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Quando L'Arte È Donna: 10 Street Artist In Rosa

Arte è donna. Ecco quali sono le 10 migliori street artist donna che nulla hanno da invidiare ai colleghi uomini.
(foto: Web)
(foto: Web)

Non solo Bansky.

Perché la street art è spesso collegata a questo grande nome per poi morire nell’anonimato.

Ed invece no, esistono numerosi street-artist davvero bravi e anche delle donne che non hanno nulla da invidiare ai colleghi uomini.

Usare i muri per realizzare le proprie opere è una delle massime espressioni artistiche dell’ultimo secolo.

Il mese scorso il Guardian ha scoperto il genio di Bambi, un’artista di strada donna che è stata immediatamente soprannominata “la Banksy femmina”.

In realtà Bambi a noi non fa impazzire, troppo invasata di celebrità, per quello vogliamo provorvi le 10 artiste street più brave contemporanee, scoperte dall’Huffingtonpost.

Loro sì che diventeranno qualcuno.

E voi quale preferite?

1. Clare Rojas

(foto: Web)
(foto: Web)

Artista di San Francisco, crea soggetti nostaligici e un po’ sovversivi appartenenti a generi visivi popolari.

Un po’ fiabesco ma molto equilibrato dona un gran senso di calma.

Ultimamente sta cercando di sviluppare un nuovo filone molto più astratto.

2. Kashink

(foto: Web)
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Graffittara con sede a Parigi specializzata nella raffigurazione di uomini grassi, pelosi, e decisamente brutti… come i gangster!

Figure irreali ma ricche di emotività.

3. Miss Van

(foto: Web)
(foto: Web)

Francese di nascita ma spagnola di adozione, è una delle artiste più originali.

Molta ironia e romantiche figure, un po’ grottesche.

I personaggi principali sono fatali e seducenti.

4. Lady Pink

(foto: Web)
(foto: Web)

Lady Pink , nata in Ecuador e cresciuta a New York, ha iniziato a dipingere vagoni della metropolitana da giovanissima.

Aveva 21 anni quando durante la sua prima personale.

5. Olek

(foto: Web)
(foto: Web)

Artista polacca, dipinge soggetti punk, politici e pop. Un mix che la rende davvero unica.

Per me è fondamentale creare uno spazio su due livelli che funzionano: il concettuale e il visivo. Il passante comune può solo vedere lo strato superficiale. Il goal intellettualmente, è capire la storia e il significato dell’opera.

6. Maya Hayuk

(foto: Web)
(foto: Web)

Artista di Brooklyn che mescola un po’ di artigianato ucraino nelle sue visioni psichedeliche e geometriche.

“Da piccola le mie nonne mi insegnavano i ricami artigianali. Questo è stato probabilmente il primo e più forte impatto che ha influenzato la mia vita. Ho imparato non solo ad avere una mano molto ferma e determinata, ma anche la ricchezza del significato di tutti questi simboli geometrici.

7. Lady Aiko

(foto: Web)
(foto: Web)

L’influenza giapponese qui si vede.

Nonostante sia cresciuta a N.Y., Lady Aiko fa emergere elementi della sua cultura, tra elementi Pop e astrazione.

Credo di rappresentare l’energia femminile attraverso il mio lavoro. Mentre all’inizio è stata dura, ora mi piace il fatto di essere una donna che si è fatta da sola in un mondo che è prettamente maschile.

8. Faith47

(foto: Web)
(foto: Web)

La sua arte emoziona.

Originaria del sudafrica, Faith47 porta nelle sue opere spiritualità e natura urbana, che si incastrano perfettamente con la realtà che le circonda.

Mi piace il fatto che un lavoro sia temporaneo. Niente dura per sempre. Ogni cosa è un guizzo che qualcuno può vedere, ma che poi svanisce.

9. Shamsia Hassani

(foto: Web)
(foto: Web)

Una delle prime artiste di graffiti in Afghanistan.

Nelle sue opere incorpora elementi tematici della sua cultura.

Credo che ci siano molti che dimenticano la tragedia che tutte le donne devono affrontare in Afghanistan. Ecco perché io uso i miei quadri come un mezzo di informazione e diffusione. Voglio sottoporre la questione alla società, dipingendo donne in burqa in ogni opera. Cerco di mostrarle anche in momenti di vita quotidiana, di felicità. In modo da portare la gente a guardare a quel mondo anche in modo differente.

10. Alice Mizrahi

(foto: Web)
(foto: Web)

Mizrahi è un’artista newyorkese che dipinge le donne e le ragazze come archetipi sacri.

Per me non c’è divisione. Il mio lavoro è il mio lavoro, che si tratti di una parete o di un legno o di una tela o di una scultura. Mi piace esprimermi, divertirmi e esplorare. Le etichette non mi piacciono.