Perché oggi dovrebbe essere il giorno più triste dell’anno

Da anni sentiamo parlare del Blue Monday, il lunedì più triste dell'anno. Ma attenzione: parliamo di un vero e proprio "falso mito" da sfatare, e in questo articolo vi spieghiamo da dove è nato e perché è da considerarsi una mezza bufala.

Il lunedì è difficile per tutti, ma ci sono dei lunedì che potrebbero risultare più difficili e complicati di altri. Quello che potrebbe esserlo più di tutti – o almeno così sentiamo dire da alcuni anni – è il  Blue Monday, ovvero il giorno che dovrebbe essere il più triste dell’anno. Non lo diciamo noi ma, per quanto la cosa possa sembrare assurda, un analista e professore universitario, che ha evidenziato come il terzo lunedì dell’anno sia generalmente il più malinconico di sempre; il tutto sulla base di una complessa equazione matematica, che tuttavia finisce per individuare più o meno il terzo lunedì di gennaio.

Quindi, nel 2021, la “maglia nera” della giornata peggiore dell’anno spetta di diritto a lunedì 18 gennaio. Insomma, se questo lunedì vi sembrerà insormontabile (più dei soliti inizi di settimana), ora sapete perché. Ma è tutto vero?

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Ok, avete letto «equazione matematica» e avete pensato che questa teoria sia inattaccabile. Be’, non lo è, perché rientra nella pseudoscienza e quindi è una mezza bufala. Ci spieghiamo meglio: sì, può comunque capitare, statisticamente, che per qualcuno questo sia davvero il giorno più triste dell’anno, ma si tratta di una mera coincidenza.

Allora com’è nata esattamente questa credenza cui anche noi qualche volta in passato abbiamo dato credito, e perché il terzo lunedì del mese è stato ribattezzato dagli inglesi – e si sa che il grigiore del meteo british non aiuta di certo in queste occasioni – come Blue Monday, dal titolo di una canzone dei New Order?

Per arrivare alla scoperta del Blue Monday (ma qualcuno direbbe più verosimilmente alla sua invenzione di sana pianta, ma questo lo vediamo dopo), a quanto pare commissionata e poi diffusa in un comunicato stampa da Sky Travel, il professore Cliff Arnall avrebbe messo in correlazione alcune variabili ritenute impossibili da quantificare in termini di tempo impiegato, speso tra relax, ritardi, stress e attività quotidiane quali prepararsi.

La nascita del Blue Monday, quindi, non sarebbe altro che questo: la risposta alla richiesta commerciale di Sky Travel di “calcolare” quello che dovrebbe essere il giorno più triste dell’anno. Fatto sta che dal 2005, anno in cui la ricerca è stata pubblicata, il “mito” del Blue Monday si è auto-alimentato.

Secondo il sito internet d’informazione Bad Science, inoltre, a questo punto lo stesso Arnall avrebbe ricalcolato l’infelice data con altre variabili tipo: distanza dalla Pasqua, situazione economica post natalizia, fallimento di parte dei buoni propositi per l’anno nuovo e livello motivazionale.

Altra pioggia di critiche dal mondo scientifico, con scienziati e studiosi di vari settori, che si sono prodigati nel tentativo (vano!) di smascherare la bufala. Ma niente, complici i social, il Blue Monday è diventato una tradizione, di più, quasi una ricorrenza che nel Regno Unito provoca anche una certa “psicosi” che sfocia ogni anno in singolari e scaramantiche forme di astensionismo dal lavoro.

Per la cronaca, è stato calcolato anche il giorno più felice dell’anno, anche stavolta su commissione di qualcuno non propriamente disinteressato ai risultati, ovvero la Wall’s Ice Cream. Il giorno più felice dell’anno, guarda caso, cade intorno al solstizio d’estate, stagione perfetta per i gelati. Lo studioso che ha firmato la ricerca? Lo stesso Cliff Arnall.

Per chi tra noi ama la musica, il problema del giorno più triste non sussiste. Ci basta ascoltare Blue Monday dei New Order, metterci a ballare – il ritmo è trascinante – e tutto si accomoda.

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