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Liberarsi dei rompipalle? Facile, se sai come farlo!

Ci sono i perennemente arrabbiati, i falsi, i mediocri, i superiori, i superbi, quelli che si lamentano sempre o che ti fanno sentire in colpa: insomma siamo circondate da emeriti rompiscatole! E il problema non è solo riuscire a convivere con soggetti di questo tipo (alle volte basta ignorarli) ma evitare di farsi contagiare e rovinare la vista da loro. Questo è il motivo per cui è necessario imparare a riconoscerli e gestirli, in modo da non farsi rovinare l'esistenza.

In Spagna un’autorevole psicologo (tale Bernardo Stamateas) ha stilato una lista in cui identifica ben tredici tipi ri “rompiscatole” e descrive per ognuno il miglior modo per liberarsene.

“Quotidianamente, in tutti gli ambiti della nostra vita, conviviamo un numero sorprendente di persone nocive. Sul lavoro, in famiglia, nelle istituzioni, persino tra gli amici si annidano individui la cui personalità è per noi ‘tossica’: ci fa stare male, ci toglie serenità, influenza negativamente le nostre azioni e i nostri pensieri. Si può proprio dire che ci ‘ammalano la vita’!”. Scrive Stamateas nell’introduzione: . Il vero problema, continua l’autore, di là del dolore che queste persone possono provocare, sta nella necessità di porre un limite alla loro azione senza fare a nessuno, in primo luogo a se stessi.

Ecco allora la suddivisione dei “rompiballe” in tredici differenti tipologie, con una strategia e soluzioni pratiche per riconoscerle e neutralizzarle immediatamente. Per fare qualche esempio, tra le persone “tossiche” in pole position ci sono i colpevolizzatori, perché:
“il senso di colpa è uno dei sentimenti più negativi che possa provare l’essere umano, e allo stesso tempo uno dei metodi più diffusi per manipolare gli altri”.
In effetti, il senso di colpa è un’emozione che ci paralizza, e porta con sé vendetta, rabbia e auto danneggiamento. La via per non essere coinvolti passa attraverso la liberazione da tutti i paradigmi falsi che spesso ci guidano. Significa, ad esempio, imparare la capacità di chiedere scusa quando si sbaglia, ma di essere e sentirsi responsabili solo delle proprie decisioni, non di quelle altrui.
Un altro “rompiscatole” di primo grado è chi ha l’abitudine di aggredire verbalmente. Queste persone, spiega Stamateas:
“con le loro risposte taglienti e acuminate ci sorprendono, ci lasciano muti, senza parole”.
In questi casi, per stabilire una comunicazione dobbiamo saper tenere sotto controllo i nostri più bassi istinti, ma insieme costruirci uno scudo per esistere alla loro violenza. Ma le tipologie sono numerose e comprendono l’invidioso, il denigratore, il falso, lo psicopatico, il mediocre, il pettegolo, il capo autoritario, il nevrotico, il manipolatore, l’orgoglioso, il lagnoso. Da tutti loro dobbiamo imparare a guardarci, ma anche a convivere. Bisogna imparare a trattare senza rinunciare ai nostri diritti e soprattutto cercare la via per l’autonomia mentale. Infine, non dimentichiamo un minimo di autocritica: in fondo, un po’ rompiballe lo siamo tutti.
Voi vi trovate ad avere a che fare quotidianamente con persone che proprio non riuscite a tollerare? Come fate per sorpassare il problema? Riescono anche a farvi stare male? Raccontateci!

Fonte: tgcom24