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10 Abitudini da Evitare Assolutamente Quando Usiamo lo Smartphone

Quante sono le operazioni che facciamo con lo smartphone? Tantissime! Alcune sono semplici, altre complesse, alcune scialle, altre più impegnative. Ma ce ne sono alcune che sono davvero pericolose, anche se non ce ne accorgiamo!
Fonte: Web
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Una delle primissime cose che facciamo appena svegliati è controllare lo smartphone.

Whatsapp, email, Facebook, Twitter e così via.

Grazie ad esso, siamo connessi 24 ore su 24 alla rete e comunichiamo in modo facile e veloce con tutti.

Ma per quanto sia uno degli strumenti più utilizzati nel mondo, alcune sue caratteristiche facciamo ancora fatica a capirle, mentre altre le ignoriamo totalmente, con il rischio di cacciarci nei guai.

Temi come la privacy, ad esempio, molte persone non li considerano, finendo per utilizzare il telefonino per operazioni anche delicate, procurandosi un bel rischio.

Una famosa compagnia assicurativa americana, la Protect Your Bubble, che si occupa anche di piani di assicurazioni per smartphone e tablet, ha stilato una classifica dei rischi più gravi che corriamo ogni giorno usando lo smartphone, che possono mettere a repentaglio la vita economica e sociale del possessore.

1. Non inserire una password per l’accesso allo smartphone

Fonte: Web
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In media, il 62% dei possessori di Smartphone non inserisce una password di sblocco dello schermo del proprio cellulare.

Così facendo si è estremamente esposti a tutti coloro che prendono in mano il nostro smartphone con la scusa di “guardare che modello è” e che, in realtà, si possono leggere mail e conversazioni di Whatsapp, guardarsi le foto e trovare qualche file segreto.

E finché è un amico, passi.

Ma se fosse un ladro? O, peggio, la nostra peggior nemica?

Riflettiamo…

2. Salvare le password su Google

Fonte: Web
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Una gran brutta abitudine nata (ammettiamolo) dalla pigrizia!

In fondo, perché devo ricordarmi tutte le password di ogni social network, email, conto corrente ecc., quando posso lasciare che il browser le salvi in modo da poter accedere automaticamente?

È vero che la comodità è tanta, ma è molto pericoloso!

Pensiamo se il nostro smartphone finisse in mani sbagliate.

Quelle mani avrebbero totale controllo su tutto.

Poi ti chiamerebbe l’amica dicendoti “ma perché hai scritto quel post offensivo su di me su Facebook???”.

Vaglielo a spiegare che si tratta di uno spiacevole equivoco!

E questa è la cosa meno grave.

Salvare password molto più importanti, come quelle dei siti bancari, su Google, è condannarsi autonomamente al patibolo.

Questa brutta abitudine ce l’ha il 32% degli intervistati americani, una percentuale grossa che fa capire quanto troppo ci si fidi del proprio smartphone.

3. Inviare selfie osé

Fonte: Web
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Ce ne sono parecchie di ragazzine che, innamorate follemente di un ragazzo, gli inviano foto in cui sono mezze nude, con quella faccina che dovrebbe essere sexy ma in realtà ricorda una gallina isterica.

Tutte quelle foto vengono inviate sperando che lui si innamori follemente del soggetto ritratto.

Il più delle volte, però, succede che al ragazzo (adolescente dagli ormoni impazziti) non gliene freghi una cippa della sensibilità della ragazze e che, piuttosto, invii quelle foto ai suoi amiconi senza che lei ne sia a conoscenza.

Quei ragazzi, a loro volta, inviano quelle foto ad altri e via così.

Nel giro di un’ora si può essere ovunque sul web e non penso sia una gran bella pubblicità.

Perciò, ragazze, fate attenzione! Il lupo si nasconde anche nel più tenero agnellino.

4. Non usare cover

Fonte: Web
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A volte ingrossa lo smartphone o lo rende meno attraente.

C’è chi dice che sia praticamente inutile.

In realtà è stato provato che gli smartphone protetti da una cover durano più a lungo rispetto che a quelli senza.

Perché molti urti sono talmente piccoli che non ce ne rendiamo conto, ma in realtà danneggiano continuamente il cellulare.

Pensate, ad esempio, quando lo teniamo in borsa: camminando si sposta qua e là, batte contro lo specchietto o qualche altro oggetto rigido, rischiando graffi e piccole botte.

La cover è molto importante per proteggere il nostro smartphone da urti accidentali, insieme ad una buona pellicola che evita allo schermo di graffiarsi.

5. Connettersi alle reti Wifi aperte

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Di solito, quando si trova una wifi aperta, si ringraziano cieli, santi e antenati!

Trovarne una, specialmente in Italia, è davvero raro e quando capita, non si lascia sfuggire!

Il problema arriva però quando la rete wifi viene lasciata aperta apposta da qualche malintenzionato.

Intanto noi, ignare, scambiamo foto, accediamo a siti inserendo password e pin, mentre il proprietario della rete, attraverso applicazioni speciali, riesce ad aprire tutti i nostri dati.

A quanto ammontano le conseguenze possibili?

Fate un po’ voi.

6. Non assicurare il proprio dispositivo

Fonte: Web
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In USA, il 60% dei consumatori non ha alcuna copertura assicurativa sul proprio smartphone e questo vuol dire che in caso di furto, smarrimento o rottura accidentale il proprietario sarà costretto a pagare le spese di riparazione oppure comprare un nuovo smartphone.

In Italia, le assicurazioni sui dispositivi sono ancora meno.

Si pensa che non servano, che siano fesserie. Molti, inoltre, non si fidano molto delle compagnie assicurative.

Ma quando si compra uno smartphone, in particolare uno molto costoso, l’assicurazione può rivelarsi molto utile.

Nel caso di incidenti il cellulare viene riparato gratis o sostituito con uno nuovo.

E se ve lo rubano, ne avrete subito un altro!

Niente male, no?

7. Truffe via email (phishing)

Fonte: Web
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Ogni giorno nel mondo vengono spedite 156 milioni di email per truffare i destinatari.

Questo tipo di truffa è chiamato phishing e consiste nell’invio di email da parte di truffatori che copiando loghi, indirizzi mail, link, slogan fingono di essere aziende (solitamente banche, poste e istituti di credito) e chiedono in risposta all’email dati sensibili.

Ecco perché è buona norma non inviare mai dati indirizzi, password e altro via mail.

Se qualche ente, banca, istituto o altro vi invia una mail, non fidatevi!

Chiamate il loro centro assistenza e chiedete se la mail ve l’hanno inviata loro, per assicurarvi che non sia l’ennesima truffa.

8. Postare le foto delle vacanze mentre si è ancora in vacanza

Fonte: Web
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Lo sapete che oltre il 75% dei ladri arrestati ha ammesso di aver utilizzato i social network per trovare le vittime delle proprie rapine?

In effetti, quando siamo in vacanza, postiamo foto e stati sui social per raccontare le nostre vacanze.

Nel frattempo, qualche malintenzionato si informa sui nostri spostamenti e sa che non rientreremo prima di un dato giorno.

Avrà tutto il tempo per sgattaiolare in casa nostra e prendersi quello che vuole.

So che farsi i selfie al mare o in montagna è divertente e si fa fatica a rinunciarci!

Allora vi do un consiglio: postate pure foto e stati, ma assicuratevi che li vedano solo i vostri amici e che non siano pubblici.

E non fornite troppi dettagli!

9. Lasciare il Gps attivo

Fonte: Web
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Lasciando la geolocalizzazione attraverso il Gsp attiva, permette a chiunque stia chattando con voi di sapere dove siete.

Con l’app di Facebook, ad esempio, può rintracciarvi e sapere dove abitate.

In ogni stato, inoltre, apparirà il luogo in cui trovate.

Non sembra un’abitudine tanto pericolosa e invece lo è eccome.

Assicuratevi che la vostra posizione la conoscano solo la lista dei vostri amici.

E, se potete, spegnete il Gps. Oltre a proteggere la vostra privacy, risparmierete anche un bel po’ di batteria.

10. Dare i propri dati bancari al telefono

Fonte: Web
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Questa è un’abitudine che, a furia di dire che è sbagliata, non è più molto diffusa.

Ma, in ogni caso, è bene rimarcarla, perché il 27% dei furti d’identità avviene via telefono.

Il nostro criminale (o la peggior nemica, fate voi) ci chiama e si spaccia come un dipendente della nostra banca che, per qualche motivo, ha bisogno dei nostri dati e dei codici di accesso al nostro conto corrente.

Di solito, qualcosa nella vostra mente vi fa scattare il dubbio della truffa.

Qualche altra volta, no. Allora che fare?

Se non volete rischiare, salutate gentilmente e riattaccate. Andrete, poi, presso la vostra filiale a chiedere delucidazioni.

Se vi piace il rischio, allora potete mettere in difficoltà il vostro interlocutore facendogli qualche domanda, del tipo: “qual è la banca? Perché, sa, io ne frequento molte!”, “Lei è il responsabile di quale filiale?”, “il mio codice fiscale dovrebbe averlo, può leggermelo così le dico se è corretto?”.