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Dacia Maraini: la scrittrice italiana più tradotta al mondo

Dacia Maraini è oggi una tra le più conosciute scrittrici italiane, e probabilmente la più tradotta nel mondo. Ha dedicato la sua opera soprattutto alle donne, raccontando le loro vite e la loro anima. La fama della Maraini è dovuta inoltre anche al suo grande talento come critico, poetessa e drammaturgo.

Dacia, nasce a Fiesole il 13 novembre 1936. Insieme ad altri famosi nomi della letteratura fa parte della “generazione degli anni Trenta” È figlia dello scrittore ed etnologo toscano di antiche origini ticinesi Fosco Maraini e della principessa siciliana e pittrice Topazia Alliata, appartenente all’antico casato degli Alliata di Salaparuta. La nonna materna si chiamava Sonia Ortúzar Ovalle ed era la figlia di un diplomatico cileno con la passione del canto lirico. La nonna paterna di Dacia era la scrittrice Yoï Crosse, per metà polacca e per metà inglese. Ha due sorelle.

IL GIAPPONE. Come racconta in alcuni suoi libri Dacia ha trascorso la sua infanzia in Giappone dove la sua famiglia si era stabilita dal 1939 al 1946. Il padre di Dacia per lasciare l’Italia fascista, partecipa infatti ad un concorso internazionale. Riesce ad ottenere l’incario per uno studio sugli Hainudel Nord del Giappone. (Gli Hainu sono una popolazione in via di estinzione stanziata nell’Hokkaido). Purtroppo la permanenza nel Paese del Sol Levante non è felice in quanto la famiglia Maraini, insieme con altri italiani che si erano rifiutati di riconoscere ufficialmente il governo militare giapponese, viene internata in un campo di concentramento. Il governo Nipponico infatti nel 1943 aveva fatto un patto di alleanza con l’Italia e la Germania. Per questo motivo aveva chiesto agli italiani in Giappone di firmare l’adesione alla repubblica di Salò, cosa che molti si rifiutarono di fare. La Maraini riferendosi a quegli anni parla di atroci privazioni e sofferenze.

LA SICILIA. Rientrati in Italia i genitori di Dacia decidono di trasferirsi in Sicilia presso i nonni materni nella Villa Valguarnera di Bagheria. Gli anni siciliani sono raccontati nel suo bellissimo romanzo dal titolo appunto “Bagheria“. Eccone un brano:

In Sicilia le tre figlie cominciano gli studi. Purtroppo anche quegli anni saranno difficili per loro a causa dell’adattamento al nuovo ambiente ed alla persistente povertà. Dopo qualche anno i genitori di Dacia si separano, il padre va ad abitare a Roma, la madre decide di rimanere in Sicilia a Palermo con le tre bambine le quali frequentano le scuole della città.

NUOVO TRASFERIMENTO. A diciotto anni la Maraini decide di andare a vivere a Roma con il padre. Nella capitale prosegue gli studi liceali e intraprende piccoli lavori per guadagnare qualcosa: l’archivista, la segretaria, la giornalista. Insieme ad altri giovani, compiuto 21 anni fonda una rivista letteraria, “Tempo di letteratura“,  e nel frattempo comincia a collaborare con riviste quali “Paragone“, “Nuovi Argomenti“, “Il Mondo“.

ANNI SESSANTA. Questi sono gli anni del matrimonio con Lucio Pozzi (un pittore milanese) che lascerà dopo quattro anni e dei primi romanzi. Nel 1962 esce “La vacanza”, nel 1963 “L’età del malessere“. Nel 1966 viene pubblicata la raccolta di sue poesie “Crudeltà all’aria aperta” . In questi anni Dacia Maraini comincia ad occuparsi anche di teatro. Fonda infatti insieme ad altri scrittori il Teatro del Porcospino dove vengono presentate solo novità italiane come ad esempio opere di GaddaMoraviaWilcockSiciliano, Maraini e Parise. Lei stessa scriverà molti testi teatrali che riscuoteranno un grande successo anche internazionale.
A Roma incontra lo scrittore Alberto Moravia che nel 1962 lascia la moglie e scrittrice Elsa Morante, per lei. Vivranno insieme dal 1962 al 1978.

ANNI SETTANTA E OTTANTA. Nel 1973 fonda, con  Lù LeoneFrancesca PansaMaricla Boggio e altre, il teatro della Maddalena, gestito e diretto da donne. Dacia ritiene il teatro il luogo ideale per informare il pubblico e sensibilizzarlo sui temi sociali e politici. Nel 1972 viene pubblicato il ramanzo “Memorie di una ladra”, e dal quale è stato tratto il film con Monica Vitti “Teresa la ladra“.  Nel 1975 esce per Einaudi“Donna in guerra“, che sarà pubblicato in sei lingue. Nel 1980 esce “Storia di Piera” scritto in collaborazione con Piera Degli Esposti. il libro avrà otto edizioni. Marco Ferreri ne ricaverà un film con Marcello MastroianniHanna Shigulla Isabelle Huppert.
Del 1984 è la volta del romanzo “Il treno per Helsinki“, edito da Einaudi. Il libro viene tradotto in cinque lingue. Nel 1985 segue “lsolína” pubblicato da Mondadori (Premio Fregene 1985, ripubblicato da Rizzoli nel 1992; tradotto in cinque paesi).

ANNI NOVANTA. Nel 1990 Dacia pubblica il bellissimo romanzo “La lunga vita di Marianna Ucrìa” accolto molto positivamente dalla critica e dal pubblico. Il libro riceve, il premio Supercampiello. Pochi mesi dopo all’opera letteraria verrà assegnato il premio “Libro dell’anno 1990” (tradotto in diciotto paesi). Da questo libro è stato tratto l’omonimo film di Roberto Faenza “Marianna Ucrìa“.
Nel 1991 esce una raccolta di poesie dal titolo “Viaggiando con passo di volpe“, edizione Rizzoli (Premi: Mediterraneo 1992 e Città di Penne 1992).
Ancora nel 1991 viene pubblicato il libro di teatro “Veronica, meretrice e scrittora” che riceve il premio “Fondi La Pastora” nel 1992.
Nel 1993 esce, presso Rizzoli, il libro “Bagheria” che conosce subito un buon successo di pubblico e di critica.
Nel 1994 viene pubblicato il Romanzo “Voci” (Premi: Vitaliano Brancati – Zafferana Etnea 1997; Città di Padova 1997; Internazionale per la Narrativa Flaiano 1997; tradotto in sette paesi). Nel 1996 esce il saggio “Un clandestino a bordo“. Nel 1997 un altro romanzo: “Dolce per sé“. Del 1999 il libro di racconti “Buio” la violenza sull’infanzia e sull’adolescenza raccontata in dodici storie, il quale riceve il Premio Strega.

ANNI DUEMILA. Nel 2001 Dacia Marini pubblica “La nave per Kobe” (storia del viaggio che la famiglia Maraini compì per raggiungere il Giappone, da Brindisi a Kobe). Nel 2004 la scrittrice pubblica con Rizzoli il romanzo “Colomba”, una storia dai contorni fiabeschi: una ragazza scompare nei boschi del parco nazionale dell’Abruzzo, la sua giovane nonna prende a cercarla. I motivi della ricerca si mescolano con quelli della memoria familiare e della memoria collettiva di una regione che ha conosciuto la povertà, la pastorizia, il brigantaggio, il terremotol’emigrazione di massa. L’Abruzzo è una regione molto amata dalla scrittrice tanto da aver scelto di risiedervi ormai da tanti anni. Dacia Maraini è vegetariana ed ha espresso posizioni in favore dei diritti animali. Il 18 novembre 2010, l’Università degli Studi di Foggia le ha conferito la laurea magistrale honoris causa in Progettista e dirigente dei servizi educativi e formativi.