diredonna network
logo
Stai leggendo: Omicidio Melania Rea: Abbassata la Condanna a Parolisi

11 consigli da donne (e uomini) sopravvissute alla violenza domestica

Muore a 8 anni mentre va al concerto: le parole di Tiziano Ferro

"Non posso immaginare un mondo senza di te": il cantante dei Linkin Park suicida come Chris Cornell

La ginnasta: "Abusata per almeno 600 volte dai 13 anni dal medico sportivo"

"Mi staccava la pelle a morsi e mi strappò l'utero": quando la violenza è "normale"

Si scatta un selfie con la sorella che sta partorendo e lo posta con queste parole

"Vi racconto la mia vita con un solo seno"

Quel bacio tra la sieropositiva e il dottore: "La mia vita con l'HIV"

William e Harry: "Mamma sapeva che la vita vera è fuori dalle mura del Palazzo"

Quella rabbia al volante che uccide sempre più spesso

Omicidio Melania Rea: Abbassata la Condanna a Parolisi

Omicidio di Melania Rea: Scontata la pena a Parolisi eliminando l'aggravante della crudeltà. La famiglia risponde.
(foto: Web)
(foto: Web)

La Corte d’Assise d’appello di Perugia deve affrontare un ricalcolo della pena di Salvatore Parolisi.
La condanna dei 30 anni è stata abbassata, eliminando l’aggravante della crudeltà.

L’avvocato di Parisi si ritiene soddisfatto,

mentre la famiglia di Melania commenta piuttosto freddamente:

“La Cassazione ci ha dato ragione, Parolisi è stato riconosciuto colpevole, volevamo che fosse individuato definitivamente l’assassino di Melania e l’assassino ora c’è. La quantità della pena non ci interessa“.

Il fratello della Rea non può dichiararsi felice, ma sostiene che la cosa più importante è che sia stato confermato che ad uccidere Melania, rendendo orfana la piccola Vittoria, sia stato proprio Parolisi.

“Adesso per altri 14-16 anni almeno, Salvatore rimarrà in carcere”.

L’avvocato di Salvatore però attacca i media:

“Nei confronti di Salvatore Parolisi c’è stato un eccesso accusatorio dovuto anche alle descrizioni che ne hanno fatto i media definendolo un marito infedele e bugiardo, uno scansafatiche al lavoro, sulla testa del quale sono fioccate molte circostanze aggravanti senza un vero elemento di accusa”.

I legali hanno insistito sulla necessità di riascoltare il teste Rivelli, gestore del chiosco non lontano dal quale è stato trovato il cadavere di Melania Rea. Secondo i difensori di Parolisi, il teste avrebbe ritrattato la deposizione iniziale nella quale diceva di aver visto Melania allontanarsi da sola, sotto le pressioni della polizia giudiziaria. La linea difensiva infatti ritiene che il delitto non sia stato opera di Parolisi e che bisogna seguire altre piste.