diredonna network
logo
Stai leggendo: Ku Klux Klan da fuoco ad una donna di colore

Quei bambini perduti che, ogni anno, spariscono nel nulla

Quello che le influencer non ci dicevano (ma ora sono obbligate)

La Balena Felice e la Pink Whale contro Blue Whale, il gioco del suicidio social

Maturità: 6 trucchi per ricordare quello che si studia

"Ho lasciato che mia figlia cambiasse sesso a 4 anni e ne sono felice": la storia di Kai e di mamma Kimberly

Oroscopo dal 18 al 24 maggio - Come sopravvivere alle stelle

Cristian Fernandez: il bambino che rischia l'ergastolo

Maturità 2017, ecco le date degli esami e cosa c'è da sapere

Tenta il suicidio l'ex che ha sfigurato Gessica Notaro con l'acido

Oroscopo dal 4 al 10 maggio - Come sopravvivere alle stelle

Ku Klux Klan da fuoco ad una donna di colore

Donna di colore aggredita e bruciata in Lousiana da alcuni membri del Ku Klux Klan. Un fatto increscioso che mostra come la violenza razzista sia ancora purtroppo troppo presente nel mondo.

Ennesima aggressione ad una donna, questa volta per il colore della sua pelle. Succede in Lousiana, negli Stati Uniti.

Sharmeka Moffit, ventenne di colore, si trova ora in gravissime condizioni e il suo corpo è bruciato per oltre il 50%. 

La giovane è stata aggredita all’improvviso mentre stava facendo jogging in un parco. Secondo la stampa americana, gli aggressori erano vestiti con il tradizionale cappuccio bianco, codice di riconoscimento del Ku Klux Klan, del quale, tra le altre cose, è stata rivenuta la sigla KKK sul cofano dell’auto della vittima. Proprio la ragazza è riuscita a chiamare il 911, dopo aver provato a spegnere le fiamme con una bottiglia d’acqua nel mentre i soccorsi stavano arrivando.

Tutti d’accordo sul fatto che l’aggressione è stato un fatto decisamente “ripugnante” come ha ribadito lo sceriffo cittadino, Kavin Cobb, assicurando che la polizia farà di tutto per dare giustizia a Sharmeka.

Da qualche tempo il KKK cerca di rientrare nella società, proponendosi per lavori di volontariato, oppure finanziando la riqualificazione di diverse strade, come successe a giugno, creando scandalo e indegno popolare.

Tra le varie leggende che si sono create intorno al fatto, tramite social network, è stata subito smentita la notizia che la giovane  indossasse una maglietta di Barack Obama al momento dell’aggressione.