzazione fondata da Bono Vox, ha lanciato per il 2015 la campagna "Poverty is Sexist", che mette in luce come nascere donna in un Paese povero sia fonte di discriminazione sotto ogni punto di vista. La One, attraverso una petizione, chiede l'intervento dei leader mondiali affinché mettano in atto politiche mirate in grado di sviluppare a pieno il potenziale umano, sociale, economico e politico di ogni donna in tutto il mondo.
Rihanna per One

La povertà è sessista. Ossia “Poverty is Sexist”: si tratta della nuova campagna lanciata dalla One –  organizzazione fondata da Bono Vox degli U2 – che fa leva sull’assunto che nascere donna in uno dei Paesi poveri del mondo significhi ancora essere vittima di discriminazioni su tutti i fronti della propria vita. All’iniziativa di One, che ha lanciato parallelamente una petizione, hanno aderito anche numerose celebrities, tra le quali Beyoncé (nel manifesto in copertina), Lady Gaga, Charlize Theron, Meryl Streep e molte altre.

La One si appella all’intervento dei leader mondiali affinché aiutino donne e ragazze a sviluppare a pieno il loro potenziale. Si parla di donne europee e americane, ma soprattutto di donne nate nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo. La discriminazione non trascura alcun aspetto: è molto frequente che a una donna, rispetto a un uomo, venga negata l’istruzione; le donne non hanno pari diritti al credito o alla terra; in Sierra Leone una donna ha 183 probabilità in più di morire durante il parto rispetto a una sua coetanea in Svizzera.

Fonte: Twitter

La convinzione della One Foundation- che negli anni non è stata esente da critiche per le percentuali di fondi raccolti effettivamente donati ai destinatari dichiarati – è che non sia possibile combattere l’estrema povertà senza combattere preventivamente, o contemporaneamente, la disparità di genere che continua a persistere nel mondo.

One ha inoltre ideato la campagna strengthie, mossa dall’idea di inventare un selfie diverso, contraddistinto dall’hashtag #WithStrongGirls, per esprimere il desiderio di schierarsi dalla parte di donne e ragazze in tutto il mondo. Così è nato lo strengthie (da strength, forza). Moltissime personalità (oltre a tante persone comuni) hanno postato le proprie foto in posizione strengthie: Beyoncé, Malala, Shonda Rhimes, Mary J Blige… E non mancano selfie italiani con l’ex vice ministro Lapo Pistelli, Filippo Civati o Nichi Vendola.

Secondo la One di Bono Vox per donne e ragazze dovrebbero essere messe a punto politiche mirate, che guardino allo sviluppo intelligente, con investimenti nel campo della salute, dell’istruzione, dell’empowerment economico. Solo così sarà possibile valorizzare al meglio il potenziale umano, sociale, politico ed economico di ciascuna donna, con ricadute positive sull’intera società: quando si investe sulle donne, anche gli uomini stanno meglio.

Gli obiettivi raggiungibili attraverso tali politiche sarebbero molti:

  • Ridurre di 100-150 milioni il numero di persone che soffrono la fame rendendo accessibili alle donne che lavorano nell’agricoltura le stesse risorse produttive concesse agli uomini;
  • Garantire la parità di accesso al’istruzione: se tutti gli studenti dei Paesi a basso reddito sapessero leggere, la povertà mondiale estrema potrebbe ridursi del 12%;
  • L’accesso alle cure mediche e ai servizi raccomandati dall’Oms comporterebbe una riduzione delle morti materne del 67% e dei decessi neonatali del 77%.

Il messaggio che la One di Bono Vox intende lanciare, insomma, è chiaro: per risolvere il problema della povertà estrema è necessario iniziare dalla condizione di donne e ragazze.

Il 2015 non è stato scelto a caso come anno di lancio dell’iniziativa. Quest’anno infatti i leader mondiali concorderanno i nuovi obiettivi globali per lo sviluppo, che potrebbero mettere fine alla povertà estrema entro il 2030. Per One questa è un’occasione da cogliere per riorientare lo sviluppo e dare la giusta attenzione al potenziale delle donne di tutto il mondo.

A tal proposito, come accennato, One ha elaborato una petizione. Ecco il testo:

Cari leader mondiali,

Quest’anno possiamo prendere l’impegno di porre fine alla povertà estrema, ma raggiungeremo tale obiettivo solo se sfruttiamo appieno il potenziale di milioni di ragazze e donne. Conto su di voi per creare un vero e proprio cambiamento, dando priorità ai paesi e alle persone che ne hanno più bisogno.