diredonna network
logo
Stai leggendo: Greta e Vanessa: “Torniamo in Siria e Nessuno Parli di Noi”

Cassidy, violentata a 13 anni suicida a 15: in questa lettera il suo ultimo desiderio

Oroscopo dal 23 febbraio all'1 marzo - Come sopravvivere alle stelle

Violentata a 7 anni dal compagno della madre. Il processo dura 20 e l'accusa cade in prescrizione

Le ceneri dei defunti diventano vinili per dare ancora "voce" ai morti

Tenetevi forte: arriva il sequel di Love Actually

Traffico d'organi: il dramma dei bambini e dei profughi scomparsi nel nulla

25 lettere di (non) amore di uomini violenti alle proprie donne

Niente carcere per il 19enne stupratore. La pena: "Niente sesso fino al matrimonio"

Oroscopo dal 16 al 22 febbraio - Come sopravvivere alle stelle

"Trascurano i figli per accudire i loro 12 cani": giudice toglie i figli a una coppia

Greta e Vanessa: "Torniamo in Siria e Nessuno Parli di Noi"

Greta e Vanessa sono pronte a tornare in Siria e si confessano ai giornalisti de "La Repubblica". "Siamo delle giovani volontarie, non c'è nulla di male!"
(foto: Web)

Greta e Vanessa lasciano senza parole l’opinione pubblica, confermando di voler tornare in Siria.
Non si sentono in colpa, l’unico loro sbaglio è quello di aver fatto spaventare le proprie famiglie.
E anche se lo Stato ha salvato le loro vite, le due ragazze continuano a pensare alla loro avventura e stare in Italia non fa per loro.

Vanessa parla a Repubblica e racconta:

“In questi due mesi è come se mi fossi riparata dentro un guscio: da una parte è stato istinto di autoprotezione. Dall’altra anche un po’ di vergogna”, ma “non come la intendono tutti quelli che ci hanno buttato addosso palate di fango”. La vergogna che intendo è un’altra. È andare in giro e vedere che uno ti guarda in faccia con l’aria di chi pensa: ‘Eccola, adesso è qua. Beata e tranquilla. Ma se non c’era lo Stato che pagava… Se non c’eravamo noi cittadini che pagavamo…’. È una sensazione difficile da spiegare”. Se per vergogna si intende imbarazzo per quello che abbiamo fatto, io non mi vergogno di niente. Anzi, ne vado fiera”.

Vanessa e Greta sono andate in Siria come volontarie con il progetto “Assistenza sanitaria in Siria”.

“Non si va con l’Onu a portare aiuti, non funziona così.”

“Non era il primo viaggio in Siria e non sarà l’ultimo”

“Non abbiamo mai subito abusi né violenze. Né ricevuto direttamente minacce di morte. Siamo state fortunate. Credo ci sia molta differenza tra come vengono trattati gli uomini e le donne”.

“Abbiamo sentito e letto veleni di ogni tipo. Affermazioni fantasiose e offensive. Che avevamo storie coi guerriglieri. Che eravamo in Siria per aiutarli.Ci mancava solo dicessero che combattevamo anche noi. Evidentemente c’è qualcuno al quale il volontariato dà fastidio. Se lo fanno due ragazze giovani, ancora peggio. In quelle terre c’è di tutto: banditi, ricattatori, gente senza scrupoli. Ci hanno rapite come purtroppo hanno fatto con altre persone ma non ci arrendiamo”.