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Neonata Morta a Catania per Malasanità. La mamma Torna a Casa e Non si Dà Pace

Morire di malasanità nel 2015. Com'è possibile tutto questo? La straziante storia di Nicole è una vicenda sulla quale non possiamo chiudere gli occhi.
(foto: Web)
(foto: Web)

Una morte senza senso quella della piccola Nicole, neonata che ha perso la vita a Catania per colpa della malasanità.
A fronte di 12 mila nascite annuali, nella città siciliana, sono solo una trentina i posti nelle unità di terapia intensiva neonatale.
La piccola Nicole è morta senza che la madre avesse il tempo di darle un primo, e tristemente ultimo, saluto.
Ora non c’è più una vita a tre da organizzare, ma un inaspettato funerale e le azioni legali nei confronti degli ospedali pubblici. 14 gli indagati tra i medici della clinica, direttore sanitario, anestesista, pediatra, primari e medici di guardia delle unità di terapia intensiva neonatale.

Un’indagine per capire, come sia possibile, nel 2015, che la piccola Nicole sia morta per una crisi respiratoria.

La Procura di Catania, guidata da Giovanni Salvi, non ha dubbi: in questa vicenda ci sarebbero una serie di concause sulla base dei primi accertamenti e di una preliminare valutazione della documentazione finora acquisita:

“Può ritenersi che la morte della piccola Nicole sia dipesa da una complessa serie di concause, sin dal momento del parto e delle terapie effettuate nelle primissime fasi di vita della bambina. Sono oggetto di accertamento anche le modalità di reazione delle strutture centrali, a partire dal 118, nonché i tempi e le modalità di utilizzo dell’ambulanza e l’adeguatezza del personale e del mezzo rispetto all’emergenza che si prospettava”.

 

(foto: Web)
(foto: Web)

Nel frattempo la mamma, Tania Laura Egitto, è tornata a casa e scrive una lettera pubblica attraverso il suo profilo facebook, dove, fino a pochi giorni fa, aveva scritto e condiviso fotografie per tutta la gravidanza.

“Siamo a casa io e il tuo papà stanotte non avremmo dovuto dormire per cullare te, darti da mangiare, cambiarti il pannolino… invece abbiamo pianto quasi tutta la notte per poi addormentarci un po’ con la tua camicetta in mezzo a noi. Forse sei stata tu, amore di mamma, a cullarci per farci dormire un po’. Amore mio piccola… mi dicono che adesso sei un angioletto e che il Signore aveva bisogno di te.. In realtà, amore mio, io e il tuo papà avevamo bisogno di te più di chiunque altro.. e adesso non riusciamo a consolarci… è troppo difficile, è un vuoto troppo grande… Ti amiamo.. ti amiamo tanto”