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Il Fallimento del #DontJudgeChallenge: i Belli Offendono i "Veri Brutti" invece di Difenderli

Doveva essere una campagna social per dire no ai bulli che, sul web, criticano e offendono le persone per il loro aspetto fisico. È diventata la campagna (e il palcoscenico molto attento all'estetica) dei belli. I "veri brutti" non hanno aderito e, anzi, hanno contestato i travestimenti irrispettosi e ancora più discriminatori dei coetanei. Insomma, ecco la cronaca del fallimento di un'azione social finita, come spesso accade, in vetrina per esibizionisti.
#DontJudgeChallenge

Ieri era l’#IceBucketChallenge, con le sue docce gelate per sensibilizzare sulla SLA e, come dire, qualche maglietta bianca bagnata di troppo, casualmente senza reggiseno sotto, almeno per i soli scopi sociali, si è vista. Ma almeno il suo – inteso appunto come incremento della raccolta fondi per sconfiggere questa terribile malattia – l’ha fatto.

Oggi è il #DontJudgeChallenge e, posti gli obiettivi nobili di questa nuova sfida social virale, è difficile non constatarne il fallimento nei fatti o, quanto meno, l’azione merita un’insufficienza clamorosa causa “fuori tema”. Giusto per essere magnanimi e restare nel beneficio del dubbio delle buone intenzioni. Diversamente si potrebbe dire che la campagna anti-discriminazione, che doveva rivendicare il diritto dei “brutti” di non essere insultati per il loro aspetto fisico dai bulli, anche sul web, è diventata un’azione discriminatoria che ha ridicolizzato le stesse persone che doveva difendere.

#DontJudgeChallenge

Instagram e YouTube, in particolare, sono i social del #DontJudgeChallenge dove oggi si consuma la polemica. Ma cos’è, per prima cosa, il #DontJudgeChallenge? O, almeno, cosa doveva essere nelle intenzioni originali? Semplicemente una bella campagna social per dire noi ai bulli del web che si sentono in diritto di giudicare gli utenti più brutti per il loro aspetto fisico, con insulti anche pesanti e dando vita, peraltro, a una discriminazione estetica come unico valore di giudizio di una persona.

L’idea è nata a partire dalla polemica montata in rete dopo che la beauty blogger Em Ford ha postato i risultati agghiaccianti di un suo personale esperimento sul canale YouTube MyPaleSkin. In sostanza la blogger ha postato prima una sua foto che la mostra senza trucco, con un’evidente forma di acne adulta, raccogliendo veri e propri insulti dalla Rete che la accusava di essere disgustosa. La stessa Em Ford ha poi pubblicato una sua foto truccata, dove risulta bellissima, che ha suscitato commenti di ben altro genere. Risultato? La YouTuber ha realizzato un video che mostra il suo esperimento, dal titolo You Are Beatiful, in cui si scaglia giustamente contro l’eccessiva importanza data all’aspetto fisico nel giudizio di una persona e invitando gli utenti a commentare con l’hashtag #youlookdisgusting.

#DontJudgeChallenge

Ne è nato quindi un altro hashtag e un’altra iniziativa, il #DontJudgeChallenge appunto. Ma ben presto è diventata una carrellata di bei ragazzi travestiti da brutti, salvo poi mostrarsi in tutto il loro splendore dopo aver messo una mano davanti alla telecamera. Il risultato, al di là delle intenzioni, è stato che, invece di smitizzare il valore dell’estetica, il #DontJudgeChallenge è diventato un modo per ridicolizzare ancora di più i “brutti”, rappresentati dai coetanei belli o bellocci come impacciati, mostruosi e disgustosi a vedersi. Fatto sta che, ovvio, i brutti hanno disertato perché, oltre a non sentirsi rappresentati dalle caricature dei loro compagni, poi non avrebbero avuto la possibilità di mostrarsi splendidi (e quindi di meritare l’apprezzamento del pubblico a suon di like).

Cosa dire? Forse che si è perso di vista l’obiettivo e i “brutti” hanno avuto ragione a insorgere? Perché sì, insomma, la cosa sa un po’ di gioco per ostentare la propria bellezza, in cerca di quei 15 minuti di celebrità che Warhol aveva ben previsto (insieme anche alla loro misera caducità).

Va detto, a onor del vero, che in Italia il giochetto non sembra aver preso piede e, stavolta, c’è da esserne orgogliosi.

Per chi se lo fosse perso, invece, ecco il bel video della beauty blogger Em Ford, You Are Beautiful, contro il bullismo estetico del web.